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Chiedevano pizzo per restituire attrezzo rubato a imprenditore: tre arresti a Molfetta dei CC di Trani
22 gennaio 2009

MOLFETTA - Hanno chiesto 1.500 euro ad un imprenditore per la restituzione di un mezzo per intonacare, a lui asportato pochi giorni prima e per questo il 29enne Mauro Spadavecchia, tra l'altro dipendente dell'impresario, il 32enne Domenico Rafanelli ed il 36enne Gioacchino Manfredi, tutti di Molfetta e già noti alle Forze dell'Ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Trani (nella foto, la conferenza satampa), in flagranza di reato per tentata estorsione e ricettazione. Le indagini, scaturite a seguito della denuncia presentata dall'imprenditore lunedì scorso per il furto di una macchina per intonaci avvenuto in un suo cantiere di Monopoli, hanno consentito ai militari di accertare che martedì sera la vittima era stata contattata proprio dal 29enne, suo dipendente, il quale le riferiva di conoscere terze persone che avrebbero potuto riconsegnarle il macchinario, previo pagamento di 1500 euro. Dopo una serie di “contrattazioni” i due si sono accordati sulla modalità dello scambio: l'imprenditore avrebbe dovuto incontrare lo Spadavecchia a Molfetta, al quale avrebbe consegnato il denaro ed un camion, con il quale il dipendente si sarebbe recato da solo dagli aguzzini per poi caricarci il mezzo rubato. Ieri mattina, l'operaio ha così incontrato il titolare in via Caduti sul Mare, a Molfetta, dove, dopo aver ricevuto il denaro ed il furgone come da accordi. Quindi, si è recato in quella via San Domenico, in quel centro storico ed ha incontrato i suoi due conoscenti. E' proprio lì che scatta la trappola tesa dai Carabinieri, che hanno sorpreso insieme il trio. Alla vista degli operanti, però, i tre, dopo essersi liberati di un involucro, lanciandolo in un'abitazione, hanno tentato la fuga a piedi venendo definitivamente bloccati dai militari. La successiva perquisizione effettuata nella casa dove era stato lanciato il “pacco” ha consentito agli operanti di rinvenire l'involucro contenente i 1500 euro consegnati dall'imprenditore al 29enne e la macchina impastatrice rubata, poi restituita al legittimo proprietario. I tre invece sono stati rinchiusi nel carcere di Trani.
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