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Arriva in Germania il lavoro teatrale "Canto Dei Deportati. Per una memoria del presente" del teatrante Giulio Bufo di Molfetta
09 novembre 2016

MOLFETTA - Dopo innumerevoli repliche in l'Italia, che lo ha portato fra l'altro ad essere rappresentato presso il Museo Nazionale Giuseppe Verdi di Busseto, il Festival TeatriPeregrini di Santa Teresa di Gallura in Sardegna ed il Palazzo della Cultura di Catania, il lavoro teatrale "Canto Dei Deportati. Per una memoria del presente" del teatrante molfettese Giulio Bufo, giunge in Germania.

Sabato 12 novembre sarà in scena a Colonia presso il Centro Interculturale Mondo Aperto, organizzato da quest'ultima realtà insieme con l'Anpi Germania.

Giulio Bufo ritiene questa tappa all'estero come un riconoscimento del suo impegno in un teatro d'impegno sociale e politico, sempre schierato verso gli ultimi, gli emarginati, gli sfruttati.

In “Canto dei deportati” Giulio Bufo condivide la scena con l'attrice Maria Filograsso, anche regista di questa piéce teatrale, liberamente tratta dagli articoli e dalle testimonianze raccolte nella rivista “Triangolo Rosso” dell' ANED (“Associazione Nazionale Esuli e deportati”).
Lo spettacolo è un omaggio attento e poetico alla resistenza umana e partigiana ed alla memoria dei genocidi perpetrati dai nazifascisti nei confronti di dissidenti politici, zingari, ebrei, omosessuali, migranti, disabili, religiosi, ma con un occhio attento ai genocidi dei giorni nostri; si propone l’obiettivo di non lasciare lo spettatore a fermarsi sui ricordi della “Memoria”, ma attraverso la sua attualizzazione a comprendere lo sterminio anche del pensiero indipendente soffocato e represso dal potere.
In scena un incontro casuale, conseguenza della fuga per la salvezza, tra un dissidente politico ed una donna, una zingara, un incontro che diventa uno scambio di confidenze, un scendere in animi spaventati, arrabbiati, indignati ed in fuga, un incontro di culture differenti, uno scambio di cartoline della memoria, un attesa di un destino che potrebbe toccargli di vivere come quello di tanti altri.
La “Memoria” con le parole dei due protagonisti scivola su una riflessione sull'oggi, su quanto le diversità, etniche, culturali, sessuali siano una ricchezza ed un immenso valore aggiunto all'umanità.
Se la “Memoria” è un dovere, fondamentale diventa la riflessione su quanto ci sia ancora da fare come comprendere e combattere ciò che soffoca la società toccando ogni corda dell'esistere.
A cornice e completamento dello spettacolo, a formare un unicum con il testo, ci sono canzoni storiche antimilitariste ed antifasciste come “Gorizia tu sei maledetta” o, la stessa, “Canto dei Deportati” e canzoni della tradizione Yiddish e Gitana.

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