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Alter Chorus, elegiaco canto di lode alla Beata Vergine Assunta
15 ottobre 2016

Una ricca e suggestiva serata musicale ha conferito un maggiore respiro culturale alle tradizionali celebrazioni di Maria SS. Assunta in cielo, organizzate dall’omonima confraternita molfettese nella chiesa di San Gennaro. Si tratta del concerto lirico-sacro che ha visto protagonista l’Alter Chorus, diretto dal prof. Antonio Allegretta, insieme a valenti artisti del nostro territorio quali il soprano Angela Cuocio, il soprano Marilena Gaudio, il tenore Gianni Leccese e il basso- baritono Antonio Stragapede, col preciso e puntuale accompagnamento pianistico dal M° Emanuele Petruzzella. Il numeroso pubblico convenuto nella settecentesca chiesa parrocchiale ha potuto godere di un concerto musicalmente assai variegato, in cui momenti di drammatica intensità si sono alternati ad altri decisamente più giocosi, senza perdere di vista l’aspetto spirituale, vero filo conduttore di questo appuntamento. Ad aprire la serata uno dei cori più celebri della storia dell’opera, il Va Pensiero del Nabucco di Giuseppe Verdi, sommessa ed elegiaca cantilena intonata dagli ebrei prigionieri in Babilonia, la cui interpretazione dell’Alter Chorus non ha mancato nemmeno questa volta di coinvolgere emotivamente il pubblico presente. Dal Nabucco è stata eseguita anche la grandiosa aria di sortita Sperate, o figli, in cui il gran pontefice Zaccaria, qui ben reso da Antonio Stragapede, invita gli ebrei, interpretati dal coro, ad affidarsi all’aiuto del loro Dio. D’uopo gli omaggi musicali alla Beata Vergine con la preghiera dell’Ave Maria, da quella celeberrima di Schubert eseguita da Angela Cuoccio ad una inedita composizione di Maurizio Sancilio interpretata da Antonio Stragapede e l’aria La Vergine degli angeli da La forza del Destino di Giuseppe Verdi, in cui il coro dei monaci, interpretato in maniera corposa ma allo stesso tempo delicata dal coro maschile, si unisce in un soave afflato con la preghiera di Leonora, qui eseguita magistralmente da Marilena Gaudio. L’esperienza della preghiera è ravvisabile anche in altri brani eseguiti in questo concerto. Come ne Il lacerato spirito dal Simon Boccanegra di Verdi, uno dei cavalli di battaglia di Stragapede, il quale qui interpreta il lamento di un padre che piange l’improvvisa scomparsa della figlia Maria. O ancora, nella scena Deh, tu di un’umile preghiera tratta dalla Maria Stuarda di Gaetano Donizetti, vero gioiello operistico raramente eseguito dalla normale prassi teatrale e concertistica, che l’Alter Chorus ha voluto riportare all’attenzione del pubblico molfettese con un’intensa e accorata interpretazione insieme al soprano Marilena Gaudio nel ruolo della protagonista, la quale, prima dell’esecuzione della sua condanna a morte, chiede a tutti di pregare per la sua anima. L’aspetto religioso interessa, seppur in maniera più marginale, anche gli altri brani eseguiti nel concerto. Come nel Miserere dal Trovatore di Verdi, intonato dal coro interno di frati per l’anima del condannato a morte Manrico, alternato dagli angosciosi versi di Leonora, interpretati da Angela Cuoccio, e dello stesso Manrico, interpretato da Gianni Leccese. Oppure come nel finale ultimo di Aida, La fatal pietra, reso in tutta la sua drammaticità dal coro e dai solisti: Radames (Gianni Leccese), e Aida (Marilena Gaudio), rinchiusi nella cripta, confermano l’amore l’un per l’altra, dicono addio al mondo e alle sue pene, mentre Amneris (interpretata dalla corista mezzosoprano Annabella Giovine), piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose dei sacerdoti (coro) che intonano quello stesso inno al dio Fthà che da canto dell’investitura di Radames a condottiero dell’esercito egizio (a conclusione dell’atto I) diventa, beffardamente, la colonna sonora della sua condanna a morte. Dell’Aida il soprano Marilena Gaudio ha interpretato anche la celebre e intensa aria della protagonista Ritorna vincitor. Non sono mancati momenti più profani, come il duetto Oh Mimì tu non più torni, dalla Boheme di Giacomo Puccini, in cui Rodolfo (Gianni Leccese) e Marcello (Antonio Stragapede) si confidano le loro pene d’amore, oppure le briose interpretazioni della scena Benedette queste carte e del duetto Caro elisir sei mio, tratti dall’Elisir d’amore di Donizetti, eseguite con il coro, il soprano Angela Cuoccio nel ruolo di Adina e Gianni Leccese nel ruolo di Nemorino. Al termine della serata, gli artisti si congedano da un pubblico visibilmente partecipe e soddisfatto, con l’aria Dal tuo stellato soglio dal Mosè in Egitto di Gioacchino Rossini, la preghiera corale di un popolo appena fuggito dalla schiavitù e in esilio verso il quale si opera il prodigio dell’apertura del Mar Rosso. Un brano questo che ha rappresentato il giusto coronamento di questa soave lode alla Madonna attraverso l’arte musicale.

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