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Allarme traversine cancerogene parte da Molfetta l'inchiesta che ha coinvolto la Puglia
15 settembre 2008

Molfetta alla ribalta, ancora una volta, e non per la sua atavica bellezza o per le forti tradizioni culturali, storiche e religiose che l'hanno sempre contraddistinta a livello regionale e nazionale né per i natali dati a qualche personaggio più o meno illustre. Molfetta che non ha pace e piange i suoi morti sul mare, sul lavoro, sulla strada (l'ultimo incidente, gravissimo, in cui sono morti cinque ragazzi di cui uno albanese risale a qualche settimana fa) e sembra essere diventata il simbolo di tante incongruenze sociali e civili spesso pagate a caro prezzo, l'avamposto non solo regionale di battaglie combattute faticosamente da molti e da altri ignorate, contro i mulini a vento della burocrazia, dell'indifferenza e dell'inefficienza istituzionale nonché dell'incompetenza amministrativa. Molfetta, che in questo scorcio di fine estate così simile ad un autunno precoce per i troppi lutti che le toccherà elaborare, si trova a vivere, sbigottita e impotente, un nuovo allarme ecologico suscitato dalla presenza riscontrata, su tutto il territorio, di traversine ferroviarie di legno al creosoto, sostanza altamente cancerogena e pericolosa per la salute: una nuova ferita alla città, già danneggiata, anche dal punto di vista turistico, da annosi problemi, come quello delle spiagge sporche, delle alghe velenose, della delinquenza e della sicurezza. Reazioni di panico e di eccessivo allarmismo, alle quali ha di sicuro contribuito un'informazione carente e non adeguata di certa stampa e televisione, sono state registrate, in questa occasione, da buona parte della popolazione che, fin dall'inizio, ha preso d'assalto il numero verde del Wwf (800085898) per segnalare l'avvistamento di traversine un po' dovunque, persino in cantieri, ville private e fondi agricoli. In realtà, come spesso succede, solo con il passare dei giorni ci si è resi conto dell'entità del problema poiché le traversine, dismesse dalla rete ferroviaria che le ha sostituite in parte con quelle di ultima generazione, impregnate con sale e non con creosoto, sono presenti un po' dappertutto e utilizzate in vari ambiti: per la costruzione di panche da giardini pubblici e privati, in parchi giochi per bambini ed esterni di sale ricevimento, per ristrutturazioni di masserie e casolari di campagna, realizzazioni di camminamenti, staccionate, palizzate e persino pali della luce e del telefono. Questo perché, fino al 2001, anno in cui è stata vietata la vendita di tale prodotto che serviva alla conservazione del legno e lo rendeva particolarmente resistente, il creosoto non era considerato pericoloso né cancerogeno. In seguito, dal 30 giugno del 2003, tale divieto è stato esteso anche alla vendita del legno così trattato ma che oggi ritroviamo impiegato ovunque, persino in agricoltura. Quest'ultimo dato, davvero inquietante, fa temere il rischio di inquinamento e contaminazione di terreni e falde acquifere ma anche di frutta e verdura perché decine di migliaia di traversine, non sottoposte ad alcun trattamento di bonifica (tale trattamento, non semplice da realizzare, costa 170 euro a traversina) sono state acquistate da contadini e giardinieri della zona e usate nella realizzazione delle strutture portanti delle serre. Al momento in cui scriviamo sono in corso indagini sia da parte della Procura della Repubblica di Bari dove il procuratore aggiunto Marco Dinapoli sostituisce il dott. Emilio Marzano attualmente in ferie, sia di quella di Trani dove due inchieste separate vengono condotte una dal pubblico ministero Antonio Savasta e l'altra dal suo collega Luigi Scimè. La prima ha portato al sequestro preventivo di un terreno coltivato a Molfetta, in contrada S. Giacomo, dove sarebbero state trovate molte traversine, sequestro avvenuto su segnalazione del Wwf in seguito alla rilevazione di infiltrazione nel terreno di “catrame di carbon fossile” proveniente dal legname: al proprietario e al gestore del fondo viene contestato il reato di immissioni nocive nell'ambiente. La seconda riguarda, invece, un terreno in zona Palmento per cui è indagata una sola persona.
Autore: B. D. G.
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