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Asili nido: genitori denunciano “il problema non interessa all'amministrazione”
24 gennaio 2006

MOLFETTA – 23.11.2006 Torna di stretta attualità il problema degli asili nido della nostra città. Sono oltre ottanta le famiglie in lista di attesa che, pur possedendo i requisiti richiesti, non hanno potuto iscrivere i loro bambini al nido comunale per mancanza di posti disponibili ed ora, con una raccolta di firme, intendono portare all'attenzione dell'opinione pubblica e dell'amministrazione il loro problema (nella foto, il Palazzo Giovene). Ricordiamo che il Comune aveva stipulato, negli anni scorsi, una convenzione con le strutture private presenti in città per consentire ai genitori che non avevano potuto iscrivere i figli all'asilo pubblico, di mandarli ad uno privato grazie al contributo dell'amministrazione che interveniva economicamente al fine di equiparare le rette. “Quest'anno, invece – denunciano i genitori in un documento – nonostante in bilancio sia stata destinata una somma per questo scopo, nulla si è mosso fino ad ora”. “Molfetta rappresenta l'unica città in Italia – si legge ancora nella lettera – dove sembra che un servizio pubblico di tale importanza non interessi l'amministrazione comunale. Mentre a livello nazionale tutti sono d'accordo sull'importanza di questo servizio alle famiglie, nella nostra città sembra superfluo e privo di qualsiasi attenzione e considerazione da parte di questa amministrazione. In regioni dove i servizi sociali funzionano (Emilia, Lombardia, Umbria, Toscana) gli asili nido privati sono tutti convenzionati con il Comune, proprio per ovviare alle carenze dell'amministrazione pubblica. Questo servizio denota il grado di civiltà di una città e non è né di destra, né di sinistra, ma un servizio sociale di aiuto e sostegno alle famiglie che lavorano. Purtroppo queste famiglie sono perennemente in attesa…di una chiamata”. I genitori firmatari di questa petizione avanzano anche il dubbio che siano motivazioni di carattere non proprio nobile a determinare questi ritardi o inadempienze: “Chissà quali sono i motivi, sicuramente di carattere politico”. Ed è con un appello che i genitori in lista di attesa concludono il loro documento, rivolgendosi direttamente alla amministrazione attuale ed a quella che sarà eletta nella prossima primavera: “Ricordiamo che questo è un problema da risolvere ed è un diritto che va garantito”. Come dargli torto? Giulio Calvani
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