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CALCIO. Molfetta - San Giorgio Apricena 2 – 1 I biancorossi vincono in extremis
30 ottobre 2006

Molfetta: Loporchio 6, Baldassarre 6 (51' Lobascio 7), Salamina 6, Carlucci 5, Campanella 6, Tridente 6, Uva 6, D'Aloia 6 (78' Di Bari 6), Paparella 6 (82' Patruno 7), Aloisio 6, D'Alessandro 6. All: Di Giovanni 7. Apricena: Di Leo (46' Lomuscio), Valenza (80' Lizza), Prencipe, Conte, De Rosa, Tenace, Cellamaro, Di Nanni, De Lorenzo, Stea (75' Capogrosso, Panella. All: Ronzullo. Arbitro: Capilungo. Reti: 77' Lobascio, 87' Lizza (rig.), 94' Patruno. Note: Ammoniti: Baldassare, Carlucci, Paparella, Tenace, Stea, espulso per doppia ammonizione De Lorenzo. Con una rete di Patruno in “Zona Cesarini”, il Molfetta incassa la quinta vittoria consecutiva al “Paolo Poli”, e riprende la marcia dopo la battuta d'arresto di Fasano. Nei numeri, 2-1 e i 3 punti, le uniche note positive, di una gara che per 75' è stata brutta e noiosa. Di fronte a un Apricena, ancora a secco di punti fuori casa, sceso a Molfetta con l'evidente intenzione di portar via un punto, i biancorossi sono rimasti a lungo impigliati in una ragnatela senza sbocchi. Anche in superiorità numerica, i molfettesi s'intestardivano a cercare le percussioni centrali, che puntualmente erano sventate dagli avversari che si difendevano in massa. Oltre ad un Apricena che faceva le barricate, da registrare la scarsa giornata di alcuni biancorossi, Carlucci che non azzeccava nulla, gli esterni Aloisio e D'Alessandro che si accentravano troppo e intasavano ancor di più il reparto offensivo. A centrocampo Amedeo D'Aloia, rientrato a Molfetta dopo l'infelice esperienza di pochi mesi a Capurso, ogni tanto illuminava il gioco, ma il trequartista deve ancora ritrovare il ritmo gara. Forse i giocatori avevano ancora nelle gambe la battaglia di giovedì scorso, oppure una fastidiosa umidità e un sole estivo che appannava i riflessi. Insomma, classica giornata storta che poteva anche finir male. Si dice che una squadra competitiva si vede soprattutto quando riesce a far risultato in questo tipo di gare. Questa prova il Molfetta l'ha superata con lo spirito e la volontà. Subire il pareggio a due minuti dal termine, per giunta su un rigore che in pochi avevano visto, racimolare gli ultimi spiccioli di energia per trovare la forza di buttarsi in avanti, significa che la squadra ha un cuore, una personalità che, siamo certi, la porterà lontano. La cronaca Di Giovanni presentava un 4-3-1-2, con Amedeo D'Aloia alle spalle delle punte. Il nuovo modulo però creava un po' di confusione a centrocampo, accentuata da un Apricena che affollava la propria trequarti. L'onere di fare gioco disorientava il Molfetta che si limitava a buttare la palla in avanti. Uva e Paparella messi in mezzo da quattro difensori non riuscivano a controllare la palla, errori a ripetizione, gioco spezzettato, palla che come in un flipper rimbalzava da una metà campo all'altra. Al 22' una respinta corta del portiere su tiro di D'Aloia, generava una mischia in area senza esito. Subito dopo l'Apricena abbozzava un contropiede con Cellamaro, con il debole tiro finale di De Lorenzo che finiva tra le braccia di Loporchio. Al 35' i dauni rimanevano in 10: De Lorenzo si beccava il rosso per doppia ammonizione. Il primo tempo si chiudeva con l'unica incursione di Paparella che scattava sul filo del fuorigioco, il portiere usciva alla disperata e anticipava l'attaccante. Nell'occasione Di Leo rimaneva contuso al punto da non rientrare nel secondo tempo. Nella ripresa il Molfetta si presentava con maggior grinta e determinazione. Di Giovanni provava il tridente: fuori Baldassarre e dentro il vivace Lobascio (nella foto) che subito si