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WWF Molfetta impegnato nella Turtle Week
19 giugno 2010

MOLFETTA - È in corso la Turtle Week, la settimana densa di iniziative indette dal Wwf Italia a salvaguardia delle tartarughe marine. Le manifestazioni, concentrate in Sicilia, Calabria e Puglia, stanno riscuotendo molto interesse. Coinvolta attivamente anche la nostra città, sede del Centro di Recupero Wwf.
Domenica 20 un altro esemplare di caretta caretta tornerà nel suo habitat. La manifestazione avrà inizio alle 10.30 sulla banchina Seminario, nei pressi della Capitaneria di Porto, alla presenza del responsabile del progetto tartarughe del Wwf Italia Paolo Casale, del presidente del Wwf Puglia Antonio de Feo e del responsabile del Centro Tartarughe di Molfetta Pasquale Salvemini. Nel tardo pomeriggio, a partire dalle 19 si potrà partecipare all'attività di pesca turismo.
Il ciclo di iniziative si concluderà in serata con un grande concerto di musica popolare e di pizzica salentina: cinque ore di musica con l'intervento di interessanti gruppi come i Ligantere o i molfettesi Fabula Nova. Completerà la manifestazione l'esibizione di un gruppo di Capoeira, la lotta brasiliana di origine africana, connotata da musica e armonia dei movimenti.
Proprio questa settimana, però, è stato registrato il ritrovamento di una caretta caretta, rinvenuta a Ginosa Marina. L'esemplare, che misurava 42 cm di lunghezza carapace, presentava un amo e un groviglio di lenza in bocca, oltre ad una vistosa frattura sul carapace. La tartaruga, purtroppo, è morta durante il trasporto da Ginosa Marina a Molfetta.
Ennesima testimonianza di quanto questa specie sia minacciata e di quanto siano importanti le iniziative volte alla sua salvaguardia.
 

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Per l'ultima volta si denunciano le criticità delle acque di balneazione italiane, perchè, a partire da quest'anno, il nostro mare e i laghi, seppur ancora inquinati in alcuni tratti di costa, diverranno completamente puliti per decreto. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permissivi i criteri di balneabilità, molte località, infatti, diverranno balneabili, non perchè saranno meno inquinate, ma solo perchè è cambiata la legge. "Contrariamente a quanto ha fatto nel 1982, quando l'Italia scelse la strada della severità e del rigore, stavolta il nostro Paese ha approfittato dell'opportunità concessa dalla direttiva comunitaria per allargare le maglie sulla balneabilità, a partire dall'estate 2010. Un passo indietro normativo che ha fatto classificare come "eccellenti" alcuni tratti di costa che lo scorso anno venivano dichiarati non balneabili, pur essendo tuttora inquinati. Questo fattore va ad aggravare un deficit storico dell'Italia in tema di depurazione, dal momento che, ancora oggi, il 30% degli italiani - pari a ben 18 milioni di persone - scarica in mare, nei laghi e nei fiumi le acque reflue senza alcun trattamento, causando un problema ambientale che sta costando al nostro Paese una procedura d'infrazione europea. Per risolvere definitivamente i problemi di trattamento delle acque reflue, non servono quindi "colpi di spugna" normativi, ma risorse economiche e nuovi cantieri per colmare quel deficit di depurazione, imbarazzante per il settimo Paese più industrializzato al mondo". (Stefano Ciafani, responsabili scientifico di Legambiente)
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