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VOLLEY - Indeco Molfetta, ennesimo crollo casalingo: zona recetrocessione
26 febbraio 2004

MOLFETTA – 26.2.2004 Anche se la tifoseria organizzata non contesta (a questo punto farlo sarebbe ragionevole) la squadra e la dirigenza, qualche fischio si è levato durante il match contro il Bassano (perso 3-1), da parte di qualche singolo sostenitore, stufo di trovarsi di fronte ad alcuni giocatori non idonei alla categoria. È un sintomo indicativo di un malessere che, ormai, serpeggia in città, e testimonianza ne sono le lettere e le e-mail che tifosi e appassionati inviano al nostro sito internet. L'Indeco Molfetta si trova al quart'ultimo posto del campionato di serie A2, in piena zona retrocessione, posizione da cui non si è praticamente mai mossa, fin dall'inizio della stagione. Un peccato se solo pensiamo al grandissimo entusiasmo di una città, che ha accolto la serie A di Volley con tutti gli onori, garantendo quasi sempre il tutto esaurito. Forse qualche dirigente pensa che gli umori della città coincidano con quelli della tifoseria organizzata, ma non è esattamente così. Perché si può anche perdere, ed in casa è successo 9 volte su 11, ma non senza scendere in campo, come è avvenuto nelle ultime due partite interne contro Schio e Bassano. Non è sportivo né giusto dare colpe a chi non ne ha, come gli arbitri nell'ultima occasione, che hanno diretto bene il match contro l'Armet Bassano, e non sono certamente i responsabili della sconfitta. Sì, bisogna provare ad essere sportivi, ed ammettere che l'avversario è stato più forte di noi, come nell'ultima partita. Il risultato non è mai stato in discussione, come contro Schio, e il forte palleggiatore Masini, insieme a Shittu e Contreras, sono parsi imprendibili per la debolissima ricezione molfettese. Diciamo la verità: Marino è inadeguato alla serie A2, e la dirigenza è colpevole nel momento in cui non lo ha sostituito nel mercato di gennaio. Claudio Bonati è forse un cugino del giocatore che ha vestito la maglia della Nazionale; Josè Matheus, sempre più spesso, sembra un corpo estraneo alla squadra. Mancano i ricambi e il muro non riesce ad arginare gli attacchi avversari. Non si può accettare, quindi, che si senta parlare di dirigenti pronti ad affrontare la massima ribalta, ovvero la serie A1, quando è abbastanza chiaro che, forse, bisognerebbe volare un po' più basso. La nostra speranza è quella di ottenere la permanenza in serie A, però questo a patto di un'assunzione di responsabilità. Accusare gli arbitri dopo un match come quello contro il Bassano vuol dire concedere un alibi alla squadra, che invece non è mai stata in gara. Ora restano otto partite da giocare, quattro interne e quattro esterne, tra cui i tre scontri con le compagini che seguono in classifica, e il derby casalingo contro il Taviano. La salvezza è possibile, ed è nelle mani della squadra, senza scusanti. Non vogliamo più vedere sputi e insulti ai giocatori avversari, in campo e all'uscita, contestazioni agli arbitri. Durante il match, poi, vittima di insulti di ogni genere, rivolti anche a parenti stretti, è stato il palleggiatore ospite Masini, “reo” di aver protestato con il primo arbitro per un'interruzione del gioco per soccorrere il molfettese La forgia. Il tutto davanti alle telecamere di Rai Sport. Inoltre il Molfetta è una delle poche società che non offre, tramite l'ufficio stampa, notizie ai siti della Lega Pallavolo e che non aggiorna il proprio. Invece di pensare alla serie A1, che tra l'altro non potrebbe essere disputata al Palapoli, poiché la massima categoria richiede una capienza minima di 2.000 posti, si pensi alla realtà, sperando di salvarsi e programmare serenamente il futuro. Tornando al palasport, “Quindici”, accusato di voler demolire il bel paese delle meraviglie dipinto da qualcuno, ha avuto ragione, ancora una volta, a non essere troppo entusiasta sulla sua capienza, veramente minima considerando l'anno di consegna e il tipo di struttura.
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