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Cenere di stelle
15 giugno 2014

La generazione femminile delle settantenni circa, cui appartiene la sottoscritta, non può dimenticare il viso maschio di Humphrey Bogart che nel film “Casablanca” (1942) osservava con sguardo ironico e scettico gli astanti del bar nordafricano. Quel viso era attraversato in verticale da un filo di fumo di sigaretta che l’attore stringeva fra le dita. Quali sogni proibiti agitavano le nostre fantasie! Il testo che mi accingo a recensire (E. Altomare – D. Galetta “Cenere di stelle” Ed. Carthusia 2014 Milano) riporta svariate foto di scene da film nelle quali attori famosissimi fumano. La tesi anzi la convinzione che non può non condividere con i due autori, entrambi medici oncologi, consiste nell’additare nel cinema e quindi nella televisione che replica i film, il binario principale per divulgare il gusto del fumo. Gusto?.. Vizio, che Sartre definiva attrazione affascinata della sconfitta. Se un piacere comporta malattia, sofferenza e morte anticipata perché non farne a meno? Pare la domanda di un moralista, ma moralismo non è. Il testo è pervado da rispetto, amore per l’essere umano in genere e compassione per l’ammalato da curare. Il dott. Galetta ha dichiarato che una volta laureatosi in medicina, scelse la specializzazione in oncologia per aver seguito il martirio del padre ammalatosi di cancro ai polmoni. In quanto alla scrivente, senza avere preparazione specifica in medicina, è sicura che il cancro ai polmo9ni le sia stato procurato dal fumo della pipa che il consorte – morto nel 2002 – fumava in continuazione, usando un tabacco che, sì, emanava un gradevole profumo, ma era chimicamente edulcorato. Dopo il film “Casablanca” tante altre pellicole cinematografiche più recenti come Django Unchained o il Grande Gatsby o The Family evidenziano attori famosi che fumano. Non dimentichiamo il film di Sofia Coppola Bling Ring del 2013 nel quale terribili adolescenti fumano in continuazione. Il testo di Galetta e Altomare ricorda il film di Almodòvar, “La pelle che abito” in cui l’attrice Elena Anaya fuma sigarette e pipa. Le star che fumano emanano un fascino particolare e contagioso. Come ovviare a tale pericolosissimo e immorale pericolo? Il pediatra americano James D. Sargent, uno dei ricercatori più impegnati sul tema degli effetti provocati dai media sui comportamenti degli adolescenti, ha affermato che i cineasti dovrebbero innanzi tutto convincersi del fatto che i loro films non diminuiscono di fascino se i protagonisti fumassero di meno o non fumassero affatto. La verità banale e scandalosa consiste nel fatto che la mistificazione operata nei film, sotto la pressione dell’industria del tabacco, associa l’uso della sigaretta a caratteristiche ritenute positive: ribellione o autonomia, autocontrollo, autocelebrazione. Il testo corredato da bellissime foto estrapolate da film famosi interpretati da altrettanto famosi e affascinanti attori. Le campagne persuasive sulla salute sono messaggi come musica, scene, frasi, appelli che suscitano la paura di ammalarsi. Il Parlamento europeo nell’ottobre 2013 ha approvato la nuova direttiva sull’uso dei prodotti da tabacco. Ma, mi chiedo: può bloccare il vizio del fumo leggere sul pacchetto delle sigarette “nuoce gravemente alla salute”? Eliminare la pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione dei prodotti da tabacco è stato il tema 2013 del World No Tabacco Day. “Questo testo – è scritto in quarta di copertina – pone l’accento sulla necessità di un sistema regolatorio attualmente in vigore in altri Paesi ma inesistente in Italia che limiti l’esposizione dei bambini e dei ragazzi a film che contengono scene di fumo… Tra l’ossido di carbonio respirato per le strade emanato dai tubi di scappamento delle auto ed il fumo l’umanità è in grave pericolo. Educhiamoci severamente all’autocontrollo, sia nel diradare l’uso dell’auto sia nel fumare. Non c’è Legge che possa impedirci di farci del male più della propria consapevolezza. Siamo più responsabili, almeno per i nostri figli e nipoti. Mi pare questa l’esortazione calorosa che emana il testo “Cenere di stelle” dei due autori medici oncologi, Galetta e Altomare.  P.S. I due medici, Galetta e Altomare operano presso Istituto Oncologico di Bari “Giovanni Paolo II”

Autore: Gianna Sallustio
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