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Allarme terremoto: Molfetta diventa città a rischio. Entro novembre adeguamento edifici La nostra città è stata classificata nella fascia di pericolo medio-basso. Ma le case vanno costruite con criteri di sicurezza
15 maggio 2004

Molfetta entra, per la prima volta nella sua storia, tra le zone a rischio terremoto. Nella nuova mappatura sismica, emanata dal presidente del Consiglio, Berlusconi, nel marzo dello scorso anno e recentemente recepita dalla giunta regionale, l'intero territorio nazionale è stato suddiviso in quattro zone: si va dalla zona 1, quella a cui corrisponde il rischio maggiore, alla zona 4, caratterizzata dal minimo rischio sismico. La nostra città, che precedentemente non era considerata zona sismica, entra nella terza fascia della attuale classificazione. Per Molfetta tutto questo significa che i nuovi edifici che cominceranno ad essere costruiti dall'8 novembre in poi, dovranno necessariamente essere progettati secondo particolari tecniche che li rendano antisismici. Ciò comporta che architetti ed ingegneri dovranno progettare i nuovi palazzi in maniera diversa rispetto al passato, predisponendo anche adeguati studi sulle caratteristiche del suolo sul quale si intende edificare e ciò, molto probabilmente, vorrà dire che diventerà più oneroso il progetto di una qualunque costruzione. In più, nei prossimi anni, gli enti pubblici come pure le società private e i semplici cittadini, proprietari di scuole, locali pubblici, impianti sportivi, banche, luoghi di culto, ospedali, dovranno, a loro spese, effettuare degli studi tecnici sugli immobili di loro proprietà per scongiurare il rischio che essi crollino a seguito di un eventuale terremoto. Nonostante queste incontestabili conseguenze della nuova classificazione sismica della nostra città, l'assessore all'urbanistica, Pietro Uva, è tutt'altro che preoccupato. L'inserimento di Molfetta tra le aree a rischio sismico arriva proprio nel momento in cui, in città, riparte l'edilizia. Crede che ciò comporterà un allungamento dei tempi necessari perché cominci l'edificazione dei nuovi palazzi oppure un aumento dei costi delle case che saranno costruite? “Credo che il fatto che Molfetta sia stata inserita in fascia 3 per quel che riguarda il rischio sismico non comporti né un allungamento dei tempi di esecuzione del piano regolatore né tanto meno una dilatazione dei tempi per il rilascio dei permessi a costruire. Infatti, già ora, prima che le nuove disposizioni diventino tassative, molte imprese edilizie si stanno adeguando alle nuove norme. Per quel che riguarda l'eventuale aumento del costo degli oneri di progettazione degli edifici non credo che esso possa produrre una maggiorazione evidente del costo delle nuove case”. Come si è attrezzato l'ufficio tecnico per far fronte ai cambiamenti della normativa? “L'ufficio tecnico è già predisposto a svolgere al meglio i compiti che le nuove disposizioni gli assegnano, tanto che parecchie imprese stanno presentando progetti già in linea con l'ordinanza di riclassificazione del territorio nazionale per quel che riguarda il rischio sismico”. I nuovi palazzi saranno, quindi, tutti dotati di progettazione antisismica? “Ovviamente tutte le imprese che non hanno già cominciato a costruire dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni ma anche molte delle imprese che hanno già cominciato a costruire , pur non essendo obbligate dalla legge, hanno comunque predisposto la progettazione antisismica degli edifici in costruzione”. C'è, infine, il tema delle verifiche tecniche che i proprietari degli edifici pubblici e privati “rilevanti in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso” dovranno effettuare nei prossimi cinque anni. Come vi state attrezzando? “Si tratta di un impegno a lunghissima scadenza. Comunque credo che il capo del settore territorio costituirà un gruppo di lavoro che dovrà occuparsi di questi studi tecnici anche se già esistono degli uffici,come quelli che si occupano di agibilità o abusivismo, che probabilmente ingloberanno tra le loro competenze anche quelle relative alle verifiche che l'ordinanza del presidente del Consiglio impone”. L'assessore è, dunque, più che tranquillo, l'ufficio tecnico è, a suo dire, pienamente preparato rispetto alle nuove disposizioni mentre i cittadini proprietari degli edifici che dovranno essere sottoposti agli studi tecnici sono, con ogni probabilità, anche loro molto tranquilli: forse non sanno ancora dei salati compensi che dovranno versare ai tecnici per eseguire le verifiche disposte dalla nuova normativa. Un quadro idilliaco, quello proposto dall'assessore Uva, sul quale ci permettiamo di avere qualche riserva non foss'altro perché ci riesce difficile pensare che l'ufficio tecnico, senza voler mettere in discussione la professionalità di coloro che lo costituiscono, sia già perfettamente pronto a recepire le nuove disposizioni, visto che l'ordinanza che riclassifica il territorio italiano per quel che riguarda il rischio sismico è costituito, allegati inclusi, da poco meno di trecento pagine e che l'ultima delibera della giunta regionale relativa alla questione è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Puglia appena il 6 maggio scorso. Un ultimo dubbio riguarda i prezzi delle case, già molto elevati a Molfetta: con queste nuove norme saliranno ancora? Francesco Dell'Olio francesco.dell'olio@quindici-molfetta.it SCHEDA Il