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CALCIO. Play-off. Il Cerignola batte il Molfetta e accede alla finale con il Noci LE FOTO Biancorossi finale fatale, stagione finita tra rabbia e orgoglio. Loporchio para due rigori, poi Uva a rete su rigore. Nell'assalto finale il Cerignola trova due reti
24 aprile 2007

MOLFETTA - I sogni muoiono all'alba. L'alba del Molfetta si è materializzata nei 120 secondi tra 36' al 38' del secondo tempo, quando il Cerignola con un incredibile uno-due di Pezzulli e Calangione, ha capovolto una situazione che vedeva il Molfetta con in mano il biglietto per la finalissima del Play-off, grazie ad un rigore trasformato al 34' della ripresa da Uva, mentre in precedenza il cannoniere avversario Carosella aveva fallito due tiri dal discetto, intercettati dalle mani prodigiose di Loporchio. (foto i due rigori parati) Un epilogo incredibile e amaro della compagine biancorossa che per 80' minuti aveva fatto vedere agli avversari i classici sorci verdi, con una condotta di gara prima accorta nel primo tempo e poi intraprendente nella ripresa. Tutto funzionava alla perfezione, poi la cattiva sorte e forse la mancanza di una certa dose di esperienza nella gestione dei concitati momenti finali, ha fatto la differenza. Infatti, le due reti del Cerignola sono nate da due palle ingenuamente perse dai molfettesi. Andiamo per ordine primo. Sul neutro e a porte chiuse del “Gustavo Ventura” di Bisceglie è andato in scena il ritorno del 1° turno dei Playoff . Al Molfetta, forte della vittoria al Poli per 2-1, sarebbe bastato il pareggio, mentre il Cerignola doveva vincere. Primo tempo mediocre, ma il pathos e la tensione era palpabile. La gara si apriva con una punizione di Aloisio, la palla rimbalzava davanti a Marinucci che bloccava in due tempi. Il Cerignola palesava una leggera supremazia, ma Di Bari e Luigi D'Alessandro presidiavano il centrocampo, mentre i difensori biancorossi s'incollavano ai rispettivi avversari: Tridente su Grieco, Salmanina manteneva Carlucci lontano dall'area, Campanella duellava con successo su Carosella, e Baldassarre francabollava Piscopo. Bloccati sulla manovra gli uomini del Cerignola solo con i lanci lunghi e sulle palle inattive s'affacciavano nell'area biancorossa. Concentratissimi i molfettesi, non concedevano nulla. Il primo pericolo per Loporchio arrivava al 14', quando Campanella nell'anticipare Carosella, rischiava l'autogol. Al 27' Aloisio si destreggiava sulla sinistra, serviva Uva che dal limite sparava alto. Al 34' Greco favorito da un rimpallo dalla sinistra serviva sotto porta Carosella, ma Loporchio con il corpo compiva il primo miracolo. Nella ripresa entrambe le squadre scendevano in campo più determinate. Il Molfetta nei primi 20' più volte si allungava in avanti e dava la sensazione di poter far male. Al 5' Baldassarre verticalizzava per Uva che di prima serviva sulla sinistra Lobascio, sinistro in corsa e Marinacci volava ed intercettava. Il Cerignola replicava con un diagonale di Grieco, Loporchio prima respingeva e poi salvava sulla ribattuta ravvicinata di Carosella. Il Molfetta non si chiudeva ed imbastiva una serie di ripartenze che mettevano in luce la lente retroguardia foggiana. In questa fase ai biancorossi è mancata l'intuizione risolutiva dei vari Aloisio, Uva e Lobascio. Al 18' il primo colpo di scena: Piscopo sgusciava sulla destra, il cross era intercettato da Loporchio, ma l'arbitro Castrignanò di Brindisi, vedeva un fallo di Campanella su Carosella ed indicava il dischetto. Carosella s'incaricava del tiro, ma Loporchio indovinava l'angolo giusto e toccava la palla che rimbalzava sulla traversa. Il Cerignola alzava il ritmo, il Molfetta però non faceva barricate, anzi cercava sempre le ripartente. Di Giovanni richiamava Lobascio per sfruttare la velocità di Paparella. Il tecnico Di Corato rispondeva con gli inserimenti di Malerba e D'Ambrosio e disponeva la difesa a tre. Al 28', Piscopo sulla destra cercava e trovava il contatto con Baldassarre, l'arbitro abboccava ed assegnava il secondo penalty. Ancora una volta Carosella si portava sul dischetto, cambiava angolo ma Loporchio lo seguiva, s'allungava sulla sinistra ed intercettava il diagonale. I foggiani rimanevano di sasso, mentre tra le fila del Molfetta cresceva la fiducia. Al 34' Paparella, con caparbietà s'infilava nell'area ospite e costringeva l'avversario al fallo e l'arbitro senza indugi indicava il dischetto. Corrado Uva con freddezza mandava Marinacci a destra e la palla nell'angolo opposto per 1-0. Il Cerignola appariva rassegnato e scaraventava ogni palla in avanti. Al 36' su un lungo rinvio del portiere Marinacci, una deviazione pescava al centro dell'area Pezzulli, libero di controllare la palla e in giravolta con un diagonale insaccava. I cerignolani si galvanizzavano, mentre i molfettesi si lasciavano prendere dal panico: Di Giovanni