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A Molfetta nasce il Coordinamento Cittadino Antiproibizionista
18 marzo 2006

MOLFETTA - 18.3.2006 A Molfetta nasce il Coordinamento Cittadino Antiproibizionista,costituito da Associazioni Culturali, Partiti, cani sciolti con lo scopo di informare sulla recente legge Fini-Giovanardi e di fare informazione sugli usi ed abusi delle sostanze stupefacenti. Il comitato si propone di organizzare al più presto un inziativa pubblica con cui presentarsi alla città. Il primo incontro avverrà venerdì 24 alle 19,30 c/o Ass. Culturale "Casa Dei Popoli" Via Ten. Ragno, 62 a Molfetta. Ecco il teso del volantino che verrà distribuito nei prossimi giorni "COORDINAMENTO CITTADINO ANTIPROIBIZIONISTA ART 13 COSTITUZIONE : la libertà personale è inviolabile. ART 34 COSTITUZIONE: nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. La legge Fini -Giovanardi mette in discussione la facolta' di ogni individuo ad autodeterminare la propria esistenza e rappresenta un'ulteriore strumento della crociata repressiva attuata da questo governo. Dietro la legge appare chiara una piu' generale volonta' di vietare e punire prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una cospicua parte della popolazione. La tutela dei diritti e delle liberta' di scelta impone la mobilitazione dei piu' ampi settori della societa' civile, degli operatori, dei consumatori di sostanze e di tutti quelli convinti che sia ora necessario attivarsi per dire no al disegno di legge sulle droghe firmato da Fini. Il presupposto del decreto, ovvero la criminalizzazione del consumatore, la messa in discussione della sua liberta' di scelta, ma anche di cura, calpesta il referendum popolare del '93 che gia' 10 anni fa, aveva sancito la non punibilita' penale del consumo. Segue poi l'abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti; un'ulteriore modifica in linea con la precedente che getta in unico calderone tutte le sostanze, alimentando la propaganda terroristica della 'tolleranza zero'. Il disegno di legge svilisce il ruolo del servizio pubblico, scatenando una competitività sfrenata tra strutture pubbliche e private, umiliando e mortifcando il lavoro e l'esperienza di chi, come gli operatori dei Sert e delle unita' di strada, attraverso le strategie della riduzione del danno, limita gli effetti negativi dovuti al mercato nero e all'abuso di sostanze. Rispetto alle sperimentazioni in atto negli altri paesi europei, invece di promuovere i servizi orientati a pratiche non coercitive, questa legge si basa su pericolose falsita' antiscientifiche: la marijuana rende schizofrenici, non ha effetti terapeutici, il metadone nuoce ai tossicodipendenti... Gia' a causa dell'attuale legge (Turco-Napolitano) quasi il 40% della popolazione Carceraria è detenuta per reati connessi alle droghe. Questa legge mette in galera altre decine di migliaia di persone che fumano marijuana o che ne assimilano il principio attivo per uso terapeutico, aggravando così ulteriormente la gia' vergognosa condizione di sovraffollamento delle carceri e ignorando l'imminente necessita' di attuare misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti. Una legge che fa comodo ai narcotrafficanti che si arricchiscono sul proibizionismo e sull'equiparazione tra eroina e marijuana, quindi anche tra il loro commercio".
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