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Abbattute costruzioni abusive a Torre Gavetone Sabato si procederà a demolire delle vasche di cemento; iniziativa del WWF alla presenza dell'assessore regionale Guglielmo Minervini
23 maggio 2006

MOLFETTA - Anche Molfetta si rivela capace di provare a sanare le sue forme di abusivismo edilizio, sia pur cominciando da quelle meno evidenti, perché altrimenti ci sarebbe molto da fare per le ruspe. Il WWF di Molfetta fa sapere che sabato mattina, alle ore 10.30, si procederà con l'abbattimento di alcune costruzioni abusive a Torre Gavetone collocate sulla fascia demaniale, nei pressi dell'ex cementificio. Sono vasche in cemento armato, smantellate grazie a fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia, assessorato al Demanio Marittimo, e utilizzati espressamente per la demolizione di manufatti abusivi presenti sul demanio marittimo “Le vasche abusive sono molto pericolose - così si legge nella nota diffusa dall'associazione ambientalista -per la pubblica incolumità, soprattutto nel periodo estivo, quando tutta l'area è presa d'assalto dai bagnanti, ed erano ormai ricettacolo di topi e siringhe, oltre a chiudere la visione completa del paesaggio e della linea di costa. L'area solo qualche settimana fa è stata sottoposta a sequestro dalla Capitaneria di Porto per le stesse motivazioni su esposte”. Sabato mattina si procederà allo smantellamento alla presenza dell'assessore al Demanio Marittimo, Guglielmo Minervini, delcoordinatore regionale del WWF, Pasquale Salvemini, e del Comandante Leotta della Capitaneria di Porto. In quella zona non è il primo caso di abbattimento, ricorda Pasquale Salvemini: “Solo qualche anno fa fu proprio il WWF a chiedere la demolizione, poi avvenuta, di una vecchia struttura abusiva in tufo e cemento nelle immediate vicinanze della Torre”, aggiungendo pure :”La stessa area è comunque oggetto di particolare attenzione da parte del WWF per un completo recupero ambientale, si ricorda il rimboschimento di oltre 100 tamerici, oltre ad un controllo sistematico con le forze dell'ordine in particolare con la Capitaneria di Porto e il ROAN della G.d.F. per contrastare i fenomeni di pesca di frodo soprattutto al dattero di mare. Questa iniziativa assume un valore emblematico per fronteggiare i tanti casi di illegalità diffusa soprattutto nel nostro territorio ai danni del patrimonio ambientale e costiero”.
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