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Cessione asilo Filippetto allo Stato: bagarre in consiglio comunale Il sindaco non accetta il parere del segretario generale sulla competenza del consiglio e fa votare ai suoi la delibera considerata un oltraggio a Gaetano Salvemini
15 febbraio 2007

È ancora bufera sulla Scuola Comunale per l'Infanzia, “Filippetto” che, come si ricorderà, nei mesi scorsi l'amministrazione comunale ha deciso, con una delibera di Giunta, di trasferire alla Direzione Scolastica Statale, “Cesare Battisti”. Questo provvedimento, però, ha scatenato un vespaio di polemiche tra i genitori dei bambini, le insegnanti e i più fervisi “salveminiani” della nostra città che hanno in più circostanze ricordato come quell'atto rappresenti un vero e proprio vulnus alla memoria di Gaetano Salvemini (nell'anno del cinquantenario della sua morte, per giunta), lo storico antifascista molfettese che aveva lasciato in eredità al Comune il terreno sul quale oggi sorge la scuola, perché vi fosse realizzato un istituto comunale intitolato alla memoria del figlioletto (Filippetto, appunto) prematuramente scomparso durante il terribile terremoto di Messina. La vicenda, come giusto che fosse, è approdata nelle scorse settimane in Consiglio Comunale su iniziativa di otto consiglieri dell'opposizione di centrosinistra che hanno proposto alla Giunta di centrodestra di revocare la delibera “incriminata”, sia per valutazioni di merito ma anche e soprattutto perché – a detta dei rappresentanti della minoranza – quell'atto è viziato da incompetenza in quanto l'organo esecutivo del Comune (la Giunta, appunto) non può esprimersi – ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali - con l'indicazione di un “indizio politico amministrativo” su un argomento (i servizi pubblici) di stretta competenza della massima assise cittadina. Ed è proprio su questo punto che le opposizioni nel corso della discussione nel Consiglio Comunale hanno attaccato duramente la maggioranza tanto da indurla addirittura a sfiorare un vero e proprio incidente diplomatico con il segretario generale, dott. Michele Camero. La discussione su questo delicato punto è partita con l'intervento di Tommaso Minervini che, con dovizia di particolari e solide argomentazioni giuridiche, spiegava come la competenza esclusiva sulla materia oggetto di quella delibera fosse del Consiglio Comunale e non della Giunta e quindi la delibera approvata da quest'ultima era illegittima. “Lo Statuto Comunale ed il Testo Unico degli Enti Locali – ha dichiarato l'ex sindaco della città – sono chiarissimi a riguardo. Chiediamo, quindi, che la questione venga ricondotta nei corretti binari procedurali con il ritiro della delibera da parte della Giunta e l'avvio di un serio ed approfondito dibattito in Consiglio Comunale ed in città su una questione di tale rilievo e delicatezza che ha evidenti ricadute anche di carattere storico e culturale, oltre che economico ed amministrativo”. Ma è Antonio Azzollini a replicare al suo predecessore ed a dettare la linea alla sua maggioranza: “L'amministrazione non ha nessuna intenzione di ritirare quella delibera – ha dichiarato il primi cittadino – che rientra pienamente nelle competenze della Giunta. Il Consiglio Comunale è chiamato a discuterne e lo faccia ora”. Il dibattito è proseguito così, con la minoranza a battere sul tasto della incompetenza e della illegittimità del provvedimento adottato, e la maggioranza a difenderne la regolarità. Dibattito teso, a tratti acceso, fino a quando Lillino Di Gioia non ha chiesto, sull'argomento, il parere del Segretario Generale, affinché chiarisse la vexata quaestio della competenza o meno della Giunta. Ed a questo punto, l'inatteso colpo di scena. Il dott. Camero, chiamato direttamente in causa, non ha potuto far altro che riportare quanto disposto da norme di legge: “Su questa materia la competenza è ascritta al Consiglio Comunale”. Una bocciatura in piena regola per l'operato dell'amministrazione, proveniente direttamente dal tecnico preposto a tutelare la legittimità dell'azione amministrativa. Il sindaco, visibilmente contrariato, ha chiesto, questo punto, una sospensione della seduta ma, ritornati in aula, ha ribadito il suo parere: quella delibera non si tocca. E' stato allora Mino Salvemini a replicare: “L'evidenza è sotto gli occhi di tutti. Il segretario generale ha certificato che quella delibera è illegittima. Chiedo ai consiglieri di maggioranza di avere un sussulto di dignità e di votare a favore della revoca”. Parole di fuoco che scatenano un vero e proprio putiferio. Il sindaco, con i nervi a fior di pelle per quanto era accaduto poco prima e per lo smacco subito pubblicamente, ha una vera e propria reazione isterica. Si alza, paonazzo nel viso e decisamente alterato, urla, sbraita, gesticola, inveisce contro il segretario dei Ds. Una scena che non esitiamo a definire avvilente, non la prima del genere (per vero) cui ci è capitato di assistere in questi primi mesi di consiliatura. Al momento del voto, tuttavia, la maggioranza fa ancora una volta valere la forza dei numeri e, nonostante il parere espresso dal Segretario Generale, vota contro la proposta di revoca della delibera di Giunta e conferma in tal modo la volontà di cedere “Filippetto” alla Direzione Scolastica Statale “Cesare Battisti”. Probabilmente, però, questa operazione non si concretizzerà prima della fine del 2008 anche perché le iscrizioni per il prossimo anno scolastico sono già completate. C'era bisogno, allora, di irrigidirsi a tal punto?
Autore: Giulio Calvani
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