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Botta e risposta Ncd e sindaco. Pista di atletica già finanziata ricorso inutile
15 aprile 2014

Ad accendere la miccia ci pensa il Nuovo Centro Destra, per intenderci il nuovo partito di Antonio Azzollini, dopo aver abbandonato Forza Italia, che denuncia: “Natalicchio shock: rinuncia alla possibilità di ottenere 3 milioni di euro per la riqualificazione della Zona 167”. Pronta la risposta dell’amministrazione: “Si omette di dire che quei fondi erano destinati principalmente ai lavori della pista di atletica, che nel frattempo è stata interamente finanziata dalle leggi finanziarie 2010 e 2011. Cosa facevamo: guerra a oltre 20 città d’Italia per ottenere finanziamenti già ricevuti in altro modo? Per un’opera il cui cantiere è partito?”. Il Nuovo centro destra fa riferimento a una delibera approvata il 26 marzo scorso, con cui la giunta Natalicchio dichiara di non dare seguito al ricorso avviato dinanzi al Tar del Lazio contro l’esclusione di Molfetta dai finanziamenti statali del “Piano Nazionale per le Città”. Motivo dichiarato: “sopravvenuto difetto di interesse”. “L’anno scorso – si legge nella nota – il progetto non fu compreso tra quelli immediatamente finanziabili sicché contro quell’esclusione considerata illegittima l’allora commissario straordinario del comune deliberò il ricorso al Tar del Lazio. La rinuncia al ricorso è una decisione dissennata e senza precedenti, non supportata peraltro da alcun motivo non di buona amministrazione, ma nemmeno di buon senso”. Per l’amministrazione invece: “È evidente che non sussiste più l’interesse ad ottenere finanziamenti altri, per l’esecuzione della pista d’atletica. Quello che questa amministrazione farà nei prossimi anni sarà redigere buoni progetti che rispondano all’interesse della città e che possano essere ammessi subito a finanziamento, non dopo anni di contenziosi. Il ritiro è stato un atto dovuto. Per la nostra serietà e per il buon nome della nostra città che rischiava l’ennesimo scandalo nazionale”. Insomma secondo Ncd l’amministrazione di Paola Natalicchio doveva difendere in giudizio un progetto non solo già finanziato ma appena avviato, contro il Ministero, ma anche contro Torino, Milano e tutte le città i cui i progetti sono rimasti bloccati in attesa del ricorso per quasi un anno. Certo la passata amministrazione era abituata a candidare la città a prendere finanziamenti per poi magari decidere cosa farne o a fare progetti frettolosi bocciati sistematicamente e poi riammessi solo dopo diversi gradi di giudizio. Come ancora questa vicenda ricorda. 

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