richiamava Paparella per il difensore Del Vescovo. Dopo due minuti la beffa: Uva perdeva la palla a centrocampo e Malerba conquistava una punizione. Carlucci buttava la palla in area. Per la prima volta Carosella vinceva il duello aereo con Campanella e il difensore Colangione si faceva trovare nel posto giusto al momento giusto e da due passi mandava la palla in rete. Negli ultimi 10 minuti, sei di recupero, il Cerignola non faceva altro che perdere tempo. Al triplice fischio finale i foggiani festeggiavano, mentre i biancorossi, annichiliti e tra le lacrime, lasciavano il campo. Alla fine non ci sono piaciuti i cori della dirigenza cerignolana, che in tribuna per tutta la gara non facevano altro che minacciare la terna arbitrale e i commissari di campo, all'indirizzo dei biancorossi. Quel “Molfetta vaffa…” ha dimostrato la classica cafoneria dei foggiani. Come pure gli applausi dei giocatori foggiani all'indirizzo di una ciurma di “vastasi” biscegliesi, che in precedenza avevano ricoperto d'insulti i giocatori biancorossi mentre lasciavano il terreno di gioco. Ad ognuno il suo stile. Nel dopo gara, con gli occhi ancora lucidi, il tecnico biancorosso si è presentato con la fierezza e l'orgoglio d'aver fatto per intero il proprio dovere: “Purtroppo cinque minuti di blackout ci hanno strozzato una gioia che avremmo meritato. Il calcio è anche questo”. Il tecnico ha liquidato così la gara, mentre si è soffermato sull'esaltante stagione della squadra: “Sono orgoglioso di aver guidato questi ragazzi che quest'anno sono andati oltre le più rosee aspettative. Sono ragazzi che meritano di andare avanti nella carriera. Quello che di straordinario che abbiamo fatto lo dobbiamo al presidente Giuseppe De Nicolò. Per me si è trattata della migliore stagione con la squadra della mia città. Abbiamo lavorato sodo dal 31 luglio, con umiltà e spirito di sacrificio, abbiamo affrontato difficoltà, situazioni critiche, ma il gruppo è stato grande. I tifosi devono essere orgogliosi di tutto questo. Oggi consegnamo all'archivio una stagione, sicuramente tra le più straordinario della storia recente della maglia biancorossa”. Risultati Andata Molfetta – Cerignola 2-1, Lucera – Noci 1-1. Ritorno Cerignola – Molfetta 2-1, Noci – Lucera 1-1. Per effetto del miglior piazzamento in campionato Cerignola e Noci disputeranno la doppia finale. La vincente parteciperà agli spareggi nazionali. Pagelle Loporchio. Due rigori parati, diversi interventi risolutivi, la vittoria lo avrebbe incoronato come eroe della giornata, 9. Baldassarre. Per tutta la gara si è incollato a Piscopo, limitandolo nelle sue scorribande sulle fasce, 8. Tridente: ha coperto la fascia destra, sempre preciso e pulito negli anticipi su Grieco, 8,5. Salamina: si è occupato di Carlucci, che segnava la sua presenza solo sui calci piazzati, 8,5. Campanella: bello il duello con Carosella, che solo in una occasione lo anticipava. Purtroppo è stato l'assist della rete della vittoria, 8,5. Di Bari e Luigi D'Alessandro, hanno coperto il centrocampo in lungo e in largo e limitato le capacità di manovra degli avversari, ad entrambi 9. Davide D'Alessandro: doveva coprire la fascia destra, ma si è visto subito che un match così importante non era nelle sue corde, 6. Aloisio: ancora una volta si è sacrificato in fase di copertura, un lavoro dispendioso e quando ha provato ad inserirsi in avanti, gli mancava lo smalto giusto, 7,5. Lobascio: dopo la mediocre prestazione dell'andata, si attendeva qualcosa di più. Ha solo abbozzato le sue ficcanti accelerazioni, 6.5. Uva: solo in avanti ha avuto poche occasioni per mordere. Più di tutti ha sentito la mancanza di D'Aloia. Perfetto il suo rigore. Unico neo, la palla ingenuamente persa che ha generato la punizione che sviluppava il gol della vittoria, 8. Paparella: dalla sua intraprendenza e velocità, nasceva il rigore del vantaggio 8. Binetti: entrava nel finale quando i giochi erano fatti, s.v. Di Giovanni 8.5. Col senno di poi, forse la mossa nel finale di rinunciare a Paparella per Del Vescovo, ha contribuito ad alimentato il fatale senso di panico. Squadra e società 10, per ciò che hanno regalato alla dignità della maglia biancorossa e per i valori tecnici e morali che hanno espresso, nonostante i limiti. Da soli ci hanno regalato una avventura indimenticabile. La Città: per come le componenti istituzionali ed economiche hanno ignorato la squadra e la società, e per quei soloni che si vantano di capire di calcio, senza aver mai messo piede al Poli, un meritato 3. Tifosi: per come hanno seguito e amato la squadra, senza chiedere e pretendere nulla 9. A loro è bastato riassaporare l'orgoglio perduto, a dispetto di tutto e di tutti. Emblematico lo striscione esposto nel gara di andata col Cerignola: “In una città assente, noi siamo presenti”.
Autore: Francesco Del Rosso
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