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Carnevale, i cartapestai ci credono: a Molfetta può tornare grande Vito Scardigno, Francesco de Candia e Gino Cantatore, gli ultimi artigiani chiedono di istituire una scuola della cartapesta. Resta il mistero della cooperativa organizzatrice
08 febbraio 2009

MOLFETTA - «Ridare vita al Carnevale Molfettese dopo ben cinque anni di quasi inattività è già un merito e insieme un grande successo», dicono in un comunicato stampa del Comune Vito Scardigno, Francesco de Candia e Gino Cantatore (nella foto con l'assessore Spadavecchia), tre artigiani molfettesi della cartapesta, ultimi eredi di una tradizione secolare, che non fanno mistero dell'entusiasmo che in questi giorni sta investendo i loro laboratori. Il Carnevale Molfettese 2009 avrà nella sfilata dei carri allegorici in via Achille Salvucci uno dei momenti importanti. L'appuntamento è per domenica 22 e martedì 24 febbraio con la parata dei gruppi mascherati accompagnati da ben quattro carri allegorici realizzati a mano da questi tre maestri cartapestai che hanno voluto incontrare l'assessore allo Spettacolo, Enzo Spadavecchia. «Dopo la delusione e lo scetticismo degli anni passati abbiamo deciso di crederci ancora e di dare il nostro impegno fattivo per la riuscita di una manifestazione che rappresenta una risorsa importante per la città» ha esordito Scardigno. Cantatore ha confermato di aver «molto apprezzato il programma artistico proposto dalla cooperativa Milleventi (da dove spunti questa società è ancora un mistero, forse sarà stata costituita ad hoc, ndr) e la volontà dell'amministrazione comunale di rilanciare la tradizionale sfilata dei carri allegorici». Francesco de Candia ha invece sottolineato l'importanza di «impegnarsi tutti insieme affinché l'edizione di quest'anno diventi il primo tassello di un progetto a lungo termine.» Nel corso dell'incontro che si è svolto a Palazzo di Città i “carristi” hanno avanzato alcune proposte tese a garantire un futuro all'arte della cartapesta: «Quello che la gente non sa – ha spiegato Gino Cantatore, il più giovane dei tre artigiani - è che il Carnevale non si svolge soltanto nei due giorni della sfilata. Programmare un Carnevale significa fare un lavoro che dura tutto l'anno, significa soprattutto riuscire a tramandare ai più giovani quelle antiche e nuove competenze artigianali che altrimenti andrebbero perdute. Ecco perché proponiamo di istituire una vera e propria scuola della cartapesta aperta agli alunni delle scuole, che possa diventare anche luogo di ritrovo per tanti ragazzi che altrimenti resterebbero per strada». «Ci piacciono le sfide» ha detto l'assessore Spadavecchia. «Riuscire a mettere insieme una macchina organizzativa pressoché perfetta, capace di organizzare in un solo mese l'intero programma della cinquantesima edizione del Carnevale (ma il programma a pochi giorni dalla manifestazione non c'è ancora, ndr), è un'esperienza di successo che adesso va coltivata e soprattutto alimentata con la partecipazione e gli sforzi di tutta la città. Non ci sottrarremo alle critiche, ma solo quando queste saranno costruttive e non preconcette. Per il momento – ha concluso Spadavecchia - sono orgoglioso che singoli cittadini, numerose scuole, associazioni e commercianti ci stanno mettendo passione e convinzione». Le critiche non sono preconcette, ma derivano da alcune constatazioni di fatto: l'assenza di un programma e la mancanza di idee affidata ai cittadini che attraverso un sito internet dovrebbero suggerire agli organizzatori cosa fare. Sul carnevale molfettese un ampio servizio sul prossimo numero della rivista “Quindici” in edicola alla fine della prossima settimana.
Autore: V. R.
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