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Caos Covid a Molfetta, Corrado torna a scrivere a “Quindici”: dopo due giorni di nuovo nessuno raccogliere i rifiuti speciali che si accumulano sul balcone. Confusione per i risultati dei tamponi
30 novembre 2020

MOLFETTA – Ricordate il caso di Corrado, il signore positivo in quarantena con la sua famiglia a Molfetta, che ha chiamato la redazione di “Quindici” perché da oltre 10 giorni nessuno andava a prelevare la spazzatura che si è accumulata sul balcone?

Ricordate che dopo la segnalazione di “Quindici”, finalmente la polizia locale si era decisa a telefonare a Corrado per invitarlo a mettere fuori della porta la spazzatura, poi raccolta in sicurezza da un addetto della Asm?

Ebbene, come dicono a Napoli: “facciamo ammuina”. Potremmo dire così oggi che, dopo quella “ammuina”, Corrado e la sua famiglia sono stati dimenticati dall’Asm e la spazzatura è tornata ad accumularsi sul balcone.

Corrado ha segnalato la cosa al fantomatico numero verde del Comune, alla polizia locale, che ha assicurato di provvedere. Nulla. Chiamata alla Asl inutile, perché non risponde nessuno. Richiamato il numero verde e la polizia locale: tutto inutile.

La spazzatura è ancora lì. Intanto per non restare in isolamento a vita, Corrado finalmente martedì 24 riesce a fare i tamponi al drive in, dietro l’ospedale, anche in tempi molto rapidi, meno di mezz’ora. Ma i problemi cominciano quando si devono ricevere i risultati: arrivano dopo ben 5 giorni, ma per telefono. Una cosa inutile, perché a Corrado serve un referto scritto da comunicare all’azienda.

Così Corrado si arma di pazienza e insiste per avere il referto: gli viene risposto che il ritardo è dovuto al laboratorio di analisi dell’ospedale. Ma qui non rispondono al telefono, nemmeno agli operatori che hanno fatto il tampone. Corrado chiama di nuovo la Asl, e finalmente, solo a livello di cortesia personale, dopo le tante insistenze, riesce ad ottenere il referto. Quando chiede quello della moglie, gli viene risposto che non si trova: forse è andato perduto.

Alla fine Corrado chiama la redazione di “Quindici”, diventata paradossalmente l’ultima spiaggia a cui rivolgersi di fronte al muro di gomma dell’organizzazione emergenza Covid.

Che dire? Speriamo che anche questa volta intervenga qualcuno per sbloccare la situazione, almeno per raccogliere i sacchetti della spazzatura accumulati sul balcone di Corrado. E per il resto: certificazioni, tamponi e quant’altro? Ci si deve affidare alla Provvidenza o si deve riorganizzare un servizio che sembra fare acqua da tutte le parti? Chi ha la responsabilità di questa disorganizzazione? Non sarebbe il caso di rimuovere chi non riesce a far funzionare un servizio essenziale?

L’amministrazione comunale tace, l’opposizione sembra distratta su questo argomento, mentre i cittadini devono arrangiarsi come possono.

Invece di pensare ad inutili e costose luminarie da mettere in città, perché queste risorse economiche non vengono utilizzate per migliorare il servizio alle famiglie positive?

Non ci si può affidare sempre al senso di responsabilità di queste persone: se invece di restare in quarantena, essi decidessero di andarsene in giro, quantomeno per fare la spesa o per le necessità urgenti, i contagi aumenterebbero e magari non verrebbero nemmeno registrati. Ma qual è il problema se sono asintomatici? direbbero al Comune.

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