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“Casa, l'art. 51 strumento superato” L'assessore all'urbanistica, Pietro Uva: con l'approvazione del Prg non serve più
15 ottobre 2001

“La nostra amministrazione opererà per dare le case ai cittadini, rispetteremo le preassegnazioni già fatte e le graduatorie esistenti”. Questo è la posizione nei confronti delle procedure avviate ai sensi dell'art. 51, che ci è stato annunciato dall'assessore all'Urbanistica, avv. Pietro Uva. A che punto sono le procedure per l'edificazione degli alloggi ai sensi dell'articolo 51? “Come ho già sostenuto in Consiglio Comunale, le procedure ai sensi dell'articolo 51 sono un intervento straordinario per l'edilizia residenziale pubblica, e diventano, con l'approvazione del PRG, uno strumento superato. Noto purtroppo l'esistenza di gruppi di opinione pro e contro l'articolo 51. Ritengo invece che bisogna operare per dare finalmente le case ai cittadini, affinché si risponda all'esigenza che c'è in città circa il fabbisogno edilizio. Per questi motivi distinguerei tra il rispetto o meno della perimetrazione realizzata ai sensi dell'articolo 51. La nostra amministrazione intende rispettare i criteri di assegnazione, le preassegnazioni fatte alle prime 7 cooperative, i criteri adottati nei comparti 14 e 16, e le graduatorie redatte per il comparto 15. Per il resto l'amministrazione cerca il metodo della concertazione con i proprietari, intendendo evitare il contenzioso. In tale modo, accordandoci per le indennità di esproprio, per le quali noi riteniamo si possa andare sotto le 80mila lire a mq di cui si è parlato finora, potremmo far risparmiare le cooperative. Con l'approvazione dei Piani di Comparto noi pensiamo di procedere all'assegnazione definitiva alle cooperative preassegnatarie, e di andare all'assegnazione delle tipologie che interessano il comparto 15 per la fine dell'anno o per gli inizi dell'anno prossimo. Intendiamo in generale evitare le procedure di esproprio, perché i proprietari riuniti in consorzio nei comparti 14 e 15 coprono la quasi totalità della superficie, e anche nel comparto 16 coprono percentuali molto alte. Tutto questo consentirà di espropriare parti minime e quindi accelerare le procedure”. Qual è la vostra linea circa i Piani di Comparto? Li affiderete all'iniziativa privata? “Le Norme Tecniche Attuative del PRG ci dicono che il Piano di Comparto può essere presentato da almeno il 30% dei proprietari che insistono sul comparto. Questo non significa privilegiare i privati, poiché rimane comunque la destinazione del 60% del comparto per l'edilizia pubblica. Il Comune è quindi socio di maggioranza. È chiaro però che applicando la concertazione si risparmia su tempi e spese per tutti, questo del resto l'abbiamo detto già nell'atto di indirizzo del Sindaco. Abbiamo quindi invitato i proprietari a presentare il Piano di Comparto entro 90 giorni, rispettando le perimetrazioni previste. Chiaramente decorsi i 90 giorni procederemo alle espropriazioni relativamente alla parte pubblica. L'intenzione, di tutti, è dare ai cittadini le case. Se con il Piano di Comparto ad iniziativa privata si ottiene un risultato rispettoso della perimetrazione e delle normative relative alla parte pubblica, non vedo quale possa essere lo sbaglio, visto che è previsto dalla legge urbanistica nazionale e regionale e dalle Norme Tecniche di Attuazione. Questo non significa lasciare liberi di agire i privati, poiché devono rispettare le impostazioni relative alla parte pubblica. Del resto, leggendo le leggi urbanistiche e le norme, si evince che la strada è praticabile. In particolare le norme ci dicono che il 30% dei proprietari può presentare il Piano di Comparto, che i consorzi, per convenzionarsi con il Comune, devono raggiungere non meno del 75% della superficie