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Appello per una cittadinanza attiva
09 marzo 2002

I movimenti “Città plurale” e Arca” hanno promosso un appello in difesa della democrazia. Ecco il testo: Con questa lettera invitiamo tutti i cittadini, baresi e pugliesi, ad esercitare una cittadinanza attiva, ad essere informati, discutere, prendere parte in prima persona alla vita politica. Pensiamo che sia necessario farlo oggi, perché nel nostro paese alcune regole fondamentali della democrazia sono messe in discussione. Il presidente del Consiglio controlla, tramite la Fininvest e il consiglio di amministrazione della RAI, le reti televisive nazionali. Questo fatto, inammissibile in ogni altra democrazia, mette seriamente in pericolo il nostro diritto all'informazione. Silvio Berlusconi continua a controllare vastissime attività economiche mentre governa: un grave "conflitto di interessi" che non si verifica in alcun altro paese democratico. La mancata risoluzione di questo problema da parte dei governi di centrosinistra permette oggi all'attuale maggioranza di far passare una legge risibile. Varie iniziative del governo preoccupano sul terreno della legalità e della giustizia: la legge sulle rogatorie internazionali ostacola l'accertamento delle responsabilità processuali, ed è molto grave che ciò si rifletta su processi che coinvolgono il presidente del Consiglio e suoi stretti collaboratori; l'opposizione alla iniziativa europea sulla giustizia ostacola la lotta al terrorismo e alla grande criminalità organizzata; le leggi sul falso in bilancio e sullo "scudo fiscale" abbassano il livello di legalità nella conduzione delle attività economiche e premiano chi in passato ha infranto le regole. L'Italia ha bisogno di riforme, anche profonde; averne fatte molte meno di quanto fosse necessario è una grave responsabilità anche del governo di centrosinistra, ma la strada imboccata dall'attuale maggioranza appare molto preoccupante. Non è in discussione il diritto del governo a legiferare e governare il paese, ma pensiamo che molti dei cambiamenti proposti dal governo siano assai negativi. Un filo rosso sembra legarli: il desiderio di costruire un'Italia di individui attenti solo al proprio interesse personale, e non un'Italia di cittadini che vogliono vivere liberamente, ma vogliono anche essere attenti alla società, ai beni comuni, alle regole condivise, alla solidarietà, alla inclusione sociale dei più deboli. Alcuni esempi possono illustrare questa pericolosa tendenza dell'attuale governo, che allontana l'Italia dalle sue alleanze e tradizioni europeiste e dai valori che vi si legano. La forte influenza sulla azione di governo della Lega Nord, un movimento xenofobo, antimeridionale, e con venature razziste ha prodotto la recentissima legge sull'immigrazione che chiude il paese a flussi vitali. Con le riforme "federaliste" proposte dalla Lega, purtroppo appoggiate anche da regioni del sud, si rischia di scardinare, e non di riformare, l'assetto dello Stato. I futuri diritti dei cittadini, in particolare di quelli meridionali, in tema di scuola, sanità, sicurezza, sono a rischio. L'azione del governo per la scuola, che ha sicuramente bisogno di incisive riforme, è preoccupante, perché ne compromette il carattere di servizio pubblico per tutti senza riguardi a redditi e regioni di residenza e provenienza. Con uno dei primi atti di governo si è abolita la tassa sulla successione dei grandi patrimoni. E' stata poi proposta una riforma fiscale che riduce le tasse soprattutto per i contribuenti più facoltosi, e che rischia di creare un colossale "buco" nelle entrate fiscali deleterio per l'azione pubblica. Il governo ha attaccato frontalmente la logica della concertazione sociale, proponendo sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori un'inaccettabile riduzione unilaterale dei diritti, e tentando di dividere il sindacato. In questo quadro così allarmante l'azione politica dell'opposizione è stata insufficiente. Il centrosinistra, ancora incapace di valutare criticamente gli errori compiuti negli anni passati, stenta ad avviare un'opposizione ferma e decisa all'azione del governo. Per tutto questo pensiamo che oggi vi sia più che mai bisogno di una cittadinanza attiva, decisa a far rispettare e a battersi per regole fondamentali di legalità e democrazia, a chiedere nuovi contenuti e nuove forme della politica e del modo di essere dei partiti. Chiediamo ai cittadini, a tutte le persone che a Bari e in Puglia vivono, di aderire ai contenuti di questa lettera, partecipando alla manifestazione pubblica che si terrà a Bari: lunedì 11 marzo 2002, ore 17, Hotel Excelsior Via G. Petroni, 15 - www.arcabari.it - www.cittaplurale.it
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