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Bari, sede dell'autorità italiana per la sicurezza alimentare
01 giugno 2005

BARI – 1.6.2005 Il presidente della Provincia, Vincenzo Divella (nella foto), e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, in cui si avanzava ufficialmente la candidatura della città di Bari (nella foto, veduta aerea della città) a sede dell'«Autorità italiana per la sicurezza alimentare», in fase di costituzione, e con l'obiettivo di perseguire con ulteriore determinazione il modello agricolo europeo improntato sulla qualità, sulla tipicità e sulla sicurezza dei prodotti agro-alimentari. Insomma un modo per strutturare ancor meglio quelli che molti hanno cominciato a chiamare il “Sistema Puglia”. Bari, scrivono Divella ed Emiliano “rappresenta la sede naturale e istituzionale di un organismo così importante e autorevole sulle politiche nel settore alimentare”, soprattutto per la cultura, tradizione ed sapiente esperienza. Il progetto di legge, e anche la denominazione “Autorità italiana per la sicurezza alimentare” dimostra di voler dotare, allo stesso tempo, il sistema europeo di una struttura capace di interfacciarsi e di far parte di una rete europea perfettamente in grado di interagire per affrontare le emergenze e arricchire con pareri scientifici autorevoli la conoscenza sulle caratteristiche dei prodotti agro-alimentari e il loro impatto sulla salute e sull'ambiente. In questo senso è assolutamente necessario il coordinamento degli enti e delle strutture preposti ai controlli, come anche la messa in rete degli stessi tramite un Sistema informativo e di comunicazione continuo e senza strappi. L'Autorità italiana per la sicurezza alimentare dovrà svolgere questi compiti e, in accordo con il referente europeo, definire gli standard di sicurezza alimentare e le metodologie tecnico-scientifiche più innovative, uniformi nell'ambito comunitario, per le analisi in laboratorio. L'Autorità si propone altresì di creare una ricca e promozionale rete allargata e integrata, nella quale la città di Bari dovrebbe essere sede dell'Autorità, e con possibilità di creare poli di decentramento per specifici comparti dell'agroalimentare a livello regionale, in altre città come Foggia e Lecce. “La centralità di Bari, concludono Divella ed Emiliano (nella foto), deve essere intesa come luogo di coordinamento, dal quale far partire una rete che, con la logica del decentramento, coinvolgerebbe gli altri soggetti presenti sul territorio regionale, ciascuno con la propria storia, ciascuno con il proprio ruolo, specializzazioni e funzioni”. Per avviare un confronto fra tutti gli attori interessati e valutare le opportunità derivanti dalla candidatura del capoluogo pugliese a sede dell'Autorità per la sicurezza alimentare dell'Italia, il presidente Divella e il sindaco Emiliano hanno convocato per martedì 7 giugno i rappresentanti della Camera di Commercio, Assindustria, Università e Politecnico di Bari, Comune di Lecce, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Istituto Agronomico Mediterraneo, Centro Ricerche Bonomo di Andria, Istituto del Germoplasma del Cnr, Istituto sperimentale agronomico - Bari, Istituto sperimentale per la viticoltura - Turi, Centro Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura - Locorotondo, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - Castellana Grotte, all'Ipres, Asl Bari/4, nonché all'Assessorato alle Politiche alla Salute e all'Assessorato alle Risorse Agro-alimentari della Regione Puglia. Lucrezia Pagano
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