metteva in mostra: assist per Uva sotto porta, ma la botta sicura del bomber rimpallava su un avversario. L'Apricena rinforzava gli argini e si difendeva in 9, anche se non designava qualche azione di alleggerimento. Al 24' su angolo, stacco perfetto di Campanella che schiariva la palla, ma il portiere Lomuscio faceva il miracolo e salvava. Nella ripartenze l'Apricena, con il terzino Principe, impegnava Loporchio. All'improvviso la gara saliva di ritmo e s'accendeva. Il Molfetta voleva i tre punti. Al 29' un tiro di Paparella era respinto da Lomuscio, Lobascio ribatteva in porta, ma sulla linea salvava Valenza. Poi era la volta di D'Aloia che da posizione decentrata provava una punizione ad effetto, fuori misura per pochi centimetri. Al 32' il Molfetta passava in vantaggio con Lobascio che deliziava lo stadio con un altro gol d'autore. Aloisio di testa serviva sulla sinistra Lobascio che puntava l'avversario, dribbling stretto a rientrare e saetta secca che finiva nell'angolo lontano. Sembrava fatta, ma Di Giovanni voleva il colpo del ko e al 40'richiamava Paparella per Patruno, che subito si metteva in mostra con un diagonale fuori di poco. Al 41' il colpo di scena. Un rinvio dell'Apricena sorprendeva la retroguardia molfettese. Lizza anticipava Campanella, Loporchio usciva ma non allontanava la palla, Tridente in recupero contrastava l'attaccante che andava giù. Per l'arbitro era rigore, che lo stesso Lizza trasformava. Calava il gelo sul “P. Poli”. Mancavano due minuti più il recupero. Gli ultrà gridavano “Non mollate mai”. I biancorossi raccoglievano le ultime energie rimaste più nel cuore che nei muscoli. Salamina da 30 metri impegnava Lomuscio che con un colpo di reni deviava in angolo. Al 49' l'urlo liberatorio del “Poli”. Aloisio, sulla sinistra si destreggiava tra due difensori e metteva la palla in area, Patruno ben appostato con un diagonale realizzava la rete della vittoria. Che finale di gara! Insomma, quest'anno Al “P. Poli” l'adrenalina scorre a fiumi e le emozioni non mancano. Con questa vittoria, sofferta ma bella perché conquistata con la sola forza di volontà, il Molfetta si tiene stretto il secondo posto solitario, nella giornata in cui il Fasano, con la vittoria a Francavilla, mete le mani sulla vittoria finale. La squadra di Sgobba, dopo il pareggio nella prima giornata ha poi sempre vinto e dimostrato una supremazia senza confronti. Dopo la partita Il tecnico Di Giovanni, nella gara meno bella, ha elogiato la squadra: “E' difficile giocare contro squadre come l'Apricena che si sono arroccate in difesa. I ragazzi hanno avuto il merito di crederci fino alla fine e non si sono risparmiati. Anche quando abbiamo subito il pareggio su rigore, non ci siamo demoralizzati e alla fine abbiamo raccolto una vittoria meritata. E' stata la vittoria dello spirito, del cuore di questa squadra, che sta crescendo anche sul piano della personalità. Il nostro obiettivo è e resta la salvezza, quando avremo racimolato i punti necessari, solo allora parleremo d'altro”. Soddisfatto della prestazione di D'Aloia. “E' una pedina importante, di qualità su cui conto molto, deve ancora ritrovare il ritmo partita. Certo con D'Aloia bisognerà rivedere alcune cose, per non alterare gli equilibri tattici”. Gare 10ª giornata Maglie 2 Capurso 2 Cerignola 3 Galatina 2 Copertino 1 Novoli 1 Francavilla 0 Fasano 2 Massafra 2 Bisceglie 2 Molfetta 2 Apricena 1 Ostuni 0 Nardò 1 Altamura 1 Lucera 0 Locorotondo 1 Noci 0 CLASSIFICA 28 Fasano 19 Molfetta 18 Cerignola Noci 17 Nardò 16 Copertino Lucera 15 Locorotondo 14 Maglie 13 Bisceglie Ostuni 12 Francavilla Galatina Altamura 10 Massafra 6 Apricena Capurso 5 Novoli
Autore: Francesco Del Rosso
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