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“Dopo la sconfitta, il gruppo dirigente doveva andar via” La posizione di Fiore sui “Democratici di Sinistra”
15 settembre 2001

Leggo sul vostro ultimo numero un attacco, a dir poco infelice e senza dubbio scorretto, nei miei confronti sulla tormentata vicenda dei Democratici di Sinistra a Molfetta. Lella Salvemini mi ha considerato tra gli “indecisi” perché sarei stato spodestato dall’ingresso di nuove forze nel partito, il che è assolutamente falso tanto da dover precisare la mia posizione nel merito della famosa assemblea svoltasi nella sala stampa del palazzo comunale. Lo faccio anche perché non intendo chiudere la mia sia pur piccola storia politica di oltre un cinquantennio di militanza attiva con l’immagine dell’insofferente e dell’intollerante rispetto all’irrompere di nuove forze fra i “Democratici di Sinistra”, fatto che io personalmente ho agevolato ed aiutato con dichiarazioni esplicite. Il mio pensiero sull’ultima assemblea l’ho già comunicato sia al Comitato Provinciale di Garanzia che allo stesso segretario Vito Angiuli, esternando la mia preoccupazione sul comportamento di certi novelli dirigenti provinciali la cui arroganza di potere farebbero bene a mettere da parte in un momento così difficile della vita del partito e alla vigilia di un Congresso nazionale. Vengo, dunque, alla mia posizione: 1. La sconfitta, la grave sconfitta elettorale di Molfetta, doveva consigliare il gruppo dirigente ultimo a “lasciare” la direzione senza tentennamenti e senza alcun rimpianto, se non altro per accelerare un riesame a tutto campo della situazione del partito a Molfetta e del suo rapporto soprattutto con le fasce più deboli della città, nella cui area in particolare il voto negativo è stata una punizione per molti aspetti anche educativa e positiva; 2. Le responsabilità dei gestori del partito negli ultimi mesi, a parte uno stupido quanto inconcludente comportamento autoritario nella fase di scelta del candidato Sindaco dell’Ulivo, sono gravissime, specie laddove la loro presenza si è evidenziata assai deleteria e priva di alcuna modestia, non curanti della perdita progressiva e costante di alcuni “pezzi” importanti della società e solo preoccupati di verbalizzare certe realtà pur di conservare il loro “potere” risultato, con una lista che faceva piangere…… e alla prova dei risultati elettorali, inconsistente e fragile; 3. L’aver “recuperato” nel coordinamento taluni di questi dirigenti è stata e rimane una scelta sbagliata e sa molto di quella politica compromissoria di “vecchio stampo comunista” della quale io stesso, dopo oltre cinquant’anni di militanza, mi sento “responsabile”...; 4. La mia idea, ordunque, è esattamente il contrario di quanto abbia pensato Lella Salvemini: ero e sono per “spazzare via” tutto il vecchio gruppo dirigente, per l’aver portato il partito alla catastrofe. La ragione di tanta verità sta nel ricordato ultimo risultato elettorale del 3% (ma anche qui occorre un certo stile… che non può essere certamente quello del “salvatore della patria”…); 5. Non ho condiviso il comportamento del rappresentante della Federazione Giuffreda che con tono falsamente trionfalistico ha parlato “a nome delle Federazione” (cose che avvenivano un tempo e neanche più negli ultimi anni di vita interna del partito) indicando un gruppo di dirigenti a costituire il nuovo coordinamento dei Democratici di Sinistra a Molfetta, frutto di un compromesso intervenuto all’esterno e in qualche riunione di “palazzo”. Il mio augurio è rivolto a Mimmo Favuzzi, nella cui azione ultima vedo i segni del cambiamento e della rifondazione del partito. Il mio consiglio ai giovani e ai nuovi iscritti è quello di rifuggire, anche con un certo stile comportamentale, dalla politica dei compromessi dei vecchi tempi… quando, però, il PCI a Molfetta viaggiava attorno al 27% e, a livello nazionale, al 36%! Per quanto mi riguarda e data l’età posso solo fare questo, augurare un buon lavoro a Mimmo Favuzzi e al suo gruppo di “rinascere” ed offrire consigli soprattutto ai giovani di “non mollare”. Anche perché dai primi segnali di questo governo di destra ben si comprendono le saggezze di Indro Montanelli, prima di morire, “tira una brutta aria…” e di Enzo Biagi “avverto un pesante clima da liste di proscrizione…” (il novello ministro Gasparri insegna). Berlusconi, per la verità, fa di peggio con la depenalizzazione del falso in bilancio: si assolve da solo in almeno 3 processi penali (Sme. Calcio Lentini e Iberian). Sandrino Fiore __________ Nella foto: Sandro Fiore
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