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Bari, conferenza finale del processo "Prices", cooperazione economica con i Balcani
18 aprile 2011

BARI - Dai risultati conclusivi del Progetto integrato PRICES, le basi per avviare la nuova stagione di cooperazione economica con i Balcani, nella prospettiva di un’Europa 2020: se n’è discusso a Bari, nel corso della Conferenza finale del Progetto integrato PRICES (APQ – Balcani).       
Un orizzonte di sviluppo completamente irrinunciabile, che vede il mare come vettore di relazioni e non come fattore che circoscrive confini”: questo è oggi l’area adriatica e mediterranea, se la vogliamo guardare nella prospettiva di un’Europa 2020. Così, nei giorni scorsi a Bari, l’Assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli (foto) ha aperto i lavori della seconda giornata (la prima si è svolta a Matera) della Conferenza conclusiva del Progetto integrato PRICES (Programma Regionale Integrato di Cooperazione Economica e Sociale). Finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), il Progetto è stato coordinato dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) nell’ambito del Programma di Sostegno alla Cooperazione Regionale e del conseguente Accordo di Programma Quadro (APQ) Paesi dei Balcani.    
“Questo progetto integrato - ha dichiarato l’Assessore - ci rafforza nella convinzione che, o spostiamo la calamita dello sviluppo in area adriatico–mediterranea, oppure un’intera area  non avrà possibilità di crescita. Se si disegnano alleanze tra i paesi delle due sponde, la dimensione macroregionale può diventare un percorso contrattualmente forte, una chance grazie alla quale usciremmo dall’obiettivo Convergenza nel 2013 per passare all’obiettivo Macroregionale nella nuova fase di Programmazione 2014 – 2020”.
L’APQ Paesi dei Balcani ha riguardato la realizzazione di linee di intervento di cooperazione internazionale di mutuo interesse in favore dell’area balcanica, in partnership con le Regioni e con altri soggetti pubblici e privati, italiani ed esteri. In particolare, il Progetto PRICES – che ha visto il coinvolgimento di 14 Regioni italiane con capofila la Regione Puglia, e tre Paesi balcanici (Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia) - si inserisce nella Linea 2.1 “
Sviluppo Socio-economico” dell’APQ Balcani ed ha avuto l’obiettivo di: 1) sostenere la cooperazione con le istituzioni locali balcaniche in tema di programmazione, servizi avanzati alle PMI e mercato del lavoro; 2) aumentare il livello di cooperazione economica tra i sistemi produttivi italiani e quelli locali individuati nell’area balcanica nell’ottica dell’integrazione delle filiere produttive.    
L’esperienza del PRICES - ha sottolineato Francesco Saponaro, direttore generale di  InnovaPuglia SpA, soggetto attuatore per conto della Regione Puglia - ha dimostrato che con il progredire della globalizzazione la dimensione locale non viene meno, al contrario risulta rafforzata in quelle aree dove un’efficace cooperazione economica riesce a portare a compimento risorse e potenzialità”.     
Una palestra di cooperazione per le nostre regioni che imparano così a fare sistema”: anche questo è stato PRICES, secondo Francesco Catania, Coordinatore Cooperazione Decentrata del Ministero degli Affari Esteri, che ha rivolto il suo invito a proseguire in questo lavoro di cooperazione, incoraggiando “uno sguardo ampio e allargato alla prospettiva delle Macroregioni, per il bene della Regione Puglia e dell’Italia intera”. PRICES dimostra inoltre, come ha fatto notare  Roberto Orlando, Vice Direttore dell’Unità per i Paesi dei Balcani, InCE e IAI,  che il Sistema Italia quando opera congiuntamente è capace di promuovere sistemi anche in altre aree, come è avvenuto nei Balcani.    
Totale disponibilità a continuare su questa strada, da parte di Sanjin Halimovic, del Ministero dello Sviluppo, Imprenditorialità e Artigianato della Federazione di Bosnia-Erzegovina e di Zoran Malic, del Ministero Serbo dell’Economia e dello Sviluppo Regionale, che ha sottolineato l’importanza di una cooperazione che si traduca in trasferimento di know-how e tecnologie e in affiancamento nel difficile percorso che porta all’integrazione nell’UE.    
I lavori - coordinati da Mauro Bruno, del Servizio Mediterraneo della Regione Puglia - sono poi entrati nella fase più tecnica con gli interventi focalizzati sull’individuazione degli strumenti specifici per la cooperazione economica con i Paesi balcanici. Dell’Albania e delle  sfide a cui si sta preparando per affrontare la prossima stagione di cooperazione ha parlato Annibale Marinelli, commissario aggiunto presso l’Ambasciata d’Italia a Tirana, collegato in videoconferenza.      
In particolare sulle prospettive che si aprono nell’ambito della Cooperazione Territoriale con i Programmi South East Europe e Cbc Ipa Adriatico si sono soffermati Lodovico Gherardi, Coordinatore Nazionale per il Programma SEE e Bojana Slijepcevic, dell’Ufficio per l’integrazione europea della Repubblica di Serbia; mentre della Cooperazione italiana allo sviluppo e dei finanziamenti diretti dell'Unione europea hanno parlato gli esperti della Cooperazione Italiana allo Sviluppo Antonio Verrico, del Dipartimento per lo  Sviluppo e la Coesione Economica del MISE e  Maria Grazia Rando, della Direzione Cooperazione allo sviluppo del MAE.     
Infine, Marcello Giacomantonio, Esperto senior in Fondi comunitari è intervenuto sul 7° Programma Quadro e sugli altri finanziamenti diretti dell'Unione Europea.  

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