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A Molfetta il Coordinamento a difesa della costituzione manifesta contro la “legge bavaglio”
26 giugno 2010

MOLFETTA – Il Coordinamento molfettese a difesa della costituzione ha manifestato questa mattina il suo no alla legge bavaglio, il ddl sulle intercettazioni in discussione alla Camera. Questa mattina, in occasione del Consiglio comunale, si sono dati appuntamento in Piazza Municipio per una protesta silenziosa nell’aula Carnicella. una maglietta bianca ed un post-it in segno di dissenso nei confronti della legge vergogna, la cosiddetta "legge bavaglio".
Il loro comunicato e la loro protesta si richiama al primo comma dell’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...”.
Una denuncia pubblica che si è resa necessaria perchè, hanno spiegato i manifestanti: “Dove c'è parola, c'è informazione; e dove c'è informazione si nutre la capacità critica e di dissenso dalle azioni criminali di chi usa lo Stato per fini personali. L'informazione è il cane da guardia del potere; un Paese che si definisce civile e democratico non può fondarsi sul buio della ragione”.
Del Coordinamento fanno parte esponenti del Pd, Cgil, La fabbrica di Nichi, Arci Ilcavalloditroia, Linea 5, Rifondazione Comunista, Sinistra e ecologia e libertà.

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Caro Alba, prima di tornare, come suggerisci, alla vera POLITICA (che significa anche coniugare le necessità di TUTTI, con l'interesse di di TUTTI), forse bisognerebbe che "in primis", sia qualcun altro a fare un passo indietro, portandosi seco, possibilmente, tutto il "materiale raccogliticcio" che ha scovato e messo su in quasi sedici anni di ....politica? (se così vogliamo definire le azioni che finora il sig. Berlusconi ha intrapreso, quasi sicuramente anche per alcuni, pochi, Cittadini, certamente per se stesso e certamente NON per la Comunità; se sbaglio, per favore illuminami). Il sig. De Benedetti: negli anni settanta era entrato nell'azionariato della FIAT S.p.A.: stava forse "pestando i calli a qualcuno". Dopo trattativa, lasciò il Gruppo (con una congrua buon'uscita). Forse non aveva problemi con la Giustizia e forse quello gli ha impedito di "scendere in campo", ma ha continuato a fare i PROPRI INTERESSI (forse certamente a scapito di altri: ma non nascondendosi dietro l'egida del ...VOLER SALVARE L'ITALIA!!!! E' sotto i nostri occhi il salvataggio effettuato e chissà, non ancora terminato del tutto). Vedi, caro Amico, di Governanti mediocri ne abbiamo avuto e forse ne avremo ancora. Di un governante che ha posto davanti a tutti ed a tutto il proprio interesse, suscitando perfino l'ammirazione di coloro che onestamente parteggiano per Silvio (meno male che c'é!), non ce ne erano ancora stati. Ebbene che altro vogliamo, vogliamo fare dei paragoni? L'Intrapresa implica rischi che io non potrò mai correre; chissà forse se dovessi "buttarmi", forse diventerei così (come Berlusconi, De Benedetti, Tronchetti Provera e tutti i così detti Boiardi di Stato -lo stiamo vivendo adesso il problema della corruzione), non lo so, a pelle direi di no.


2) Ma se la risposta è sì, ne consegue che esse vanno “scremate” da ... quelle... attinenti... ai reati e distrutte. Punto!!! Altrimenti, prima o poi, qualcuno le pubblicherà da qualche parte, e non certo per amore della libertà o del diritto-dovere di informare ed essere informati. Quando un sistema giudiziario si sente autorizzato dalla Norma a prevaricare i diritti naturali degli utenti della giustizia stessa e giunge al punto di proiettare le proprie colpe su altri membri della comunità per rivendicare la propria santità o rettitudine morale, allora le tenebre di una nuova inquisizione si stanno abbattendo sulla società. Inizia il declino irreversibile di quell'ideologia dominante nel cui nome sono state commesse troppe infamie, troppe turpitudini paludate sotto le sembianze di una giustizia che sta inevitabilmente perdendo ogni credibilità e decenza. “... Quando, perciò, nel mondo moderno vari tribunali o commissioni di indagine conducono interminabili inchieste nei confronti di presunti movimenti sovversivi di natura politica, ideologica o religiosa, nel presupposto che tale indagine porterà a rivelare i nomi e le attività dei nemici della società, siamo di fronte a un fenomeno che presenta una forte somiglianza con le centinaia di cacce alle streghe svoltesi in Europa all'inizio dell'Età moderna”. UN ULTIMO INCISO: I magistrati che entrano in politica sono doppiamente traditori. Primo perchè da magistrati hanno tradito il loro dovere di super partes. Secondo perchè da politici hanno approfittato del loro potere indiscusso di magistrati per tornaconto personale.

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