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Angela Amato: obiettivo equità fiscale e tutela delle fasce più deboli L'intervista. L'assessore al Bilancio
15 febbraio 2014

A gennaio anche nella nostra città non si faceva che parlare dell’aumento delle tasse comunali, incertezze e lamentele si sprecavano. L’unica certezza era il portafoglio sempre più vuoto e la colpa delle istituzioni a tutti i livelli, che erodono stipendi o pensioni delle famiglie italiane che stingono sempre di più la cinghia e fanno sacrifici, a dispetto di una classe politica che appare sempre più distante ed incapace di dare risposte concrete. Quindici ha cercato di capire cosa è successo a Molfetta in tema di fiscalità locale e cosa dobbiamo aspettarci nel futuro, direttamente dalla viva voce dell’assessore al bilancio Angela Amato. A gennaio i cittadini molfettesi hanno dovuto pagare la mini-IMU del periodo d’imposta 2013, come mai? «Il Governo Letta, dopo aver propagandato per mesi l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, ha introdotto la cosiddetta mini- IMU, dovuta solo in quei Comuni che avevano un’aliquota IMU sulla prima casa maggiore rispetto all’aliquota base del 4 per mille. Molfetta, purtroppo, era tra questi ma non certo per scelta dell’Amministrazione Natalicchio. Quando la nostra Amministrazione si è insediata l’aliquota IMU sulla prima casa era già fissata al 5 per mille. L’aumento di un punto rispetto all’aliquota base del 4 per mille era stato deliberato dell’Amministrazione Azzollini nel 2012 e confermato poi dal Commissario per il 2013. I molfettesi, quindi, possono ringraziare chi ci ha preceduti». Cosa si prevede per il 2014 in tema di imposizione fiscale locale? «La legge di stabilità ha ridisegnato completamente il quadro dell’imposizione fiscale locale con l’introduzione di nuove imposte. In questi giorni stiamo lavorando alla definizione dell’intero pacchetto impositivo, ma al momento è prematuro dare indicazioni certe su aliquote o parametri. Di sicuro l’Amministrazione, così come è stato fatto per la Tares e per le tariffe del servizio mensa, adotterà tutte le soluzioni volte a tutelare le fasce più deboli della popolazione ed a incentivare le attività produttive, evitando ulteriori aggravi nella tassazione locale». Prevede invece che sarà oggetto di valutazione anche l’addizionale comunale? «Al momento l’addizionale comunale IRPEF sconta la quota fissa dello 0,65% per tutti i contribuenti. Sono al vaglio delle misure che prevedano la rimodulazione dell’addizionale in misura progressiva in modo da consentire maggiore equità sociale e redistribuzione del reddito. Al momento però nessuna decisione definitiva può essere presa se non nell’ambito complessivo del Bilancio di previsione 2014 i cui termini di approvazione sono stati in questi giorni prorogati al 30 aprile». Si è avuta l’impressione che la Tares sia stata molto più gravosa della sostituita Tarsu. Ci può spiegare cosa sia successo? «Il gettito derivante dalla vecchia Tarsu veniva destinato a coprire solo parte dei costi sostenuti per il servizio di smaltimento dei rifiuti. Il gettito Tarsu copriva il corrispettivo ASM nella misura dell’83% circa, la restante parte veniva coperta dal bilancio comunale. Con l’introduzione della Tares, in vigore dall’1/1/2013, siamo stati obbligati a coprire con il gettito dei contribuenti il 100% dei costi per il servizio di igiene urbana e per lo smaltimento dei rifiuti. Quindi, se prima c’era un contributo comunale che ripianava i costi, la nuova imposta prevede che i costi per lo smaltimento rifiuti devono essere coperti interamente dagli introiti derivanti da questa imposta. L’aumento stimato dell’imposta è stato pari a circa il 27% su base annua; però non bisogna dimenticare che le prime tre rate sono state pagate secondo i parametri TARSU mentre l’aumento, che riguarda l’intero 2013, è stato applicato solo e tutto sull’ultima rata e non spalmato proporzionalmente sulle rate precedenti, di qui anche la percezione di un maggiore aggravio ». Ci può spiegare meglio in che modo influisce la gestione dell’Asm sulla Tares? «L’ASM ci è stata lasciata sull’orlo del fallimento. La vecchia amministrazione aveva fissato un corrispettivo contrattuale di 8 milioni e 300 mila euro per il servizio di spazzamento e smaltimento rifiuti reso dall’ASM. Tale corrispettivo era fermo a questa cifra da cinque anni, nonostante l’espansione della zona urbanizzata, l’aumento dei costi di gestione, ecc. L’ASM registrava ad ogni esercizio perdite importanti che l’Amministrazione Azzollini non ha mai ripianato. Nel frattempo, però, non ha rinunciato ad aumentare la TARSU: i cittadini pagavano di più ma all’ASM si continuava a versare sempre lo stesso importo. Appena insediati, abbiamo dovuto prendere atto della grave situazione in cui versava l’ASM e che era assolutamente indispensabile adeguare per quel che era possibile il corrispettivo comunale che pertanto, per il 2013, è stato fissato a 9 milioni di euro. Tale costo è stato interamente coperto in bilancio dal gettito TARES come per legge. Il nostro obiettivo resta, ovviamente, pervenire ad ottenere risparmi sul costo della raccolta e smaltimento rifiuti. Con il presidente Antonello Zaza stiamo lavorando al risanamento dell’azienda, consapevoli che primaria importanza riveste l’aumento della frazione di differenziata. In collaborazione con l’ASM lanceremo delle campagne di sensibilizzazione per aumentare la raccolta differenziata e non escludiamo che possano essere applicati sistemi di premialità che prevedano “sconti” sulla tassa rifiuti a favore dei cittadini virtuosi». Cosa ci lasciamo alle spalle e cosa ci aspetta nel futuro? «Il bilancio di previsione 2013 si è chiuso in pareggio senza aumenti sull’addizionale comunale. L’unico aumento è stato rappresentato dalla Tares ma, come ho già spiegato, non certo per responsabilità ascrivibile all’Amministrazione. Abbiamo chiuso in pareggio nonostante debiti fuori bilancio pari a 4 milioni e 600 mila euro e nonostante un minor trasferimento statale stimato in circa 4 milioni di euro. Questo è stato possibile grazie ad un lavoro di analisi sulle singole voci di spesa e di entrata che ci ha consentito di individuare e tagliare dove era necessario tagliare come, ad esempio, sulle spese del personale, contributi, arredi, cancelleria, consulenze e incarichi. Nel 2014 continueremo ad improntare le nostre politiche di bilancio sul rigore e sulla trasparenza, pianificando gli obiettivi e la finalizzazione delle risorse alla realizzazione del nostro programma di governo. Stiamo lavorando alla rimodulazione delle tariffe per riportarle a criteri di maggiore coerenza e di maggiore congruità. Stiamo valutando, ad esempio le tariffe applicate ai passi carrabili nella zona artigianale o alle autorimesse pubbliche, come anche la rimodulazione delle tariffe dei mercati pubblici e la nuova determinazione dei valori venali per sottozone del piano regolatore. Tutti interventi volti a riequilibrare l’imposizione fiscale locale verso l’equità contributiva ». 

Autore: Rebecca Amato
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