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“Aritmia Mediterranea-Rumori di Pace” festival rock a Molfetta Il 4, 5 e 6 settembre alla Festa dell'Unità
15 settembre 2003

E' stato dato il via alla prima edizione di “Aritmia Mediterranea-Rumori di Pace”, festival rock per band emergenti del Sud Italia nell'ambito della festa de l'Unità. La direzione artistica del festival è stata affidata ai ragazzi dell'associazione culturale “Ballarock” e in particolare a Dado Minervini, presidente dell'associazione. Il logo del festival è un “pomocuore” che rappresenta la fusione del rock e dell'anima mediterranea della nostra terra. Si tratta di una manifestazione culturale tesa a tutelare la tradizione, ma aperta anche a nuove sperimentazioni. La musica è un modo per confrontarsi, per dialogare e per promuovere la pace ed è per questo che l'iniziativa sin da maggio si è diffusa in modo capillare. Appena pubblicato il bando di concorso sul sito ufficiale www.ballarock.it/aritmia vi sono state numerossissime adesioni provenienti da tutt'Italia, isole comprese. Il 25 luglio c'erano ben 86 band iscritte, di cui una commissione artistica, composta d'esperti, ha selezionato le 15 finaliste:A.D.D-Molfetta (Ba); Ammuina-Nocera Inferiore (Sa); Art'misia-Andria (Ba); Cosmica-Lecce; Evagarde-Lecce; Il Kif-Bari; Muzak-Alessano (Le); Pablo e il Mare-Torino/Terlizzi (BA); Palcoscenico-Napoli; PNG 56-BARI; Skapcrrat-Molfetta (Ba); Skill-Bari; Testata Nucleare-Miglionico (Mt); Umiliati e Offesi-Sassari; Urban Soul-Roma. “Un vero successo - dichiara il responsabile organizzativo Corrado Minervini - sintomo del fatto che i giovani hanno un ineludibile bisogno di spazi, per mettere fuori la loro creatività. Aritmia nasce nel vuoto di una città con inestimabili potenzialità sociali e culturali, ma assuefatta alla sfiducia ed alla mediocrità del ceto politico. Oggi si sta formando una nuova società civile che cerca forme di partecipazione e linguaggi diversi”. Non sarà stato semplice intercettare questa domanda, considerati anche gli ostacoli posti dall'Amministrazione comunale, che ha persino negato l'anfiteatro di ponente al festival. Non solo una grande esperienza di musica e aggregazione, quindi, ma un ben più coraggioso sforzo di infrangere quella prassi che relega le nuove generazioni ad una mera funzione di contestazione, producendo uno spazio, costruendo una speranza. Alessandra Palmiotto
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