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Affondi, un libro contro l'involuzione di una città  
15 maggio 2007

Felice de Sanctis, direttore di Quindici, una delle testate attive di Molfetta, ha raccolto nel testo Affondi (L'Immagine e Quindici, Molfetta 2006) gli editoriali scritti per il suo periodico dal 1994 al 2006, corredandoli con le vignette (significative per la loro equilibrata e intelligente satira) di Michelangelo Manente. Antonio Girelli nella prefazione, a proposito della stampa libera, sottolinea la coraggiosa malinconia (un ossimoro?) con cui il de Sanctis commenta puntualmente fatti e misfatti della vita politica della nostra città. Riflettere sulle contraddizioni dei personaggi politici, sulle false promesse, sul qualunquismo dei cittadini (o sudditi?) è a volte disperante perché pare inutile. Osserviamo l'edilizia che arricchisce pochi e vende case al doppio di quanto valgono, l'edilizia legalmente permessa dall'Ufficio Tecnico che crea quartieri sgraziati, palazzi presuntuosamente strutturati, male disegnati, incoerenti e pasticciati nei colori, affiancati gli uni agli altri come nature morte molto morte... costituiscono la mostruosa urbanistica cittadina. Quello che prevale non è la preparazione dell'ingegnere o dell'architetto ma la prepotente complicità tra costruttore e proprietario del terreno dichiarato edificabile. Tutto il nuovo quartiere intorno all'ospedale civico, quello che sta sorgendo nelle vicinanze del Pulo sono costruiti a “casaccio”. Questo è puntualizzato amaramente dall'autore. L'altro tema è il trasformismo dei politicanti di mestiere, il sogno del posto fisso per i giovani, il privatismo e la superbia inutile degli “intellettuali”, eticamente e severamente denunciate da Don Tonino Bello. Chi tentò di fare approvare un piano regolatore per la nostra città, strutturato da tecnici veramente competenti, si vide scippare Piano e sedia di sindaco. La speculazione selvaggia che ne è derivata è sotto gli occhi di tutti coloro che voglion e sanno vedere. 1997: crollano i partiti, nascono i movimenti; una stagione che faceva sperare. Ma i bastoni tra le ruote, voci calunniose... si riorganizzano i “dritti”, grazie agli indifferenti che vegetano nel loro torpore non sempre per ignoranza o per mancanza di senso civico ma soprattutto per sfiducia, che la stragrande maggioranza dei politicanti meritano in pieno. Tuttavia coloro che si credono onesti e puliti perché non fanno politica, lasciano fare ai disonesti e sporchi. Siamo complici allora. Indro Montanelli asseriva che noi italiani siamo abituati a vivere nei pastrocchi, incalza Felice de Sanctis ma impegniamoci a scoprirli, a denunciarli… questi pastrocchi. La più grande virtù politica è non perdere il senso dell'insieme, secondo il filosofo francese Emmanuel Mounier; l'insieme dell'attuale politica nazionale e cittadina è lo scadimento della politica ad affare. Ma è sempre avvenuto!… si dirà. Ora è tutto più accelerato e incrementato. Con le primarie si era sperato che fossero gli elettori a decidere i candidati, liberandosi dalle decisioni individualistiche ed interessate prese nelle sedi dei partiti... Macché! Gaetano Salvemini asseriva: «Non si deve chiedere agli storici e neppure ai giornalisti di essere obiettivi, ma di essere onesti!!» E allora Felice de Sanctis scrive dell'arca di Noè: mutazioni genetiche di alcuni consiglieri, i cittadini lontani dal Palazzo, coalizioni che sono raggruppamenti di patronato e clientele, anomalie d'ogni genere, compromessi tra bisce… Alla guida degli enti non va la professionalità e la competenza ma la tessera del partito… personaggi che fanno campagna elettorale con la destra e poi si fanno eleggere dalla sinistra. Mentre la cultura di destra neoliberista esalta l'egoismo privato come una virtù pubblica, la sinistra non dimostra effettivo rispetto del bene comune e della sua indiscussa priorità sull'avanzata del proprio partito e della propria corrente. Una volta tanto sono d'accordo con Paolo di Tarso: “Principiis obsta” = opponiti subito! “Il dramma della nostra epoca è che la stupidità si è messa a pensare” (Jean Cocteau). Un sistema uguale per tutti potrebbe essere garanzia per una politica meno zozzosa: i privilegi vanno combattuti, la professionalità e il merito vanno premiati. Questo il significato appassionato degli “Affondi” di Felice de Sanctis. Concludiamo con l'altro problema che sta a cuore ai cittadini: la sicurezza per le strade, nelle case. Pulizia delle strade che dipende anche dal comportamento del singolo cittadino. Alcuni personaggi che potevano aspirare al ruolo di lustrascarpe si sono inseriti nelle istituzioni con tutta la loro corte fatta di servi contenti, aggredendo chi non si adegua. “C'è tanta gente che pagherebbe pur di vendersi”. Poi c'è l'antica acquiescenza degli onesti nei confronti dei prepotenti. E la borghesia illuminata soccombe alla borghesia affaristica. Amen. Nonostante tutto la scrittura au tonoma non demorda; scriviamola e leggiamola; stuzzica la mente a vigilare e irrita chi usa il potere per interessi e prestigio personali.
Autore: Gianna Sallustio
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