ASM Molfetta, il futuro resta da decidere. Minervini: «La priorità è salvaguardare tutti i posti di lavoro»
Il sindaco Manuel Minervini nel suo intervento nell'ultimo consiglio comunale
MOLFETTA - Il futuro dell'Azienda Servizi Municipalizzati continua ad animare il confronto politico a Molfetta. La questione è tornata al centro del dibattito anche nell'ultima seduta del Consiglio comunale, tenutasi giovedì scorso, con maggioranza e opposizione impegnate a discutere sulle prospettive della società comunale che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il nodo da sciogliere ha anche una precisa scadenza temporale: il 22 dicembre prossimo, data in cui giungerà al termine l'attuale contratto di servizio con ASM. Una data ormai vicina, che impone all'amministrazione di individuare in tempi brevi quale assetto organizzativo e gestionale adottare per il futuro.
Per affrontare la questione, la Giunta comunale ha approvato la deliberazione n. 56 del 12 ottobre, con la quale è stata costituita una commissione tecnica composta da tre esperti. Il gruppo di lavoro avrà il compito di esaminare le diverse possibilità, mettendone a confronto gli aspetti amministrativi, economici, finanziari, organizzativi, patrimoniali e occupazionali, per mettere il Consiglio comunale nelle condizioni di assumere una decisione consapevole. I tecnici dovranno completare la propria attività entro quindici giorni dalla nomina, mentre l'orientamento definitivo dell'assemblea cittadina è atteso entro la metà di novembre.
In questo scenario, uno degli aspetti più delicati riguarda la sorte dei dipendenti dell'azienda. La salvaguardia dei livelli occupazionali è diventata infatti uno dei principali terreni di confronto tra le forze politiche. Su questo punto è intervenuto direttamente il sindaco Manuel Minervini, che ha rivendicato con fermezza l'impegno della sua amministrazione a garantire continuità lavorativa a tutto il personale.
«La tutela dei lavoratori è l'aspetto che mi sta più a cuore di tutta la vicenda ASM, così come dovrebbe stare a cuore un po' a tutti», ha dichiarato il primo cittadino, non risparmiando una critica agli avversari politici. Minervini ha contestato, in particolare, le lezioni di tutela occupazionale provenienti da chi, a suo dire, avrebbe convocato i dipendenti dell'ASM in un comitato elettorale il 31 maggio scorso, dichiarando di agire nel loro interesse, mentre appena cinque giorni dopo, il 5 giugno, il Consiglio di amministrazione della società deliberava il licenziamento collettivo.
Parole particolarmente dure, con le quali il sindaco ha voluto sottolineare quella che considera una contraddizione tra le dichiarazioni pubbliche e le decisioni assunte in passato. «Su questo aspetto non prendo lezioni da nessuno», ha ribadito, indicando la protezione dei posti di lavoro come criterio fondamentale per qualsiasi scelta futura.
Minervini ha poi illustrato alcuni interventi già avviati per migliorare la situazione economica della società, sostenendo che i primi provvedimenti abbiano prodotto risultati positivi sul fronte del contenimento delle perdite. «Quello che vogliamo è tutelare tutti i posti di lavoro», ha affermato, annunciando un cambiamento di impostazione nella gestione dell'azienda e un'assunzione di responsabilità diretta da parte dell'amministrazione nei confronti di chi svolge quotidianamente un servizio essenziale per la città, spesso con retribuzioni di poco superiori ai 1.200 euro mensili.
Tra le misure richiamate dal sindaco figura la presa in carico del Piano economico-finanziario, insieme al trasferimento di alcuni dipendenti presso un'altra società comunale, la MTM. Un'operazione che, secondo quanto riferito da Minervini, avrebbe consentito di ottenere un risparmio certificato di circa 200mila euro. L'amministrazione starebbe inoltre valutando un'analoga soluzione per la Multiservizi, dove sarebbe stata riscontrata una carenza di personale.
Il primo cittadino è tornato anche a difendere la scelta di affidare a una commissione indipendente l'esame delle possibili alternative, precisando che nessuna soluzione è stata preventivamente esclusa. «Tutte le opzioni sono sul tavolo e sarà il Consiglio comunale a decidere, partendo dalla tutela dei lavoratori», ha concluso.
La deliberazione della Giunta individua, infatti, tre possibili scenari per il futuro del servizio. Il primo consiste nell'adesione di Molfetta al modello di gestione in house attraverso SANB, la società partecipata dai Comuni dell'ARO BA/1. La seconda strada prevede invece il mantenimento dell'affidamento diretto ad ASM, attraverso una nuova organizzazione del servizio suddivisa in lotti territoriali. La terza alternativa è rappresentata dal ricorso al mercato, mediante una procedura di gara aperta alla concorrenza.
Tre percorsi differenti, dunque, che dovranno essere valutati alla luce della sostenibilità economica, dell'efficienza del servizio e delle garanzie occupazionali. La decisione finale spetterà al Consiglio comunale, chiamato a definire un modello capace di assicurare la gestione dei rifiuti per il futuro della città senza lasciare indietro i lavoratori dell'ASM.