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Area ex Lagnami – Pansini, il progetto dovrà essere rivisto Comune e Regione hanno sottoscritto la modifica dell'art. 32.2
15 novembre 2006

Dovrà essere rivisto il progetto esecutivo, già licenziato dal Consiglio comunale con delibera 64/2005, riguardante il piano edilizio di riqualificazione del comparto speciale B2.2, ex opificio Pansini Legnami. La Conferenza di Servizi tra Comune e Regione, ha modificato alcune parti del controverso art. 33,2 delle Norme tecniche d'attuazione del Prg che regola gli interventi urbanistici nelle aree degli ex opifici industriali. Il progetto prevedeva la realizzazione di una volumetria di 31mila mc cui 11mila residenziali e i restanti commerciali e direzionali. Erano previste 5 palazzine a 6 piani: di queste una avrà, per intero, destinazione d'uso non residenziale; vi sarà, inoltre, un autosilo privato alto 5 piani per una capacità di circa 50 posti auto. Due i piani interrati con accesso su via Cozzoli e su via Mezzina. 110 gli abitanti che l'intervento prevede di insediare, 500 i metri quadri destinati a parcheggio pubblico e 1500 circa quelli che saranno occupati dal verde (concentrati, per lo più, nell'aiuola spartitraffico tra via Mezzina e via Pomodoro). QUINDICI ha seguito la vicenda e carte alla mano, dato conto ai lettori delle varie fasi. Riteniamo opportuno quindi riepilogare, per sommi capi le puntate precedenti. La questione fu sollevata dall'opposizione di centrosinistra che formulò alla Regione la richiesta d'annullamento dell'articolo, perché introduceva delle eccezioni alle norme generali: recupero dei volumi con demolizione e ricostruzione, utilizzazione per attività terziarie, quota aggiuntiva residenziale di 1,5 mc/mq, l'individuazione delle aree standard con riferimento alle sole volumetrie residenziali. La conseguenza fu un carteggio tra Comune e Regione. Nella primavera scorsa la Regione formulò rilievi che tracciavano un contesto, quanto meno difforme dal quadro normativo generale. I ricorrenti avevano chiesto alla Regione l'annullamento parziale della norma, modificata nella fase della gestione commissariale settembre 2000 –maggio 2001, per adeguarla alle osservazioni del Comitato Urbanistico Regionale, non solo per il computo delle aree standard, ma considerata in contrasto con lo spirito originario. Alla risposta del Comune di aver applicato una norma del Prg. la Regione rispose con la cronistoria di tutti i passaggi che portarono alla definizione finale dell'art. 32.2, evidenziando comma per comma, ciò che riportava le NTA adottate nel '96, le osservazioni del Cur e come sono state recepite dagli estensori finali. Nel leggere le carte i tecnici regionali rilevavano che mentre il Cur suggeriva l'opportunità di privilegiare i volumi esistenti (ristrutturazioni), le modifiche normative invece consentivano ed incentivavano la demolizione, senza riguardo alla peculiarità costruttiva ed architettonica. Inoltre, mentre il Cur aveva chiesto la definizione degli standard urbanistici di riferimento, le modifiche introdotte parlavano di standard solo per le volumetrie residenziali, senza nessun riferimento per quelle commerciali. La questione era delicata anche per gli uffici regionali, perché il tutto fu approvato dalla Regione L'impasse è stato risolto con la rimodulazione dell'articolo conteso. Anche se per l'assessore Pietro Uva si è trattato solo di un fatto tecnico burocratico, la battaglia dell'opposizione e delle varie associazioni ambientali si è dimostrata più che fondata. Adesso, dopo l'iter d'approvazione, perché la modifica di un articolo delle Norme tecniche dovrà seguire le procedure di una variante al PRG, il progetto dovrà essere rimodulato, soprattutto con la ridefinizione dell'aree destinate ai servizi, che di fatto ridurrà le volumetrie realizzabili, rispetto al progetto iniziale. Intervista all'assessore Avv. Pietro Uva “Con la Conferenza dei Servizi si va a fare chiarezza in ordine all'intera questione dei comparti speciali, con l'applicazione del decreto ministeriale (art. 5 DM 1444 ) in ordine agli standar direzionali e commerciali”. Sembra soddisfatto l'assessore Uva per come si è conclusa la faccenda, sollevata dal centrosinistra con una serie di chiarimenti all'Amji9nistrazione, fino al coinvolgimento della Regione. Per l'ex area Pansini – Legnami si dovrà rivedere il progetto esecutivo? “Ovviamente i proprietari dovranno adeguare i progetti alla nuova formulazione della norma. Anche se l'adeguamento è sostanziale, ma non stravolge in maniera significativa la pianificazione urbanistica”. Si è riparato ad una inadempienza? “Non parlerei di inadempienza, perché tutto nasce da una certa interpretazione del CUR. Le due amministrazioni hanno convenuto l'opportunità dell'applicazione totale del Decreto Ministeriale di riferimento. Abbiamo un PRG approvato nel maggio 2001, non possiamo far pagare ai cittadini, nel nostro caso i proprietari dei suoli dei comparti speciali, ulteriori ritardi. L'Amministrazione è impegnata affinché con i compartisti ci sia un'ampia condivisione, nell'ottica di un'urbanistica partecipata e condivisa, non solo dalla città in genere, ma anche dagli interessati. Interessi e aspettative legittime non devono essere penalizzate. Ritengo che le determinazione della Conferenza dei Servizi tra Comune e Regione, cioè l'applicazione perissequa di una norma di legge, riuscirà a contemperare l'interesse pubblico e quello privato”. Quale sarà l'iter? “Ci sarà l'adozione del Consiglio comunale, poi le eventuali osservazioni dei cittadini, anche se si poteva optare per un unico passaggio, perché non si tratta di variante ma di un adeguamento. Poi tutto sarà approvato dalla Regione. Seguiremo tutte le procedure di una variante. Le due e amministrazioni si sono impegnate per contingentare i tempi”.
Autore: Francesco Del Rosso
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