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Centrale elettrica da oli combustibili, le falsità del Liberatorio politico secondo il gruppo Ciccolella di Molfetta
28 luglio 2007

MOLFETTA - Sul gruppo floricolo “Ciccolella” si continuano a scrivere e dire cose inesatte, anche per scarsa o superficiale informazione. E' il caso del “Liberatorio politico” di Matteo D'Ingeo che ha inviato un esposto a magistratura e autorità sulla vicenda della centrale elettrica da oli combustibili “Powerfloor”. Come già avvenuto in altra occasione su un altro periodico cittadino, il “Liberatorio” fa delle affermazioni su questo impianto senza approfondite verifiche, come ci è stato comunicato dal gruppo “Ciccolella”. L'argomento è stato oggetto di un articolo del nostro Direttore Felice de Sanctis sul quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Bari, già in data 13.7.2007. Ora il D'Ingeo ci riprova con un esposto, in merito al quale decideranno le autorità competenti, ma è opportuno anche conoscere l'altra versione dei fatti. Riportiamo, perciò, l'articolo della “Gazzetta” col quale si traccia un profilo del gruppo “Ciccolella” che rappresenta una delle attività imprenditoriali più interessanti e significative del panorama economico non solo pugliese, ma meridionale e nel quale si spiegano anche i vantaggi della centrale e la regolarità di tutte le operazioni e le autorizzazioni ad esso attinenti, soprattutto in merito al rispetto dell'ambiente, per il quale, come ci ha spiegato l'amministratore delegato Vincenzo Ciccolella, il gruppo ha particolare attenzione. Ecco l'articolo: Continua con successo la crescita del Gruppo floricolo «Ciccolella» di Molfetta. Dopo il collocamento in Borsa (in Puglia sono solo due e nel Mezzogiorno tre le società quotate a Piazza Affari) della holding prosegue il processo di internazionalizzazione che ha puntato allo sviluppo della rete commerciale con l'acquisizione dell'olandese Zurel, gruppo fra i più quotati trader internazionali, ha assicurato all'azienda Ciccolella una rete di distribuzione capace di “entrare” in tutti mercati internazionali. Ma l'internazionalizzazione prevede anche investimenti in nuove realtà produttive: l'iter per la realizzazione del Polo Floricolo nella piana di Ambrì in Svizzera è nella sua fase esecutiva. Un titolo di merito per l'azienda molfettese è quello di non aver scelto (a differenza di altre società) la strada della delocalizzazione, ma semplicemente dell'investimento strategico in una zona importante del mercato europeo dei fiori. Una scelta che conferma l'attenzione del gruppo verso l'occupazione in un'area dove i posti di lavoro sono già limitati. Di qui anche l'attenzione verso la gestione del personale attestata anche da fonte sindacale. Altro obiettivo allo studio è quello di nuove possibilità di investimento nelle regioni del Sud-est Asiatico e in Bulgaria. Sul fronte dell'innovazione, il gruppo segue da sempre una sua massima: «In natura, quando un elemento smette di crescere e di innovarsi è destinato a marcire», per cui grande attenzione viene posta per lo sviluppo del ciclo produttivo: «Utilizziamo tecniche di coltivazione sostenibili che consentano di coniugare l'ottimizzazione della produzione e risparmio energetico – dice Vincenzo Ciccolella, amministratore delegato della società -. L'innovazione riguarda certamente anche la gestione delle risorse umane, valorizzate dalle esperienze possibili nelle diverse società anche internazionali del Gruppo. Possiamo dire che si punta forte su ricerca e sviluppo». «La consapevolezza che il lavoro è sempre più un'esigenza, ha portato il Gruppo a dediare maggiori energie per la realizzazione di progetti molto importanti. Fra questi l'assunzione di 15 disabili nel Polo Floricolo di Melfi, a Potenza, rispondendo all'iniziativa “Equal Mecenate”, di cui è soggetto referente il Centro Formazione Professionale Ente Padri Trinitari di Venosa. L'iniziativa si propone di sviluppare un nuovo modello di occupazione per le fasce svantaggiate. Un'altra importante iniziativa è la costruzione di un asilo nido nello stabilimento di Candela dove saranno impiegate 300 donne. L'obiettivo è facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro delle donne. L'attenzione al lavoratore è dimostrata anche dalle forme contrattuali che il Gruppo ha introdotto in una realtà, quella dell'agricoltura, che ha sempre sofferto di