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Attività coordinata dalla sede italiana del Consiglio d'Europa. La Regia Domus nel Borgo Sette Torri di San Martino fra passato, presente e futuro. Le radici che diventano ali
22 settembre 2021

 Apertura straordinaria  domenica 26 settembre dalle ore 15 alle ore 19.

Convegno a Regia Domus, relatori: Girolamo Panunzio, Storico, Geol. Salvatore Valletta, Francesco De Gennaro proprietario Dimora storica, Pina Catino Presidente Club per l’Unesco di Bisceglie; Passeggiata Patrimoniale lungo un tratto della via Traiana, sosta al  frammento lapideo di una colonna miliare romana.

Visita alla cappella rurale, nella piazzetta del Borgo, dedicata al culto Mariano.  Borgo Sette Torri di San Martino, a 235 m s.l. risalirebbe all’ epoca costantinopolitana tenendo conto che nei riferimenti mappali il termine turris era sostituito dal termine redytu o redytu(m) che non possiede un significato agrario ma lascia intuire la sua affiliazione al perfetto sistema di imposte caratterizzante appunto l’ultimo periodo del dominio costantinopolitano.

Con l’arrivo dei longobardi e dei normanni le campagne pugliesi si riempiranno delle caratteristiche torri a 3 piani, con il compito di avvistamento, comunicazione e difesa. Saranno queste, con la successiva aggiunta di un muro di cinta, il primo embrione delle successive masserie agricole che, racchiuse in questo territorio darà loro la possibilità di difendersi a vicenda dagli assalitori (G. Panunzio). 

 

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I frustrati leoni da tastiera non mi interessano. Chi ha partecipato alla giornata, fra gli altri il presidente dell’Archeo club di Bari, il mio amico Nino Greco, ha voluto ripetere, approvandola mia relazione storica, la giornata di visita al borgo nella data del 28 novembre scorso, solo per gli iscritti dell’Archeoclub. La visita in loco aveva sottoposto all’attenzione del pubblico presente, fra gli altri, un muro la cui fattura era di sicuro ascrivibile al periodo costantinopolitano pugliese, per i meno edotti e non conoscitori del pensiero dell’esimio storico proff. Barbero, diremo periodo bizantino. Il dialogo e le domande che ci siamo naturalmente scambiati in quel giorno di visita al borgo e alla “villa Maria” ribattezzata da precedenti proprietari regia domus, sono state improntate riportando quanto già scritto da altri su quei luoghi. La mia passione per la storia non fa sicuramente di me uno storico ma un appassionato, che ha svolto studi universitari imperniati sul diritto, che con lo studio della storia già romano imperiale ha qualcosa in comune. Dopo una conferenza barese sul Duomo di Molfetta sono stato contattato da un signor editore come Giacomo Adda in Bari, un estimatore come l’esimio prof. Franco Cardini storico fra i più importanti in Europa che mi ha concesso una sua prefazione al libro e, fra le altre, una biblioteca come quella Apostolica Vaticana che ha acquisito il mio libro nella sua collezione elencandomi fra gli autori ivi compresi. Auguro a chi ha scritto il precedente commento rancoroso, di poter, un giorno, magari, raggiungere con una delle sue passioni, traguardi similari. E, la prossima volta, partecipi in prima persona agli eventi in modo da poter amabilmente dialogare, senza astio e senza la presunzione di conoscere tutto. Il suo commento mi ha fatto venire in mente una massima del compianto prof. Costantino che spesso ripeteva: più si studia e più ci si rende conto di non sapere…meno si studia e più si presume di sapere tutto. Ho trasmesso l’intervento rancoroso di chi si firma con il solo nome, alla mia penalista di fiducia dandole ampio mandato, in caso dovesse riscontrare in esso elementi consistenti, di procedere con una querela. In fede, Girolamo Panunzio
Da giovane ragazzo che risiede in una villa del nel nostro amato borgo, dove quattro generazioni di miei antenati hanno vissuto e lasciato un pezzo della loro storia, mi permetto di correggere alcune grossolane imprecisioni che, se non avessi a cuore il soggetto dell''articolo, lascerei scorrere come un''altra serie di mistificazioni a cui siamo tristemente abituati: -Il nome del borgo è "Sette Torri" (anticamente località "turris" o "turres") e il suo territorio confina a sud con quello del Casale San Martino, che nasce per scopi e in anni ben diversi rispetto al nucleo abitato a cui si fa riferimento nell''articolo. -La brillante trovata del nome "Regia Domus" va ricondotta al recente restauro della dimora, attuato cancellando tra l''altro la targa originale della facciata e sostituendola con il suddetto titolone in latinorum. -La Regina Viarum (si auspica che si conosca) corre 3,6 km a sud del borgo, concedendo che si stia parlando della Via Minucia che da essa si distacca presso Benevento; Sovereto sarebbe stato il borgo a questo punto più indicato per menzionarla, mentre le Sette Torri sono state citate a sproposito. -C''è un numero assai esiguo di "frammenti lapidei" in tutto il territorio del borgo e per di più debitamente datati al XVIII, XIX e XX secolo; di questo miliarium, assicuro, non è mai stata fatta menzione prima d''ora e mi auguro che sia almeno riportato nel posto a cui appartiene. -Il borgo sorge su una piacevolissima pianura premurgiana a 135 m sul livello del mare, a meno che strani errori di battitura non ci facciano fare salti di qualche centinaio di metri. -Se per epoca costantinopolitana consideriamo il periodo storico in cui Istanbul ha avuto nome di Costantinopoli (330-1453) sì, il borgo è certamente sorto in qualche momento di quel millennio; se però c''è l''intenzione di far credere che i Bizantini si fossero insediati nella contrada, mi dispiace notificare che non ne esiste alcuna testimonianza nota. -Il toponimo "Redytu(m)" è associato alla località giovinazzese dove sorge Torre del Reddito, ben 4,5 km a nord delle Sette Torri; da residente del borgo assicuro che nessuna delle nostre ville ha mai subìto fenomeni di teletrasporto. -Il complesso rapporto instauratosi in Terra di Bari tra i possedimenti del Thema di Puglia, quelli del Ducato longobardo di Benevento e loro sottomissione al dominio Normanno nell''XI secolo merita un suo studio approfondito; valutando gli interni degli edifici più antichi, il tardo periodo normanno sembra però il miglior terminus post quem per l''edificazione delle prime poche strutture, ormai inglobate o dirute. -Sul ruolo delle cinte murarie delle masserie fortificate pugliesi si potrebbe scrivere una monografia con debiti riferimenti al contesto socio-economico di un periodo di per sé vastissimo; quanto al troppo generico "assalitori", mi auguro solo che nella conferenza non si faccia riferimento a invasori di altri mondi. Penso che sia un vero peccato che su un luogo così piacevole e ricco di storia si possano dire tante e tali assurdità pur di montare un po'' di sensazionalità e far parlare di sè. Mi auguro che il signor Panunzio, """storico""", ci illumini dei suoi saperi perchè, vi garantisco, a leggere l''articolo ho perso qualche neurone. Ce ne vuole per redigere tre deboli paragrafi e fare 9 errori. Tuttavia sono fiducioso sulla carriera dello "storico" Girolamo Panunzio perchè di storielle sa inventarne tante. Chapeau.
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