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Anche i molfettesi all'estero hanno votato per i referendum
15 giugno 2003

MOLFETTA – 15.6.2003 Urne aperte in tutto il mondo per i referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e sugli elettrodotti (ricordiamo che in Italia si vota oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15). “Un altro passo avanti verso l'esercizio di voto di tutti gli italiani all'estero”, lo ha affermato il ministro per gli italiani nel mondo, on. Mirko Tremaglia. E' iniziata giovedì 5 giugno e si è conclusa mercoledì 12 l'esecuzione della legge sul voto dei connazionali che vivono fuori dai confini. Un'iniziativa che vedrà coinvolti per la prima volta anche i “molfettesi nel modo”. I nostri concittadini infatti parteciperanno, come tanti altri Italiani fuori dall'Italia, a questa grande sfida: un appuntamento storico che ha poco a vedere con quella che è la sostanza del referendum, in quanto non esiste ritorno legislativo a favore dei nostri emigrati. Si tratta, infatti solo di un evento che conclude una vicenda parlamentare protrattasi per varie legislature, e che da finalmente risposta ad una sentita istanza di partecipazione attiva alla vita politica del Paese, (dopo decenni di pratica esclusione dai diritti politici), avanzata da tempo e con forza dalle comunità italiane all'estero. Secondo la legge 27 dicembre 2001, n. 459 “i cittadini italiani residenti all'estero, iscritti nelle liste elettorali di cui all'articolo 5, comma 1, votano nella circoscrizione Estero, di cui all'articolo 48 della Costituzione, per l'elezione delle Camere e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, nei limiti e nelle forme previsti dalla presente legge”. Gli elettori hanno votato per corrispondenza, ma lo scrutinio dei voti all'estero effettuato a Roma comincerà esattamente nello stesso momento in cui verrà fatto quello “italiano”. Nei primi giorni si sono addirittura testimoniati alcuni episodi di forte commozione da parte di chi, per anni, si è sentito privato del diritto di voto e ha provato, oggi, per la prima volta e con forte entusiasmo a sentirsi cittadino italiano anche in senso partecipativo. Un impegno da non minimizzare, perché simboleggia la sintesi di quasi mezzo secolo di impegni politici, speranze e richieste rimaste troppo a lungo disattese. Un ringraziamento profondo e sincero va invece a tutti coloro che hanno mostrato una forte carica partecipativa, e testimoniato ancora una volta l'unità del popolo italiano dentro e fuori i confini d'Italia. Lucrezia Pagano
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