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Abbiamo riscoperto la lettura che per il lavoro avevamo trascurato. Ma la ripresa sarà molto difficile
15 aprile 2020

Chi ha un lavoro è preoccupato per il dopo Coronavirus: tutti temono che la ripresa sarà difficile e nulla sarà più come prima. Rassegnazione per questa quarantena, ma preoccupazione per il futuro e il calo del tenore di vita. Ma la speranza non muore. I lavoratori, interpellati nell’inchiesta di “Quindici” hanno risposto alle nostre domande. SILVIA ALTIERI, 21 ANNI, BABY-SITTER 1. Era da aspettarselo. Non ho reagito proprio bene, è stato un cambiamento molto veloce. Il pensiero di rimanere chiusa in casa h24 mi provoca un senso di pesantezza, non che prima conducessi una vita eccessivamente movimentata però, se restare tra le quattro mura domestiche serve per eliminare questo virus, lo si fa. 2. Stando in casa e non uscendo, prima di tutto, e facendo qualcosa che faccia sì che le giornate passino in fretta. Cucino, mi dedico alle faccende di casa, guardo la tv, cercando di non pensare a tutto ciò che sta accadendo. 3. Negli ospedali i posti scarseggiano per cui spero vivamente che i contagi diminuiscano invece di aumentare. 4. Onestamente non saprei dire se il sistema sanitario riuscirà a reggere ma credo che ce la stiano mettendo tutta. 5. Penso che molte persone, soprattutto tra i giovani, non abbiano ancora capito la gravità della situazione. 6. Credo che avrebbero potuto fare di più. Non sono stati presi provvedimenti fin da subito quando si poteva, ad esempio, bloccare immediatamente i voli ed impedire così che la gente viaggiasse e che arrivasse, quindi, anche nel nostro paese. 7. L’Italia avrà bisogno di molto tempo per rialzarsi del tutto e quando tutto questo finirà, credo che molte persone rimarranno senza lavoro proprio perché molte attività non sono attive o comunque lo sono poco. Inoltre, credo che lo Stato debba fornire un aiuto economico a tutte quelle persone che, al momento, non stanno lavorando e stanno vivendo grosse difficoltà. 8. Sì, i programmi televisivi stanno dando le giuste informazioni, però credo che le persone di preoccupino ancora di più guardando o sentendo notizie a profusione riguardo il Coronavirus e sono certa che questo non aiuti molto anzi, qualcuno preferisce addirittura cambiare canale pur di non ascoltare altre notizie negative, dato che siamo messi proprio male. 9. Credo che ci vorrà un bel po’ di tempo prima che le cose possano iniziare ad andar meglio. Forse per la fine dell’estate ne usciremo. MARICA MELE, 22 ANNI, BANCONISTA IN PIZZERIA Sì è vero le condizioni di vita sono cambiate per tutti quanti e all’inizio non è stato facile abituarsi ma bisogna rispettare le regole, solo così riusciremo a uscire da quest’incubo. Stare a casa non mi è mai pesato particolarmente anche se avevo bisogno di uscire almeno un po’, per non rimanere disconnessa da tutto. Sto passando questi giorni leggendo. Era un’abitudine che stavo perdendo ma che mi piace sempre riprendere. Oltre a questo, guardo delle serie tv, ma credo che in questo periodo lo stiano facendo un po’ tutti. Purtroppo si sa, la sanità italiana non gode di ottima fama e se i contagiati continueranno ad aumentare, è molto probabile che l’intero sistema collassi. Per evitare questo, bisogna seguire il più possibile le regole e rimanere a casa per arginare il più possibile il contagio. Siamo noi che dobbiamo far il possibile per evitare che il contagio si diffonda al sud. Purtroppo l’ondata dei fuori sede provenienti dal Nord ha portato ad altri contagi al sud e, se le persone continueranno a spostarsi, il sistema sanitario del sud non reggerà. A tutti manca stare all’aria aperta, a tutti manca vivere le nostre giornate nel modo più normale possibile ma dobbiamo capire che per il bene del nostro paese e anche per il bene del mondo, dobbiamo restare a casa. Non succede nulla se per qualche settimana rinunciamo