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Anche in Puglia studenti in piazza contro il governo Berlusconi
07 ottobre 2011

MOLFETTA - Anche in Puglia come tutta Italia, gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza contro un Governo che, in accordo con la BCE, fa sì che la crisi ricada sulle fasce più deboli della popolazione, tutelando, invece, i veri artefici della crisi stessa.
Strumentalizzando la crisi, questo governo sta distruggendo gli ultimi baluardi di partecipazione e aggregazione. Il lavoro, i diritti, la conoscenza, la rappresentanza sono costantemente attaccati con l'unico obiettivo di costuire una società di schiavi.
Hanno tagliato tutti i finanziamenti alle istituzioni della formazione pubblica, parlando di modernità e, tuttavia, creando solo macerie.
Oggi, gli studenti a Bari (10.000 in corteo), Lecce (2000), Foggia (1000) , Brindisi (5.000)  e Taranto (500),  sono scesi in piazza in tantissimi. Quasi 20.000 in tutta la Puglia.
A Bari, gli studenti e le studentesse hanno sfilato per le strade della città, affiancando l'univerisità e percorrendo il quartiere libertà, fino ad arrivare di fronte alla regione Puglia. L'Assessore al diritto allo studio, Alba Sasso, ha sottoscritto il documento presentatogli che fissa al prossimo mese l'apertura di un tavolo di trattativa per la stesura dei decreti attuativi e alla prossima finanziaria regionale l'individuazione dei fondi. Ora, sta alla Regione  rispettare i tempi, perchè è ormai troppo tempo che aspettiamo.
Nelle prossime settimane lanceremo in tutte le scuole della Puglia una serie di assemblee sia sui temi del diritto allo studio sia rispetto il progetto di AltraRiforma, lanciato dall'Unione degli Studenti lo scorso anno, che di contro alle riforme imposte dall'alto dal Ministero propone un percorso di partecipazione e democrazia di cambiamento della scuola da basso.
Dopo la risposta positiva del Governo regionale, il corteo ha proseguito fin sotto l'Ufficio Scolastico Regionale, che rappresenta il MIUR in Puglia, in corteo non autorizzato. Là, i dirigenti dell'USR si sono rifiutati di scendere e di dare delle risposte agli studenti in merito agli sconsiderati tagli messi in campo fin'ora dal Ministero, che provocano l'esistenza di più della metà delle scuole pugliesi non norma, oltre che  di una serie infinita di "classi pollaio" e dei tagli all'organico dei docenti.
Il Governo Berlusconi deve ora fare i conti con noi e per questo noi saremo di nuovo in piazza il 15 ottobre a Roma per la manifestazione internazionale ,indetta dagli indignados spagnoli contro le misure di austerity imposte dalla Banca Centrale Europea e alle quali il nostro governo si è servilmente inchinato.


 

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I movimenti politici e sociali giovanili, fanno pensare e ricordare i progetti scolastici promossi dai dirigenti politici per il controllo sociale. Sono stati e saranno sempre, storicamente parlando, anche se chiaramente velati e mai apertamente chiariti, progetti politici di tutte le ideologie politiche, sia di destra, sia di sinistra. Per molti anni si è creduto che l'istruzione fosse un pericoloso elemento di sovversione, per cui si puntò a mantenere più a lungo le masse nel loro stato di analfabetismo. Come è noto, negli altri paesi dell'Europa continentale, come in Danimarca e in Prussia, l'istruzione popolare era nata e si era diffusa nel secolo XVIII per iniziativa dei sovrani illuminati, che in essa avevano scorto uno strumento di straordinaria efficacia per rafforzare la propria autorità. Ma anche in Italia pre-unitaria della prima metà del secolo XIX, accanto al vecchio modello sociale attraverso l'ignoranza del popolo, era a poco a poco emerso quello del controllo sociale attraverso l'istruzione. Il carattere antitetico di queste due filosofie dell'educazione può essere ben illustrato dal confronto fra i due seguenti documenti, il primo tratto da un periodico dello Stato Pontificio, il secondo da una memoria diretta al Granduca di Toscana: Il controllo sociale attraverso l'ignoranza – Se anche si diffondesse la cultura a minute proporzioni, avverrebbe sempre che il popolo perderebbe la primitiva ingenuità e semplicità, si allontanerebbe dalle tradizioni, non amerebbe più come prima la pressione dell'autorità; l'insegnare a leggere e a scrivere al popolo è cosa di poca utilità, e che può portare “funesti effetti”……….. – Il controlla sociale attraverso l'istruzione - Dove vi è più istruzione nella massa, il Popolo è più costumato e tranquillo: rispetta i Magistrati, esegue le Leggi, apprezzandone i vantaggi e riconoscendo la necessità del vincolo, che la società civile costituisce e conserva. Esempio di illuminata Sommessione, e di costumatezza relativa, ne sia la Scozia, i Dipartimenti Settentrionali della Francia, dove l'Istruzione primaria elementare è al maggiore possibile estesa nel basso Popolo: e se la Magnanima Maria Teresa, ed i suoi Augusti Successori sapientemente operarono, per diffondere l'istruzione elementare negli Stati Ereditari, copiosi frutti di tranquillità e di affettuosa Sudditanza ne colsero. – Sarebbero le moderne riforme degli studi? "L'Italia ha contribuito alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso".


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