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Accelerare il recupero di Molfetta vecchia Appello degli abitanti: completate il restauro ed evitate la ripresa dello spaccio
15 ottobre 1999

di Giulio Calvani “Più attenzione per il Centro Antico della nostra città”, è questo l’accorato appello rivolto dai componenti del comitato di quartiere “Vecchia Molfetta”, all’Amministrazione comunale, affinchè essa acceleri il processo di recupero, peraltro già da tempo avviato, di questa importante zona della nostra città, patrimonio culturale storico ed artistico per tutta la comunità molfettese. A sentire Felice Altomare, uno dei promotori di questa opera di sensibilizzazione sull’argomento, i problemi di certo non mancano: “In primo luogo senza alcun dubbio l’annosa questione dei lavori di ristrutturazione che si sono praticamente bloccati o che procedono a ritmi molto blandi. Una situazione, questa, che disarma. Per quanto riguarda gli isolati 16 e 17 ci fu un inizio di interventi che lasciavano ben sperare, ma ben presto tutto si è arenato, pare per alcuni contrasti con il direttore dei lavori, che dovrebbe essere sostituito. Senza poi dimenticare anche l’isolato 5, venduto ad un privato, e l’isolato 6: entrambi attendono da tempo gli interventi di recupero necessari”. Discorsi già tante volte sentiti, sulla necessità di intervenire con tempestività per impedire che vi siano ulteriori crolli ed evitare così un danno tanto grave per la città. Ma tra i “vecchi bubboni” da incidere non si può dimenticare la splendida Chiesa della Morte, ormai sconsacrata, di proprietà della Confraternita, che necessiterebbe dei lavori di recupero che la possano restituire all’ammirazione di tutti i molfettesi: “Sotto questo aspetto – ci dice Felice Altomare – ci aspettiamo, ed auspichiamo da tempo un intervento della Curia Vescovile, affinchè possa intervenire presso la Confraternita, per smuovere questa situazione”. Altro edificio storico che attende una sistemazione definitiva è il Palazzo Dogana la cui proprietà, da quanto si era appreso qualche tempo fa, pareva fosse in procinto di passare dal ministero delle Finanze al Comune di Molfetta: “Le procedure burocratiche però rallentano tremendamente questo passaggio. Non bisogna dimenticare che questo immenso e storico edificio è forse l’unico del Centro Storico sul quale gravano i vincoli della Sovrintendenza, e questo complica ulteriormente la questione. Certo è che, anche lì, i lavori di recupero (che ci sono stati ed hanno riportato l’edificio alla sua originaria struttura, eliminando quanto fu aggiunto durante gli anni) si sono fermati da tempo, ed anche questo “gioiello architettonico” è in balia delle intemperie. Mentre sono cominciati e speriamo procedano celermente i lavori di restauro del Torrione Passari”. Questo per quanto riguarda le ristrutturazioni delle strutture “fisiche”, ma non c’è alcun dubbio che il rilancio del nostro centro storico deve necessariamente passare anche da un recupero, per così dire, “sociale”, dal rendere cioè accogliente tutta la zona, in modo che possa essere “vissuta” il più possibile da tutti, che diventi cioè luogo di incontro e di aggregazione. E’ indubbio infatti che laddove si creino le condizioni perché ci sia gente, attività, socializzazione, si sottraggono spazi anche ai fenomeni di criminalità. Sotto questo punto di vista, ci ha detto il componente del comitato di quartiere “Vecchia Molfetta”, è da tempo che numerose associazioni fanno richiesta per poter ottenere dei locali per svolgere le loro attività, in massima parte in ambito sociale e culturale, ma le difficoltà sorgono sui costi dei lavori di ristrutturazione di questi ambienti, che dovrebbero gravare sulle associazioni stesse, che in massima parte non se lo possono permettere. Così si pone anche il problema degli insediamenti, delle attività, che dovrebbero concorrere a rilanciare l’immagine del nostro centro Antico, che, è inutile negarlo, rispetto agli altri centri storici dei paesi viciniori pare davvero essere parecchi passi indietro. “Sicuramente – ci dice Felice Altomare – non si può pensare di dare un futuro a ‘Molfetta Vecchia’ investendo esclusivamente sui pub o i locali di ristorazione, anche per i problemi di tranquillità a tarda sera, che comporterebbero. Quindi sarebbe più giusto pensare a piccoli negozi di manufatti, artigianato o prodotti tipici locali, magari sistemati con un certo criterio per le vie più belle, con illuminazione artistica, del nostro centro storico, che potrebbero costituire un elemento di attrazione turistica anche per le località limitrofe”. Per quanto riguarda il problema criminalità? “Non ci sono assolutamente situazioni esplosive, come qualche anno fa quando ci era praticamente impedito uscire dopo una certa ora per la presenza quasi militare sul territorio dell’organizzazione criminale. Oggi non è più così, sebbene, in forma decisamente minima, pare che si rivedano movimenti “sospetti” per i quali richiediamo una più attenta vigilanza da parte delle forze dell’ordine, affinchè la situazione non possa, alla lunga, ritornare allarmante. Ma, ripeto, il problema criminalità si può definire decisamente sotto controllo”. In conclusione non si può che riprendere ed “amplificare” l’appello rivolto dal comitato di quartiere affinchè i lavori di recupero riprendano e procedano più celermente, magari con l’istituzione, così come proposto dallo stesso comitato, di un ufficio comunale che si occupi esclusivamente e a tempo pieno del centro storico, in modo da poter seguire e superare, con maggiore incisività, i problemi che di tanto in tanto si frappongono.
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