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Ballottaggio per il sindaco a Molfetta: la campagna sbagliata di Mastropasqua, candidato delle civiche, che affida il futuro di Molfetta a sconosciuti con un governo tecnico
03 giugno 2026

 MOLFETTA - La campagna elettorale per il ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco di Molfetta continua in vista del voto di domenica 7 e lunedì 8 giugno.
Il candidato sindaco delle liste civiche, Pietro Mastropasqua ha pagato al primo turno il prezzo di una campagna di comunicazione completamente sbagliata, dalla nazionale di calcio (controproducente in questo momento) alla presentazione del vecchio (tutti gli esponenti della passata fallimentare amministrazione di Tommaso Minervini) per nuovo. Il voto disgiunto, ha fatto il resto, avendogli consegnato meno consensi delle proprie liste. E questo la dice lunga sull’affidabilità dei vari “capi corrente”.

Un vero peccato, perché un buon allenatore (e Pietro lo è con la sua esperienza e le sue capacità, peccato!) non può fare miracoli con una squadra di persone impresentabili politicamente: è finito nella “comitiva” sbagliata, quasi che gli errori e i vecchi schieramenti non contassero. L’elettore non è sciocco.

Insomma, una campagna confusa e poco affidabile.

Si è puntato sull’esperienza, quindi con slogan superati, già utilizzati dalla vecchia compagine, quasi che il vecchio diventasse nuovo, senza fare ammenda degli errori.

Un disastro!

Ora ci prova, con un programma trade-in (vecchio per nuovo), quasi una permuta, simile a quelle commerciali, che permette di dare in cambio la vecchia giunta usata, per ottenere sconti e agevolazioni sulla nuova.
E così ai cittadini elettori viene proposta una squadra di governo tutta nuova, così composta:

  • Cesare Trematore all'Assessorato alla Visione, con deleghe a Urbanistica, Lavori Pubblici, Porto e Coste.
  • Giovanni Sasso all'Assessorato alla Tutela, con deleghe a Protezione Civile, Polizia Locale, Sicurezza e Ambiente.
  • Ignazio Roselli all'Assessorato allo Sviluppo, con deleghe ad Agricoltura, Sviluppo Economico e Attività Produttive.
  • Nicla Ardito all'Assessorato alla Promozione, con deleghe a Eventi, Promozione del Territorio e Turismo.
  • Mariella Lezza all'Assessorato ai Legami, con deleghe alle Politiche Sociali e al Welfare.
  • Elisabetta Dell'Olio all'Assessorato alla Dignità, con delega al governo delle politiche in materia di disabilità.
  • Andrea La Forgia all'Assessorato alla Trasparenza, con deleghe a Bilancio, Partecipate e Strutture Sportive.
Insomma, brave persone, ma “illustri” sconosciuti nell'amministrazione pubblica, che finiscono per risultare una squadra tecnica e non politica. Al punto da giustificare la nostra definizione “ciambotto ter”. Oggi non seve più l’esperienza? Che ruolo avranno i detentori di pacchetti di voti? Staranno a guardare, oppure cercheranno di condizionare i loro tecnici, magari da dietro le quinte (cosa molto probabile)?

E il nuovo slogan? “Testa e cuore per Molfetta”: magari il cuore ci sta, ma la testa, forse appare un po’ distratta e contraddittoria.

Ancora una volta una comunicazione improbabile: forse alcuni comunicatori o pseudo tali dovrebbero cambiare mestiere!

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