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Vito Grieco si racconta tra passato, presente e futuro PERSONAGGI - Un calciatore professionista molfettese che gioca in B nel Catania
15 gennaio 2004

Vito Grieco (nella foto), classe 1971, professione calciatore, punto di forza del Catania in Serie B del vulcanico presidente Gaucci, unico professionista molfettese che calca i tappeti verdi del calcio che conta. Centrocampista dai piedi buoni, sin da quando ragazzino faceva arte del settore giovanile della “Molfetta sportiva”, in molti scommisero che Grieco avrebbe fatto di strada e a distanza di qualche lustro sicuramente le promesse non sono state disattese. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Grieco, a Molfetta per le feste natalizie, tra passato, presente e futuro, partendo dalla notizia di un possibile e immediato passaggio al Bari. “Personalmente sono all'oscuro di tutto, anche se non escludo che ci siano stati dei contatti tra le società. Per ora sono un giocatore del Catania con un contratto annuale”. A quasi 33 anni per un giocatore c'è molto più passato che futuro. Gli inizi ci portano indietro alla “Molfetta sportiva “ di Sandro Fiore. “Un momento felice del calcio molfettese, con Onofrio Ventrella che riuscì a curare con competenza il del settore giovanile ritenuto all'epoca il fiore all'occhiello della società”. Fu naturale quindi il passaggio nel settore giovanile del Bari negli anni in cui in prima squadra si affermava un altro molfettese, Angelo Terracenere. Per 4 anni Grieco ha assaporato l'atmosfera del grande calcio senza però la soddisfazione dell'esordio in prima squadra, nonostante in panchina ci fosse il concittadino Gaetano Salvemini. A soli 17 anni si spalancarono le porte del mondo professionistico con il primo contratto con il Carpi in C1. “Nonostante le difficoltà di vivere per la prima volta lontano da casa, è stata un'esperienza importante, perché mi ha permesso di conoscere una realtà sociale ed economica tra le più intraprendenti e moderne d'Italia”. Il servizio militare lo riporta dalle nostre parti e per 4 anni milita nel Molfetta in C2. Terminata l'esperienza molfettese, inizia per Grieco un periodo anonimo e comincia a girovagare in Puglia: Fasano, Nardò e Castrano le tappe successive. Come ogni numero dieci che si rispetti spesso è messa in discussione la sua posizione in campo: trequartista dietro le punte o centrocampista? “Francamente non mi è mai piaciuto giocare in avanti con le spalle alla porta. Ho sempre chiesto di giocare a centrocampo e per questo ho pure litigato con qualche allenatore”. La piena maturazione e il rilancio arrivano nei successivi tre anni a Crotone in cui è uno dei protagonisti della promozione prima in C2 e poi in C1. E' un Vito Grieco trasformato, mediano eclettico, sempre al centro del gioco, pronto alle ripartenze e alla conclusione finale e soprattutto più continuo. Su di lui puntano i club che vogliono gente affidabile per obiettivi importanti e così ritorna in Emilia, questa volta per vestire la maglia del Modena. Altri tre anni d'eccellenti prestazioni e altra doppia promozione dalla C1 alla Seria A. Già la Serie A, la massima aspirazione per un giocatore. Ma evidentemente a Vito Grieco piacciono le sfide esaltanti a costo ricominciare da capo e così quest'anno sceglie di rimanere in B ed accettare le proposte del Catania. “Senza rimpianti ho scelto di lasciare il Modena e qualche apparizione nella massima serie, perché credo nel progetto Gaucci di rilanciare in grande stile il Catania”. Sedici anni di professionismo vissuti in diverse situazioni in cui il calcio è cambiato profondamente: procuratori, sentenza Bosman, pay-tv, grande bussines ma anche grandi fallimenti clamorosi. “Il sistema calcio sta attraversando un periodo difficile ed a soffrire di più è soprattutto il Sud per la mancanza di imprenditori in grado di impegnarsi e investire nel calcio, quindi ben vengano i vari Gaucci e Zamparini (patron del Palermo), che scendono al Sud e scommettere sul rilancio di club importanti. Da un punto di vista tecnico, rispetto a qualche anno fa, oggi non sono ammesse pause, è tutto più veloce con tempi di reazione rapidi e quindi la concentrazione e la forma fisica devono essere sempre al top”. Sulle differenze tra Nord e Sud Grieco ci dice: “Il calore e la passione dei tifosi meridionali non lasciano indifferente nessun giocatore, mentre al Nord è preminente l'organizzazione capillare. Indubbiamente al nord ci sono molte più opportunità. Chi ha talento e personalità emerge, mentre al sud non sempre chi ha delle qualità riesce a mettersi in mostra”. E per il futuro? “Mi ritengo fortunato perché nella mia carriera non ho subito infortuni gravi, fisicamente sono integro e quindi spero di giocare ancora 3-4 anni, poi si vedrà. Certo mi piacerebbe rimanere nell'ambiente, ma per ora è prematuro pensarci”. Vito Grieco, classe 1971, professione giocatore di calcio, 16 anni fa i suoi riccioli sembravano tanti capricci, oggi i riccioli ci sono ancora, ma sulla testa di un uomo che sa quello che vuole, con il gusto di ricominciare sempre da capo e sempre da protagonista. Francesco del Rosso
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