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Assessore Uva: “Sull'edilizia rispettato il patto con gli elettori” INTERVISTA
15 ottobre 2005

“In cinque anni abbiamo reso esecutiva tutta l'edilizia pubblica, rilanciato l'edilizia, dato una risposta al fabbisogno abitativo e messo in moto dinamiche economiche positive. Questo era il nostro compito e questo abbiamo fatto, rispettando il patto con gli elettori”. È soddisfatto l'assessore all'Urbanistica Pietro Uva, uno dei fedelissimi del sindaco, all'indomani dell'adozione dei comparti 10-11-12-13 che chiude il programma di tutta l'edilizia pubblica. C'è chi sostiene che per voi è stato un compito facile avendo trovato un Prg approvato pochi giorni prima del vostro insediamento. “Se qualcuno pensa che con l'approvazione regionale si poteva far partire l'edilizia, dice una grossa sciocchezza. Mancavano gli atti per rendere edificabili i comparti, ossia le perimetrazioni alla luce del piano paesaggistico, il Putt. Inoltre, per la prima volta, l'amministrazione comunale si è cimentata con lo strumento del comparto. Sono pochissimi in Italia i Piani regolatori basati su questo concetto. In pratica, abbiamo dovuto inventarci le procedure. Il fatto di essere riusciti a concretizzarlo, con lo strumento della concertazione con i proprietari, è un dato di merito. Molfetta in questo senso ha fatto scuola, è un caso studiato e portato ad esempio in ambito regionale e nazionale”. Ritorniamo all'edilizia pubblica. Secondo lei quali sono i punti di forza? “Sarebbe facile sparare le cifre su quanti appartamenti si stanno realizzando. Voglio sottolineare il metodo che abbiamo seguito: concentrazione, trasparenza e certezza dei costi. Non c'è stato nessun esproprio generalizzato, abbiamo cercato l'accordo con i proprietari e quindi il costo del suolo è definitivo con il pieno diritto di proprietà. In altre epoche l'esproprio generalizzato ha generato contenziosi tutti perdenti per il Comune. Negli ultimi dieci anni sono stati contratti mutui per pagare circa 25 milioni di euro. Un onere che grava e graverà ancora per qualche generazione di cittadini”. Qualcuno ha lamentato un ritardo nelle urbanizzazioni. “I cantieri per le urbanizzazioni sono attivi. Realizzarle contestualmente alle costruzioni era l'altro obiettivo che ci eravamo posti, consapevoli che la sincronizzazione non sarebbe stata perfetta. È facile dire che bisognava realizzare prima le urbanizzazioni, ma con quali soldi?”. L'altra questione che ha suscitato polemiche, riguarda il Piano dei Servizi, secondo la Regione doveva essere adottato entro sei mesi dall'approvazione del Prg, cioè entro il 2001. “Anche qui, qualcuno ha cercato di alzare un polverone. Nel Piano di zona 167 le aree destinate per i servizi sono già tipizzate. Ci possono accusare di non avere ulteriormente specificato la tipologia dei servizi di interesse collettivo. È stata una nostra precisa scelta, perché vogliamo decidere con i cittadini quale servizio pubblico portare in una determinata zona. Un quartiere prevalentemente di anziani richiede servizi diversi rispetto ad una popolazione di giovani famiglie. Decidere anni prima cosa impiantare, senza conoscere il tessuto sociale, è sbagliato: la storia dimostra che si costruiscono strutture inutili e quindi costose. Comunque entro dicembre l'Amministrazione presenterà alla città il Piano dei Servizi”. Voi avete operato su un Prg fatto da altri. Personalmente c'è qualche aspetto che avrebbe voluto diverso? “Personalmente avrei individuato a Ponente le Zone D4, cioè le aree da destinare ad attività turistiche. Averle collocate a Levante renderà complicato elaborare un piano di zona, per i tanti insediamenti esistenti. Mentre verso Ponente i suoli sono liberi da insediamenti, la costa è più accessibile e avrebbe consentito di risanare e lanciare un territorio attualmente degradato, ovviamente nel rispetto dei vincoli ambientali”. Francesco del Rosso francesco.delrosso@quindici-molfetta.it
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