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Ancona: “Non condivido più la linea politica di Forza Italia” L'assessore dimissionario all'annona non nasconde la sua amarezza
15 ottobre 2004

Pino Amato è da poche settimane il nuovo assessore al commercio, al traffico e al personale del Comune di Molfetta. L'operazione Amato, con la quale Forza Italia punta ad allargare la propria base elettorale, ha, però, una vittima. Si tratta dell'ex assessore Antonio Ancona che, con “altruistica sollecitudine”, ha lasciato il proprio posto al nuovo prodotto della politica delle “porte aperte”scelta da Forza Italia. Antonio Ancona, che abbiamo incontrato proprio nel giorno della nomina ufficiale del suo sostituto, sembra aver accolto la scelta del sindaco e del suo partito con un misto di stoica rassegnazione rispetto a voleri “superiori” e di misurata amarezza per un “dimissionamento” che tronca repentinamente un corso amministrativo ben avviato. Le sue parole sono misurate, attente a non irritare chi, tra non molto, potrebbe ributtarlo nell'agone della politica cittadina che conta. Nel contempo l'ex assessore, quasi tra i denti, lancia messaggi avvelenati verso chi lo ha estromesso dalla giunta. Assessore Ancona, facciamo un po' di chiarezza sulle dimissioni. Sono state una sua scelta o le sono state chieste? “Le dimissioni dalla carica di assessore sono state una mia scelta. E' chiaro, però, che a monte di queste dimissioni ci sono una serie di avvenimenti che si sono verificati tutti all'interno della mia forza politica e non all'interno dell'amministrazione. Nulla mi è stato addebitato, né dal sindaco né dai miei colleghi di partito, riguardo al mio operato da amministratore. Ciò che è accaduto è frutto di alcune divergenze interne a Forza Italia, la cui linea politica più recente non è stata da me condivisa. Anche all'interno dell'amministrazione municipale lo scenario è cambiato: problemi di natura sostanzialmente politica hanno rallentato l'attività della giunta comunale e questo, inevitabilmente, mi ha demotivato e mi ha portato a rendere meno. Inoltre posso dire che, poiché a breve temine dovrebbero esserci dei cambiamenti nell'assetto dell'amministrazione, mi era stato proposto di rientrare in giunta. Io, però, ho già fatto sapere al sindaco e al segretario del mio partito che, almeno per il momento, non intendo accettare questo invito”. Lei ha parlato di divergente interne al suo partito. Può entrare più nel dettaglio? “No. Non intendo, almeno per ora, entrare nel dettaglio dei problemi interni a Forza Italia. Forse lo farò nel momento in cui dovessi decidere di lasciare quello che è ancora oggi il mio partito”. Non è vero, dunque, che Forza Italia l'ha sacrificata per far posto a Pino Amato? “Questa sintesi della vicenda mi pare troppo limitativa. Non è certo stato Pino Amato a provocare il mio disimpegno. Tra l'altro si sa che Pino Amato non ambiva al mio assessorato”. Allora possiamo dire che Pino Amato è elettoralisticamente più appetibile di lei? “E' chiaro che Forza Italia ha scelto la linea di aprire a nuovi ingressi all'interno del partito ma non credo che tale linea possa essere vista solo in chiave elettorale. Pino Amato, alle ultime comunali, ha preso qualche voto meno di me, di conseguenza perdere me per acquisire Pino Amato credo che sia una scelta che, da punto di vista elettorale, non paghi”. Come mai, allora, proprio lei è stato sacrificato per permettere l'ingresso in giunta di Amato? “Probabilmente perché, rispetto ad altri, ho una certa autonomia e indipendenza e poi perché caratterialmente sono meno disposto ad accettare i compromessi e tendo a guardare più alla risoluzione dei problemi che al mantenimento degli equilibri politici”. Qual è stato il ruolo del senatore Azzollini nella vicenda? “Visto che le linee politiche di Forza Italia sono tracciate proprio dal sen. Azzollini è evidente che egli ha avuto un ruolo tutt'altro che marginale nella vicenda. Comunque non mi sento di criticarlo visto che egli ha una grande responsabilità come punto di riferimento della maggioranza politica che governa questa città”. In questi tre anni e mezzo lei si è occupato di problemi molto importanti per la città: quelli relativi al personale comunale, al commercio e al traffico. Quali sono i principali risultati raggiunti? “Quando mi sono insediato c'erano grossi problemi nel campo della gestione del personale comunale. Oggi il Comune di Molfetta è all'avanguardia in questo campo tanto che i sindacati dei lavoratori comunali si sono recentemente complimentati col sindaco per lo stato di attuazione molto avanzato del contratto collettivo. Per quanto attiene le questioni relative al commercio vorrei ricordare che in questi anni sono state riorganizzate le aree mercatali con l'approvazione del piano del commercio ed è stata avviata la costruzione dell'outlet. Rimane ancora irrisolto il problema dei parcheggi e su questo ci stiamo impegnando”. Cosa si sente di dire al suo successore? “Innanzi tutto gli auguro buon lavoro e spero che continui sulla strada che ho tacciato”. Francesco Dell'Olio francesco.dellolio@quindici-molfetta.it
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