una cronica mancanza di mezzi contrattuali moderni. Sulla base di un nuovo sistema delle relazioni sindacali cerchiamo sempre di andare incontro a quelle che sono le esigenze espresse dai lavoratori». In una strategia complessiva non poteva essere trascurata l'attenzione all'ambiente: lo sviluppo sostenibile con un occhio di riguardo all'ambiente è fondamentale per chi con la terra è abituato a condividere stagioni e cambiamenti. Il meccanismo della cogenerazione, promosso dalla direttiva 2004/08 UE, conforme al protocollo di Kyoto, è ormai una costante nel modo produttivo del Gruppo: l'acqua di raffreddamento delle centrali elettriche viene riutilizzata per riscaldare le serre per effetto del teleriscaldamento. La coltivazione fuori suolo idroponica a ciclo chiuso è un'altra forma di rispetto dell'ambiente. E la questione energetica, fiore all'occhiello del Gruppo Ciccolella è strettamente connessa con l'ambiente. La scelta della costruzione di una centrale vicino alle serre è indirizzata al risparmio energetico e al riutilizzo delle acque reflue scartate nella produzione di energia elettrica. A Molfetta la presenza di impianti a gas, imponeva una scelta: interrompere la produzione o cercare una soluzione energetica sostenibile. La soluzione ottimale individuata è la centrale a biomasse che rappresenta certamente un investimento maggiore, ma anche certamente l'eccellenza nel rispetto dell'ambiente. Per quanto riguarda la dimensione, si tratta di un primo passo per l'ammodernamento degli impianti esistenti; è chiaro che gli impianti verranno commisurati alle esigenze termiche delle serre. Tra le motivazioni di questa scelta di produzione di energia si lega all'esigenza di allineamento dei siti produttivi di Molfetta ai più moderni standard ambientali grazie alla sostituzione degli impianti a gas con la centrale a bio massa che oltre ad assicurare minor impatto ambientale, consente il recupero dei reflui termici, con indubbi benefici sul versante del risparmio energetico e con la possibilità di adeguare i siti produttivi di Molfetta ai livelli di competitività degli altri siti del Gruppo Ciccolella (Melfi e Candela) dove sono già presenti centrali termoelettriche capaci di assicurare l'ottimale funzionamento dei cicli in linea con quanto accade negli altri paesi europei. «Il trasporto e lo stoccaggio degli oli vegetali – aggiunge Vincenzo Ciccolella - a differenza di quello che accade per le biomasse solide, permette soluzioni logistiche di gran lunga meno impattanti sul territorio circostante sia sul versante dell'ingombro viario (limitazione dei carichi e del numero di vettori per il trasporto dei materiali), che su quello dell'inquinamento olfattivo (oli vs. biomasse). A queste vanno aggiunte esigenze di ammodernamento tecnologico funzionali alla necessità di sostituire gli impianti presenti con strutture moderne capaci di rispondere alle esigenze termiche ed elettriche delle serre, garantendo simultaneamente un minor impatto ambientale rispetto ai vecchi impianti a gas già esistenti che sospenderanno il loro funzionamento con indubbi benefici sul piano delle emissioni in atmosfera. A tale riguardo tale esigenza di ammodernamento, seppur non capace di soddisfare appieno i bisogni di tutti gli impianti produttivi (serre) presenti presso il sito di Molfetta, può essere assolta di fatto solo attraverso la realizzazione di una moderna centrale a bio massa che in futuro sarà capace di cedere il surplus energetico alla rete elettrica per usi civili. Per la realizzazione di tale impianto, sono state rispettate tutte le procedure previste dalla legge regionale, compresa la valutazione di impatto ambientale. Per l'impianto della centrale Powerflor infatti è stata correttamente effettuata la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. da cui è risultato che l'impianto in oggetto è escluso dall'applicazione delle procedure di V.I.A. , parere formulato dal dirigente Settore Ambiente Ecologia dell'Assessorato Regionale all'Ecologia con determina del n.145 del 20 marzo 2006. Insomma, un gruppo meridionale che conferma come sviluppo tecnologico, innovazione e ambiente non sono antitetici, anzi possono convivere e proprio dalla capacità di integrazione di questi fattori, è possibile raggiungere efficaci livelli di crescita e competitività come dimostra il gruppo molfettese.
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