a correre o fare delle passeggiate. Dobbiamo pensare a lungo termine e capire che bisogna agire adesso, in questo modo, per poter tornare alla normalità il più presto possibile. Credo siamo delle ottime misure anche se potevano essere adottate un po’ prima. Consideriamo che il resto dei paesi europei sta seguendo il nostro esempio per far fronte a quest’emergenza. L’economia italiana sta subendo un grave colpo e ci vorrà molto per poter avere almeno un accenno di ripresa. Il lavoro dei Tg é proprio questo, dare informazioni reali alla gente. Meglio guardare il telegiornale che dà notizie vere e non guardare le fake news sui social, quelle sì che creano il panico. Comunque credo che faccia bene staccare e guardare altro che non sia il telegiornale, almeno per un po’. Quando tutto sarà finito, ovviamente il primo impulso di tutti sarà quello di uscire e ritornare a vivere la vita di sempre ma sarà in quel momento, che dovremmo dimostrare di avere molto autocontrollo e non accalcarci nella varie piazze e luoghi pubblici. Sì io sono abbastanza fiduciosa che tutto ritorni alla normalità il prima possibile ma per far sì che questo accada, dobbiamo seguire le regole. Dimostriamo di essere un grande Paese. VALERIA CIPRIANI, 22 ANNI, BARISTA Per quanto mi riguarda ho accusato molto la differenza da quello che era il mio tenore di vita, al periodo della quarantena. All’inizio è stato molto difficile adeguarmi, non ero abituata a trascorrere troppo tempo a casa con i miei cari ma con il tempo mi sono abituata e ho iniziato ad apprezzare ogni singola giornata. #iorestoacasa lo trovo un progetto molto interessante, lo condivido pienamente anche se le giornate passate a casa sono più o meno le stesse. La maggior parte del mio tempo lo trascorro con la mia famiglia, ammetto che mi mancava molto passare intere giornate con loro dato che sono sempre a lavoro. Nel pomeriggio spesso mi capita di leggere un libro, guardare un film o tutorial formativi sulla mia più grande passione (latte art) e non nego che ultimamente mi sto cimentando in cucina (per la gioia di mia madre), preparando dolci o aiutandola nella preparazione di alcuni piatti. Ci troviamo in una situazione critica e i contagi purtroppo non fanno altro che aumentare. Io spero che al più presto ne usciremo anche perché, secondo la mia opinione, la rete ospedaliera della nostra città non sarebbe pronta ad ospitare tutte le persone bisognose di aiuto. Io spero di sì...altrimenti non oso immaginare che fine faremo! Personalmente non condivido le azioni di certa gente, penso che non siano coscienti di ciò che fanno ma soprattutto non sanno a cosa vanno incontro. La pandemia non deve essere assolutamente sottovalutata! Inizialmente la diffusione del virus è stata presa sottogamba, non ci sono stati provvedimenti per evitare contagi nel nostro paese, penso che le misure di sicurezza siano state prese in ritardo dal governo. Tuttavia le ritengo giuste e restrittive, ma sono convinta che possano esserle ancora di più. Riguardo l’economia mi auguro ci sia un miglioramento, perché tutti i settori inerenti ad essa ne stanno risentendo molto . Il tempo che verrà impiegato per un recupero non posso definirlo però spero avvenga al più presto possibile. Penso che bisognerebbe informare la gente e non assillarla. Comprendo la gravità del problema ma sarebbe anche giusto lasciare spazio a qualche serie TV, film o documentario che possa far distrarre e non spaventare e magari anche rendere la permanenza a casa, piacevole. La speranza è l’ultima a morire, infatti sono molto fiduciosa e spero che tutto finisca al più presto affinché tutti possano tornare finalmente alla propria quotidianità. Ci tengo ad aggiungere anche, se mi è possibile, che sarebbe più semplice se ognuno di noi contribuisse a rispettare le regole per il bene di tutti ! Francesca Perchiazzi © Riproduzione riservata

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