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Altri 70 ettari alle imprese, distruggendo territorio agricolo Approvata dal consiglio comunale la prima variante di ampliamento al Piano regolatore
15 novembre 2003

Con l'approvazione dell'ampliamento delle aree destinate ad insediamenti produttivi, la prima variante al Piano regolatore è andata così in porto. Si tratta di ulteriori 70 ettari che si andranno ad aggiungere agli attuali 87, tra zona artigianale esistente e quella di espansione, per cui avremo un'area produttiva di competenza comunale di circa 157 ettari. Questo ampliamento è stato fortemente voluto dall'amministrazione comunale per rispondere alle richieste di nuovi insediamenti produttivi, tra cui la proposta di 50 ettari del gruppo Casillo per un centro logistico intermodale legato al futuro porto commerciale. All'indomani dell'adozione della variante, furono presentate 4 osservazioni, tutte respinte nelle controdeduzioni del Capo settore territorio ing. Parisi, fatte proprie dall'amministrazione nell'approvazione definitiva. Le osservazioni più rilevanti sono state presentate da Lgambiente e Agenda XXI. Vediamo quali sono le questioni sollevate e come il Comune ha risposto. Alla richiesta di verifiche più approfondite sulle imprese assegnatarie per determinare con rigore l'effettivo esaurimento delle aree, l'amministrazione comunale ha risposto che non è in grado di stabilire quante imprese che chiedono i suoli siano in grado poi di realizzare l'investimento, affidandosi ad un dato statistico: l'80% delle aziende richiedenti costruiscono i capannoni. Questo perché il Comune ha l'obbligo di assegnare i suoli e solo dopo che l'impresa assegnataria non ha adempiuto al pagamento degli oneri concessori, scatta la revoca. Attualmente su 43 lotti edificabili, 34 ditte hanno conseguito l'assegnazione definitiva, di queste 9 hanno iniziato i lavori, 2 si accingono a ritirare le concessioni edilizie, 23 devono stipulare la convenzione e le rimenati 9 sono semplicemente preassegnatarie. Altra questione ha riguardato la verifica preliminare del carico massimo di insediamenti tollerabile dal territorio molfettese. Nella risposta viene sottolineata la lacuna del Piano regolatore che ignora la localizzazione di aree attrezzate da destinare alla logistica a supporto del porto commerciale oggetto di recenti finanziamenti statali. Quindi viene evidenziato che la realizzazione di un interporto per lo stoccaggio delle merci in arrivo e partenza è ritenuta necessaria ed opportuna per lo sviluppo economico della città. Inoltre, è stato ribadito che l'ASI interpellata sulla disponibilità di lotti edificabili, abbia comunicato la disponibilità residua di soli sette ettari. Infine, in merito alla richiesta dell'opportunità di uno studio preliminare di impatto ambientale, è stato risposto che per il tipo di variante non vi è un obbligo di legge. Comunque il Comune ha assicurato che in fase di progettazione delle infrastrutture potrà essere promossa l'attuazione di un sistema di gestione ambientale al fine della registrazione Emas (un marchio di qualità ambientale) del sito. Insomma, una specie di decalogo per le imprese che si insedieranno (limitate emissioni inquinanti, pericolosità ambientale, perimetrazioni dei beni da tutelare, salvaguardia dei valori botanico-vegetazionali, tutela delle lame), a garanzia dei cittadini e a salvaguardia della salubrità ambientale. Nell'atto finale le opposizioni hanno votato contro ritenendo che per la vastità del territorio soggetto a variante, sarebbe stato opportuno uno studio puntuale sulle problematiche ambientali e sulle dinamiche economiche invece di un provvedimento basato su banali e superficiali analisi. Anche Legambiente e Agenda XXI non hanno nascosto la loro delusione nell'approccio dell'Amministrazione comunale nel gestire una risorsa non rinnovabile e perciò preziosa, come il territorio. Adesso la palla passa all'Assessorato all'Urbanistica della Regione che interesserà il Comitato Urbanistico Regionale, dopo di che se non ci saranno prescrizioni, con una Delibera di Giunta Regionale si concluderà tutto l'iter e solo allora il Comune potrà approntare il piano particolareggiato. Francesco del Rosso
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