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Allarme di un lettore a “Quindici”: sono affetto da Covid, in isolamento e sommerso di immondizia, né il Comune di Molfetta, né l’Asm, né gli addetti al numero verde riescono a risolvere la situazione
13 novembre 2020

 MOLFETTA - «Sono un paziente Covid disperato per una situazione che non riesco a risolvere e ho pensato di rivolgermi a “Quindici” dopo vari tentativi inutili al Comune, alla Asl e al numero verde». Comincia così una telefonata di un uomo chiuso in casa con sintomi seri di coronavirus, in isolamento con la sua famiglia, moglie e un figlio che chiede aiuto a un organo di informazione per denunciare il cattivo funzionamento degli organismi preposti a gestire l’emergenza Covid.

Il fatto: il lettore di “Quindici” è sommerso dalle buste di immondizia che si vanno accumulando sul balcone della sua abitazione. Fino a qualche giorno fa, prima che scattasse il nuovo Dpcm, c’erano amici e parenti che si prestavano, malgrado il rischio di contagio, a portare in strada queste buste dei rifiuti della famiglia in quarantena. Dopo nessuno ha provveduto a questa necessità. Né questo cittadino può rischiare di scendere giù al portone per depositare i rifiuti della famiglia, perché rischia una sanzione anche penale. Tra l’altro questa immondizia non dovrebbe essere confusa con le altre del condominio, ma trattata come rifiuto speciale, provenendo da famiglia in quarantena Covid e quindi con possibilità di contagiare altri.

Così da bravo cittadino il sig. Corrado (nome di fantasia) ha chiamato il Comune: “non è compito nostro, si rivolga alla Asl”. Ma anche la telefonata alla Asl, ha prodotto risultati. Poi telefonata ai vigili urbani che, quando rispondono, dicono di chiamare l’Asm o il numero verde. Così il nostro paziente Covid, con molta pazienza si rivolge all’Asm, anche qui risposta negativa e invito a chiamare il numero verde. Dopo un paio di telefonate a vuoto e senza risposta, finalmente una signora risponde e chiede i riferimenti dell’abitazione per poter provvedere alla rimozione dei rifiuti. Nulla. Uno scaricabarile incredibile e vergognoso. Nuova telefonata dopo un paio di giorni e l’addetto al servizio, con risposata tutta burocratica dichiara: “stiamo provvedendo” (quando in Italia qualcuno dice stiamo provvedendo, c’è sempre da preoccuparsi).

Insomma, anche il numero verde vantato dal sindaco Minervini, non serve a nulla. Forse lui non lo sa, ma farebbe bene a verificare di persona il funzionamento.

Abbiamo chiesto al nostro interlocutore come ha contratto il virus, anche per capire quali siano i veicoli di contagio e dalla sua risposta, purtroppo, abbiamo rilevato come ancora una volta i giovani rappresentano un fattore di rischio per le famiglie. Infatti il figlio di Corrado, un giovane studente universitario, che, come ci ha tenuto a precisare il padre, è molto attento e rispetta le regole, dalla mascherina al distanziamento sociale, una sera è uscito con qualche amico e si è contagiato, anche se non sa dove e come.

Lui è rimasto asintomatico e sta bene, ma la madre e il padre (e soprattutto quest’ultimo che faceva fatica a parlare al telefono a causa delle sue condizioni) soprattutto hanno contratto il Covid in maniera più seria. Corrado ha anche perduto il lavoro e si trova in una situazione di disagio, ma nessuno lo aiuta.

Come si fa ad attivare un numero verde che non funziona o ti prende in giro?”, dice sconsolato.

Poi si arrabbia: “Un giorno di questi, se perdo la pazienza, butto tutte le buste dalla finestra giù per strada. Anche se sono sicuro di non essere capace. Noi siamo una famiglia civile che rispetta le regole, ma non è possibile ignorare il nostro appello: dobbiamo annegare fra le buste di immondizia? Siccome i pazienti positivi sono molti di più di quelli dichiarati dal sindaco (e lo so per certo), se tutti devono accumulare spazzatura in casa, c’è il rischio di una nuova emergenza, questa volta per rifiuti Covid”.

“Quindici” gira questo appello al sindaco, all’Asm che ancora una volta si dimostra incapace di gestire non solo l’ordinario, figurarsi lo straordinario e anche al neo incaricato dell’emergenza Covid, il consigliere comunale Pasquale Mancini.

Una storia che ha dell’incredibile, soprattutto perché viene ignorata da tutti. E in tempi di emergenza serve prima di tutti la responsabilità delle istituzioni. Non si può chiedere ai cittadini di essere responsabili, quando non si riesce a dare il buon esempio. E questo del caso del Sig. Corrado, è un pessimo esempio.

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