parere del geologo Mauro Palombella: ”E' una rivoluzione copernicana” L'ordinanza del presidente del consiglio che rivede la classificazione del territorio nazionale per quel che riguarda il rischio sismico è nata, secondo quanto riportato in una nota dell'ufficio sismico nazionale, “dalla necessità di dare una risposta rapida ed integrata alle esigenze poste dal rischio sismico, una risposta che non poteva ulteriormente attendere visto il ripetersi di eventi sismici calamitosi che hanno interessato anche zone non classificate come sismiche”. Per il geologo Mauro Palombella, da noi intervistato, la nuova suddivisione del territorio italiano in quattro zone risponde, in sostanza, ad una nuova logica che si è affermata nella valutazione del rischio sismico. Dott. Palombella, ci sono ragioni tecnico-scientifiche, che supportano la decisione di considerare Molfetta come zona sismica? Come mai per la nostra città è arrivato il cambiamento di classificazione per quel che riguarda il rischio sismico? “Non so se è giusto parlare di passaggio in fascia 3. Per chiarezza è necessario ricostruire le tappe fondamentali che hanno portato Molfetta a essere classificata nell'attuale categoria. La classificazione sismica del territorio italiano risale ai primi del '900 e fu una conseguenza del disastroso terremoto di Messina e Reggio Calabria. Con Regio Decreto 193 del 1909 si stabilirono le norme tecniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove costruzioni degli edifici e furono elencati i Comuni tenuti a rispettarle. Successivamente, ci sono stati solo aggiornamenti che hanno inserito nell'elenco le aree colpite dai forti terremoti avvenuti dopo il 1908. Quindi sempre realizzati con criteri occasionali e non preventivi. Nel 1997, dopo il terremoto verificatosi in Umbria e nelle Marche, si è avviato in Italia un approccio diverso al problema. Il Servizio Sismico Nazionale ha costituito un gruppo di lavoro, composto da esperti di ingegneria sismica, geofisica e geologia, con il compito di formulare una proposta di riclassificazione sismica del territorio italiano basata su criteri scientifici. La mappa frutto di questo studio, terminato nel 1998, fu sottoposta alla valutazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e, in seguito al terremoto del Molise, nel gennaio 2003 è stata recepita e utilizzata come elaborato di riferimento per l'emanazione dell'Ordinanza PCN n.3274/2003 che ha portato alla attuale classificazione sismica del territorio nazionale. In questa tipo di classificazione Molfetta è stata direttamente inserita in categoria 3. La mappa conseguenza di questo studio, può essere intesa come una “rivoluzione copernicana”, in quanto per classificare la pericolosità sismica di un territorio, non è stato utilizzato solo il criterio dei tempi di ricorrenza di terremoti di una certa violenza ma anche altri parametri geofisici. Utilizzando i nuovi criteri i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie di rischio, basate su un parametro chiamato “accelerazione di gravità” che indica il massimo scuotimento del terreno prevedibile per ogni zona. In questa mappa i Comuni classificati nella prima categoria, la più pericolosa, si concentrano in tutto l'arco appenninico centrale e meridionale e nell'estremità orientale dell'arco alpino, mentre, in linea di massima, aumentando la distanza da queste zone troviamo comuni appartenenti a categorie inferiori. Molfetta, classificata come terza categoria, fa parte di una serie di comuni esposti al pericolo di terremoti di bassa magnitudo (< di 5) e/o di terremoti a magnitudo superiore ma con epicentri più distanti dal proprio territorio comunale.” Con il passaggio della nostra città in fascia 3 per quel che riguarda il rischio sismico quali saranno gli ulteriori studi tecnici che dovranno essere effettuati prima di poter costruire nuovi edifici? “Bisogna precisare che per le nuove opere, sia pubbliche che private, la progettazione potrà seguire la vecchia normativa fino alla data del 8 novembre 2004. Dopo, c'è l'obbligo di adeguarsi alla nuova. Con l'Ordinanza PCN n.3274/2003 il metodo utilizzato per progettare le opere cambia radicalmente, in quanto si passa dal metodo delle tensioni ammissibili a quello degli stati limite che appartengono a “filosofie di calcolo” radicalmente diverse. Di conseguenza, non dovrebbe essere automatico l'aumento dei costi per la progettazione, ma proprio le cause collegate a tutti i periodi di transizione potrebbero determinare un notevole aumento di costi per l'opera. Comunque questo è un argomento che sicuramente un ingegnere strutturista potrà esplicitare meglio. Invece, dal mio punto di vista è importante ricordare che il nuovo modo di progettare le opere, rilancia sia l'importanza assoluta degli studi geologici e geotecnici previsti dal D.M. 11.03.88, necessari ad individuare e formalizzare le categorie di suolo di fondazione e gli eventuali valori di amplificazione sismica, sia l'importanza della microzonazione sismica da realizzare a livello comunale che, tra l'altro, dovrebbe tener conto in dettaglio della presenza delle diverse evidenze carsiche (lame, doline, inghiottitoi ecc.) insistenti sul territorio comunale di Molfetta, oltre quelle già tutelate dal PRG, perché spesso sede di terre rosse e altre rocce sciolte che possono predisporre le opere a cedimenti, collassi e locali liquefazioni”. Francesco Dell'Olio
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