e che le perimetrazioni del 60% della superficie devono avvenire seguendo la legge 167. Noi andremo avanti nel rispetto della normativa, considerando anche che i privati non possono gestire la parte di edilizia pubblica. Proprio nei prossimi giorni è stato convocato un Consiglio Comunale dove verrà esaminato il cosiddetto “pacchetto urbanistico”, in cui sono raccolte le convenzioni urbanistiche stipulate tra Comune e compartisti e gli atti che ne disciplinano il rapporto con il Comune. Gli uffici stanno anche esaminando il piano di zona 167. Questo pacchetto sarà portato, insieme ai provvedimenti che ci permettono di rendere effettivamente operativo il PRG. Difatti per l'operatività era necessario mettere in atto le perimetrazioni richieste dalla Regione ai sensi del Piano Urbanistico Territoriale Tematico “Paesaggio”. A luglio abbiamo approvato la perimetrazione dei territori costruiti, e in questi giorni va in Consiglio la seconda perimetrazione. È un atto di competenza sindacale, ma abbiamo deciso di portarlo in Consiglio per metterlo a conoscenza delle componenti di maggioranza e minoranza”. In relazione ai rischi idrogeologici? Molfetta è stata inclusa, a seguito della condizione delle lame, in un elenco di comuni a rischio... “L'amministrazione precedente aveva già affidato un studio al Politecnico di Bari, e questo era già stato considerato dai redattori del PRG. Proprio le perimetrazioni attuate ai sensi del PUTT mantengono il recepimento delle risultanze di tale studio, come richiesto anche dalla delibera regionale”. Relativamente al PRG quali sono i prossimi passi da compiere? Lei parlava di atti amministrativi... “Come ho già detto, la perimetrazione rende operativo in tutta la zona di espansione il PRG, e possiamo così passare a soddisfare le esigenze abitative. Ci tengo a precisare che le perimetrazioni non modificano la zonizzazione esistente nel PRG adottato dalla vecchia amministrazione, ma procedono solo ad integrare i vincoli con quelli paesaggistici imposti dal PUTT. Nel frattempo porteremo i piani dei comparti 14, 15 e 16 e successivamente dovranno essere portati i piani di zona 167, perché dopo essere stati adottati dalla vecchia amministrazione, c'è ora bisogno di recepire le osservazioni presentate, prima di passare all'approvazione definitiva. Non potevamo farlo in precedenza, perché solo con la seconda perimetrazione possiamo procedere a questo”. Che tempi prevede per i Comparti destinati alle procedure dell'articolo 51? “Per ora sono stati presentati i Piani di Comparto per i tre comparti. Più nel dettaglio è stato possibile rispettare le perimetrazioni già fatte nei Piani dei comparti 14 e 16, mentre per il 15, a seguito dell'accoglimento di alcune osservazioni con l'approvazione del PRG, questo non sarà possibile. È una verifica fatta già dall'Ufficio Tecnico, e che porterà ad una diversa sistemazione urbanistica. Il Piano del comparto 16 è ora sono sotto esame del Consiglio, mentre negli uffici ci sono i Piani per i comparti 14 e 15. Non è possibile indicare dei tempi precisi ma ritengo che siamo molto vicini: dovremo attendere altri 60-90 giorni prima di concretizzare. Vogliamo solo operare in modo che le case siano realizzate nel rispetto perfetto e rigoroso delle leggi e delle Norme Tecniche di Attuazione”. Che conoscenza c'è di questa situazione da parte dei proprietari e delle cooperative? “Noi abbiamo già avuto contatti con le sette cooperative preassegnatarie, a cui è stato detto che rispetteremo le preassegnazioni e le graduatorie redatte per i lotti dei comparti 14, 15 e 16. Una volta concretizzati gli atti amministrativi, interesseremo anche le cooperative del comparto 15 e avvieremo tutte le procedure relative all'assegnazione”. Nicolò Visaggio
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