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Centrosinistra ancora in crisi, alla ricerca di una difficile unità Ancora incerto il ruolo dell'ex candidato sindaco Lillino Di Gioia. I mal di pancia della coalizione. Le difficoltà interne di Rifondazione Comunista. L'ambiguità dei Socialisti. Il ruolo di Visaggio e della Rosa nel Pugno. L'ipotesi del governo-ombra e il difficile parto del Partito Democratico
15 luglio 2006

Per il centrosinistra, dopo la sconfitta delle amministrative, è ancora tempo di analisi del voto. Non si tratta tanto di puntare il dito addosso ad uno o più responsabili del magro risultato elettorale, quanto di capire come affrontare, caso mai pure risolvere le molte questioni sul tappeto, che proviamo velocemente ad elencare: la qualità dell'opposizione alla maggioranza di centrodestra che governa la città, il ruolo dell'ex candidato sindaco Lillino Di Gioia e la leadership del centrosinistra, il processo cittadino che potrebbe portare alla nascita del Partito Democratico, il rapporto con quelle frange del centrosinistra che non hanno accettato al primo turno e ancora di più al ballottaggio, di votare lo stesso Di Gioia, il rapporto con quelle liste socialiste che hanno appoggiato al primo turno Tommaso Minervini e al secondo non si sa bene chi, il futuro di alcuni partiti, come Rifondazione, ancora commissariata, e di quelli minori che hanno raccolto un ben misero bottino di consensi alle elezioni. Come si vede un coacervo di questioni assai difficili da dipanare, cosa parimenti indispensabile se si vuol smettere di piangere sul latte versato e guardare al futuro. Ci ha provato, senza molto successo a dire il vero, ad inizio luglio, Lillino di Gioia, chiamando ad una riunione gli stati maggiori dei partiti di centro sinistra, anche quelli con cui c'è stata intesa al ballottaggio, e i candidati più suffragati delle liste. DI GIOIA: L'OPPOSIZIONE CHE VORREI All'o.d.g non solo l'analisi di quella che Di Gioia ha definito una “normale sconfitta elettorale, non una debacle”, dovuta all'atteggiamento contraddittorio di alcuni partiti dopo le primarie; al risultato deludente di qualche lista; per finire alla “questione socialisti”, spaccati fra due schieramenti e non riunificati nemmeno con l'accordo prima del ballottaggio. Ad interessare l'ex candidato sindaco del centrosinistra, però, è piuttosto la futura opposizione, in consiglio comunale e nella città, dura, che contempli una sinergia con i livelli istituzionali in cui il centro sinistra governa - Provincia, Regione, Parlamento nazionale - determinante per molte questioni con cui la giunta di Antonio Azzollini intende presto misurarsi. Ad iniziare da quella del porto. Per Di Gioia sarebbe essenziale che la Regione avocasse a sé la gestione dei finanziamenti per i lavori previsti, trattandosi appunto di un porto regionale. Vedrebbe bene, poi, anche la formalizzazione di una sorta di “governo alternativo”, fatto dai consiglieri comunali di opposizione, supportati da esperti provenienti dai partiti, che non solo faccia le pulci agli assessori di Antonio Azzollini, ma elabori proposte di diversa gestione. Con la consapevolezza, a dir la verità ampiamente condivisa, che un'opposizione fatta solo nell'aula “Carnicella” da 12 consiglieri comunali, ridottisi già a 9, visto che Pino Amato (Popolari per Molfetta), Giovannangelo De Gennaro (Pri) e quasi sicuramente anche Saverio Tammacco (I Socialisti) si sono schierati con Azzollini, rischierebbe di essere sterile e nemmeno avvertita dai cittadini. I PARTITI DI CENTRO SINISTRA La convocazione di questa riunione, così come le proposte avanzate da Di Gioia, ha lasciato abbastanza freddi alcuni partiti di centrosinistra che, sia pur con sfumature differenti, hanno lasciato intendere, per dirla con le parole di Mimmo Favuzzi, presidente cittadino dei Ds, che “il ruolo di leadership venuto fuori dalle primarie si è concluso con il ballottaggio”. Ci sono questioni politiche da affrontare e sciogliere anche per Rifondazione, prima di tuffarsi a testa bassa nelle questioni amministrative, come ribadito anche da Cosimo Altomare, coordinatore cittadino della Margherita, che ha auspicato anche un rinnovo della classe dirigente. Senza tacere che la coalizione “deve ridefinire con chiarezza la sua identità ed i suoi confini", riferendo ancora le affermazioni di Mimmo Favuzzi. IL PERIMETRO DELLA COALIZIONE E il problema di cosa si intenda per centrosinistra oggi, rimanda al rapporto con quello che negli ultimi mesi si è scoperto esserne un altro pezzo, cioè con parte delle liste che hanno sostenuto Tommaso Minervini nella competizione elettorale. Franco Visaggio, consigliere regionale della Rosa nel Pugno, presente con Nunzio Fiorentini e Nicola Piergiovanni all'incontro voluto da Di Gioia, ma c'era anche Antonio Ancona del Psdi, non si è lasciato sfuggire l'occasione per dire la sua, invitando tutti a “superare quei preconcetti, quelle riserve mentali che continuano a persistere nel centrosinistra, con i quali non riusciremo mai a riproporci al governo della città”. IL PARTITO DEMOCRATICO Insomma, ci sono molte pedine da muovere sulla scacchiera, una delle quali, importante per il processo di ricomposizione della coalizione, è quella che potrebbe portare alla nascita del Partito Democratico, invocato come prospettiva futura soprattutto da Cosimo Altomare e Mimmo Favuzzi, ma a proposito del quale è intervenuta anche l'Associazione per il Partito Democratico di Molfetta, chiedendo un processo dal basso, realmente partecipato, affinché la nuova ed ancora da costruire formazione politica non si configuri come pura fusione di due partiti. L'Associazione si propone come luogo di confronto per quanti ritengono che il processo di unione tra le strutture di partito debba essere accompagnato da un percorso partecipativo, fondato sul confronto con cittadini, associazioni e movimenti che si riconoscono nei valori del riformismo del centro-sinistra.
Autore: Lella Salvemini
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