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Affido familiare, un progetto a tutela dei bambini
05 giugno 2008

MOLFETTA - L'affidamento familiare è un istituto giuridico disciplinato dalla legge n. 184, modificata più tardi dalla legge n. 149, la quale garantisce al minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, il diritto di essere affidato ad una famiglia, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno. Se ne è parlato a Molfetta alla Fabbrica S. Domenico con Angela Panunzio, coordinatrice dell'unità operativa minori, presso l'assessorato ai servizi socio educativi nel comune di Molfetta, l'assessore dott. Luigi Roselli, la dott. Viviana Santomauro e la dott. Claudia Alfieri che hanno illustrato un percorso di sensibilizzazione di affido familiare che ha coinvolto il terzo circolo didattico della città, con la collaborazione del Centro per le famiglie “Liberi Tutti”, gestito dall'Ati di Cooperative sociali Shalom-Demetra. Vi sono due concetti di fondo, la centralità del minore come soggetto dei diritti e la fondamentalità della famiglia come luogo atomico in cui il minore può essere soddisfatto delle esigenze affettive, emotive, cognitive dei bambini. La complessità del progetto di “affido” nasce dal fatto che pone in maniera dinamica e intraprendente almeno a quattro tipi di realtà, quella del bambino, quella della famiglia di origine, quella della famiglia affidataria e quella dei servizi che predispongono il progetto di affido e lo regolamentano. Questo istituto giuridico non vuole creare un nuovo legame familiare ma solo la disponibilità di una famiglia ad accogliere un minore con amore, con protezione pur nel rispetto della sua storia, della sua provenienza e con la consapevolezza che prima o poi ritornerà nel suo gruppo di origine. Questa si presenta come una delle tante soluzioni di aiuto che si colloca come un aiuto globale del disagio minorile. I veri protagonisti della serata sono stati i bambini della scuola “Zagami” e della scuola “San Giovanni Bosco” che, con la loro spontaneità e ingenuità, attraverso strumenti didattici quali giochi di gruppo, questionari ed elaborati grafici, hanno saputo mostrare i loro bisogni di bambini ma soprattutto il vero significato della famiglia. Sono anche intervenute due famiglie che hanno vissuto e continuano ancora a vivere in prima persona questo gesto d'amore. “Affidarsi” vede l'unione di due entità, la famiglia, che deve accogliere e il bambino, che deve essere accolto con i suoi diritti e la sua autonomia. Ci si augura che la scuola pubblica, la chiesa, le associazioni e tutte le istituzioni possano accogliere questo progetto che spesso viene confuso erroneamente con quello di adozione, tutelando ogni bambino nel diritto di vivere serenamente, anche se temporaneamente, in una famiglia sicura.
Autore: Marilena Farinola
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