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Apre la città della moda: che fare? INTERVENTO
15 settembre 2005

Occorre ricercare nuovi equilibri e soluzioni per far convivere il commercio di prossimità e le grandi strutture commerciali, ormai di prossima apertura. Da questo dipende anche il nostro futuro e il nostro benessere, lo stesso sviluppo del turismo, che in questi ultimi anni non è stato sufficientemente sostenuto deve diventare il punto di partenza per incrementare le presenze di turisti che possono diventare probabili clienti. Le iniziative della nostra associazione vogliono riportare all'attenzione generale le tematiche e le proposte più attuali del mondo commerciale e turistico di questa città. Abbiamo ribadito un'esigenza molto forte e sentita dai nostri associati: si devono tenere nel giusto conto le esigenze delle piccole imprese, di questa parte fondamentale del nucleo produttivo del territorio, che è un valore costitutivo per tutti, per i consumatori in particolare, per il servizio, per il reddito, per l'occupazione, per la vivibilità del centro urbano e della città. Noi ci misuriamo con i risultati dell'economia del territorio, con la possibilità o meno di avere un ambiente favorevole per investire e per innovare. Servono politiche urbanistiche e commerciali che garantiscano davvero l'equilibrio della rete commerciale locale nei confronti della grande offerta di prodotti che arriverà dalla Città della Moda, servono che le annunciate infrastrutture abbiamo priorità assoluta a partire da quelle della viabilità e dei parcheggi, dobbiamo fare di più sulla valorizzazione, sull'accessibilità e sull'attrattività dei centri urbani, sulle politiche di gestione e di marketing, sulla legalità e contro l'abusivismo commerciale, sul credito alle imprese, sull'innovazione, nel turismo e sui bisogni delle imprese turistiche, sugli affitti sempre più onerosi, per la tutela dell'ambiente e della salute, sul fare sistema nel prodotto e nel territorio: queste sono le nostre aspettative e il nostro impegno. Noi vogliamo continuare a contribuire alla crescita della città e vogliamo avere a che fare con un'amministrazione pubblica snella, efficace e vicina, avere lavoratori preparati, ottenere credito e finanziamenti. Purtroppo la legge finanziaria per il 2005 predisposta dal Governo non è in grado di restituire fiducia alle famiglie e alle imprese e che non affronta il nodo della competitività del Paese. Non c'è bisogno di grandi economisti per capire che se i beneficiari principali della riduzione delle aliquote sono i redditi molto alti la speranza di una ricaduta positiva sui consumi è molto bassa, per non dire improbabile. Senza un recupero del potere d'acquisto da parte delle fasce più deboli e quindi senza una forte spinta alla ripresa dei consumi: in una parola, senza provvedimenti validi per il rilancio dell'economia nazionale è difficile poter essere ottimisti. In questi mesi, a fasi alterne, sono state create polemiche artificiose sul comportamento dei Dirigenti della nostra associazione, c'è in atto un tentativo strisciante di mortificare proprio l'organizzazione e la gestione della Presidenza. A tutto ciò si risponde con una forte azione di tutela della trasparenza e l'onorabilità con cui opera tutto il gruppo dirigente, azione che a tutti i livelli Molfetta Shopping sta conducendo con tenacia, innanzi tutto smentendo ogni e qualsiasi illazione formulata nei confronti di questa presidenza, ma anche salvaguardando l'organizzazione, la forza, la lucidità gestionale dell'associazione. Noi rimarchiamo la nostra posizione nei confronti dell'Amministrazione in riferimento alla Faschion District, di quanto, per primi, abbiamo fatto da oltre quattro anni a difesa del commercio di prossimità, tutto rigorosamente documentato, ma essendo ormai in una situazione di emergenza, in considerazione dei ritardi con cui l'amministrazione avrebbe dovuto dare avvio ad una serie di infrastrutture necessarie per poter essere oggi maggiormente preparati all'apertura di questi giganti commerciali, non ci crea alcun pregiudizio ricercare altre strategie possibili per la tutela del terziario e che possano portare benefici concreti ed immediati ai nostri soci. Tuttavia guai se le piccole e medie imprese non accettassero la sfida, di dimostrare volontà, passione, spinta verso il nuovo, amore per il territorio: tutta la nostra azione risulterebbe indebolita. L'azienda seria si basa essenzialmente sulla fiducia del consumatore. Questo è essere piccola impresa nel territorio, un valore per tutti, dagli anziani alle famiglie, ai giovani. Un valore che va sostenuto e non penalizzato. Poi è evidente che serve la concertazione con i diversi livelli istituzionali, occorre la trasformazione in fatti concreti delle tante adulazioni che si fanno alla piccola e media impresa. Per tutto questo serve una Associazione forte ed allora è necessario da parte dei soci e di coloro che auspichiamo lo diventino, più fiducia e un pizzico di partecipazione. Per questo è importante partecipare ed essere nell'associazione, associarsi e associarsi bene, perché le associazioni non sono tutte uguali, per natura, organizzazione e modo di essere. Per noi è importante difendere un sistema di relazioni umane che è fatto di piccole, ma importanti cose: cortesia, qualità, servizio, consulenza, diffusione, garanzia, assortimento, quattro chiacchiere con altre persone, un modello di vita meno stressante. Altro che ipermercati e centri commerciali artificiali Noi nonostante tutto resisteremo perché siamo la luce e la bandiera della vivibilità dei luoghi in cui esercitiamo il nostro lavoro. Immaginate per un momento il Natale senza i negozi. Diciamo alto e forte che se vivono il commercio e il turismo vivono anche le città e vivono meglio i cittadini. Siamo preoccupati, ma non demordiamo, nonostante tutte le difficoltà siamo convinti di operare in un territorio dove è possibile creare sviluppo e mantenere la coesione sociale. Per questo serve coerenza e una forte unità di intenti. E' la presenza dei negozi che sviluppa e tutela la coesione sociale e non certo quella dei centri commerciali. Sono convinto che il commercio, come lo sviluppo qualificato del turismo, abbia delle potenzialità, proprio perché offre al cittadino un servizio mirato e personalizzato, nonché di relazioni, che altre forme di distribuzione non possono dare. Il commercio al dettaglio dunque, come una scelta di vita, per le città e per i paesi, per lo sviluppo dei rapporti sociali, per rinnovare e riscoprire il piacere degli acquisti e dello stare bene insieme. Ringrazio per questo gli operatori per la loro scelta di vita e di lavoro e per il loro impegno nel territorio. I commercianti aderenti alla nostra associazione sono impegnati, anche con nuovi sacrifici e investimenti di cui poco si parla, all'attenzione sui prezzi di vendita per aiutare i consumatori in questa fase difficile, senza allarmismi e con fiducia, a maggior ragione in un momento importante come è quello delle prossime festività. Ai nostri Amministratori chiediamo la massima attenzione: siamo una ricchezza, continuate a credere e a scommettere sulla forza e sulla voglia di queste imprese. Mauro Panunzio Presidente Molfetta Shopping
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