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A Bari cerimonia di consegna delle "Stelle al merito del lavoro" anche a cittadini di Molfetta
30 aprile 2011

BARI - Domenica 1° maggio 2011, alle ore 11, nel teatro comunale "Piccinni" di Bari, avrà luogo la tradizionale cerimonia di consegna delle "Stelle al merito del lavoro" conferita in occasione della festa Nazionale dei Lavoratori, dal Presidente della Repubblica ai cittadini particolarmente meritevoli.
Tra gli insigniti  ci sono anche alcuni cittadini molfettesi.


 

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Chiedo scusa ai contendenti se affermo che queste “diatribe” sono, oltre che divertenti, anche “appositamente” confusionali, nemmeno sterili polemiche. A parer mio, noto distrazioni ripetute non so fino a che punto volontarie o involontarie. Chiaro l'indirizzo di quanto postato da “vecchio scarpone”, altrettanto chiare le risposte “polemiche” degli oppositori, se così vogliamo chiamare i contendenti i quali hanno manifestato il loro disappunto alla possibilità che in tutte queste e altre manifestazioni ci siano, insieme a oneste e persone per bene, l'inserimento di altre non altrettanto: così è ed è sempre stato purtroppo, e i motivi sono noti a tutti, inutile negarlo ipocritamente. E sottolineo purtroppo, questa è anche una spiacevole verità. Ne è stato fatto e considerato, un problema personale. Perché? Non vorrei qui suscitare “sterili polemiche”, vorrei solo ricordare una nota psicologica popolare – non è questo il caso (meglio specificarlo onde evitare altri eventuali spiacevoli equivoci) -, quando si raccontava se qualcuno subito cercava di “togliersi di mezzo” da situazioni più sciocche che scabrose. - Una mattina una mamma non riesce a completare la colazione ai suoi tre bambini, perché trova vuoto il barattolo di marmellata, lasciato ancora pieno la sera precedente. Chiaro che, durante la notte trascorsa, qualcuno ha fatto il “pieno”, approfittando del buio. Quando i bambini svegli, vanno a sedersi a tavola, la mamma chiede: “Chi ha mangiato la marmellata?” Uno dei tre piccoli, rapidamente risponde: “Mamma, non sono stato io!” Qui finisce la storia. Un caro saluto e in bocca al lupo a tutti i partecipanti ai forum di questo splendido e bellissimo giornale on line. Un grazie particolare a “QUINDICI”, alla Redazione tutta, e al direttore de Sanctis che, con spirito di sacrificio e pazienza, hanno e continuano a permettere che tutto questo avvenga. Grazie.
Egregio/a Stella del lavoro Molfettese, gravandomi di cose mai dette e scritte, avverto e sento il dovere civico di risponderLe. Non ho mai detto, scritto ed “espresso con disinvoltura che chi riceve o ricevuto in passato riconoscimenti di onorificenza nel campo del lavoro o simili, non è/era degno perché nulla avesse a che fare con il lavoro”. Nel mio primo post, sottolineavo la non generalizzazione; nel secondo, ancora una volta più chiaro, che: “oltre a lavoratori meritevoli, ci sono anche imboscati, così come accade dappertutto, i quali nulla hanno a che fare con il merito! (classiche storie all'italiana, vedi le centinaia, migliaia riconoscimenti di false invalidità civili e tante altre storie speculative di protezioni civili e politiche. Quanto scritto non vuol dire “tutte le invalidità”, altrimenti mi tocca affrontare tutta la categoria). A riguardo poi i riconoscimenti onorevoli e di merito, sottolineo ancora una volta, l'impossibilità di tanti onesti ed esemplari lavoratori di farne parte, perché non conoscono i tempi, le modalità e l'iter burocratico di tali riconoscimenti. E' molto più facile per chi ha la “fortuna” di lavorare presso uffici competenti, o per coloro i quali hanno “conoscenze” (non raccomandazioni!) in merito, quindi indirizzati al momento giusto e opportuno. La Regione dovrebbe, (forse) a tempo debito, trasmettere e farne conoscenza pubblica. Per quanto riguarda l'”invidia”, come da qualcuno accennato, non posso che ridere e ringraziare l'autore. E' molto più facile far piangere: far ridere è da pochi. Mi auguro di essere stato chiaro e rinnovo gli auguri a tutti coloro i quali si sono fregiati della “Stella al merito del Lavoro”. Siate di esempio ai giovani.

Egregio concittadino, sono felice per lei e per tutti coloro i quali hanno ricevuto la “stella al merito del lavoro”. Mi dispiace aver suscitato in lei (mi auguro non a tutti i “benemeriti”), sentimenti e risentimenti di “offeso orgoglio”: non era nelle mie intenzioni e lo si capisce bene, rileggendo quanto da me postato precedentemente. Sottolineavo e lo faccio ancora senza generalizzazioni che, in queste e altre “benevoli concessioni” – oltre a meritevoli lavoratori – ci sono anche “imboscati”, così come accade dappertutto. Sfido a dimostrare il contrario. Mi consenta (?) di aggiungere che l'aver ricevuto la “croce”, non le da il diritto di vestirsi di “arroganza”, accusando tutti gli altri, in questo caso la mia persona, di “dormire”. In base a quali conoscenze afferma con sicurezza e tracotanza il “mio dormire”? Se le dicessi che lei è un “fortunato”? Si sveglia alle 5 del mattino………………la sera torna a casa dopo aver lavorato sodo. Lei crede e scrive che io nel frattempo “dormo”! Se le dicessi: io mi svegliavo non alle 5 del mattino ma alle 2, alle 3, forse molto prima, giornate intere senza riposare, molte volte rischiando anche la vita – mi ritengo un fortunato - e la sera tardi non tornavo a casa. Con questo non vorrei fare il piagnone, diciamo che è andata così. Ho lavorato sodo, senza nessuna onorificenza, e non me ne faccio un torto. Dico che queste onorificenze non sono certo da sbandierare ai “quattro venti”, accusando poi gli altri di dormire. In queste concessioni c'è sempre la “partecipazione” di chi, conoscendo l' iter burocratico dell'avvenimento si offre “amichevolmente” di presenziare. Si tenga ben stretto la sua “croce”, e si ritenga anche un fortunato, così come lo sono stato io. Con umiltà.


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