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Violazione dello statuto comunale a Molfetta: ne parla la Consulta Femminile
31 gennaio 2009

MOLFETTA La Consulta Femminile del Comune di Molfetta, dopo i recenti sviluppi sul caso della giunta comunale tutta la maschile, con la sospensione da parte del Consiglio di Stato della sentenza del TAR per vizio di forma, organizza Martedì 3 febbraio 2009 ore 18,30 presso la Sala Stampa di Palazzo Giovene, in Piazza Municipio a Molfetta, una conferenza dal titolo “Violazione dello statuto comunale a Molfetta” Intervengono: Marida Dentamaro - Docente Diritto Pubblico Università di Bari - Avvocata Luisa Giorgio - Docente Università di Bari - Membro di Tessere Rete Donne di Bari Serenella Molendini - Consigliera di Parità della Regione Puglia Magda Terrevoli -Presidente Commissione Pari Opportunità Regione Puglia Valeria Pellegrino - Avvocata Francesca La Forgia - Avvocata La cittadinanza è invitata
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Caro Direttore, vorrei fare una critica al Suo Forum, giusto per non scontentare quelli che sostengono l'esistenza di un filo d'accondiscendenza reciproca tra la sua linea editoriale e un certo filone politico culturale. Vado con la critica: Per favore, non pubblichi articoli anche sul torneo dell'oratorio e sugli scontri diretti di calcetto tra Bar dello Sport e Caffè Corretto, sembra debordante questo tzunami di notiziucole sportive, questa parcelizzazione di cronache sportive x 4 gatti che, tra l'altro ho notato, de facto spezza sul nascere confronti serrati e accesi, ma molto interessanti, sul suo forum e, su notizie che hanno necessità di ricevere oggettivo e meditato approfondimento. Sulla notizia apparsa, del cittadino che aspettava la firma di... per procedere nella sua attività, ad es. ho notato che, altro cittadino, ha dichiarato avere esperienza analoga, nello spazio dei commenti, ma ho dovuto "ripescare" l'articolo, per leggere il commento, da un'inondazione di notizie sportive. Quel commento, quell'ulteriore notizia alla notizia, era la conferma della fondatezza di tutte ns. supposizioni in tema. Sono convinto che, ce ne sarebbero state altre di conferme: il problema esiste ed è veritiero (fuori dalle pieghe dell'ufficialità). Il forum, è una vera palestra di democrazia e palesa tutta la sua vitalità come forse unico mezzo rimasto a disposizione dei democratici tutti (di ogni colore politico), per dire la loro, visto che gli strumenti di aggragazione e confronto democratico, in qs. città, non esistono più, dando ragione a chi sostine che, oggi, la democrazia, è solo nella rete. Ecco l'unico filtro che mi sento di suggerirle, a meno che Ella non voglia variare in tema, con "belle foto di belle donne svestite", come altro Suo autorevolissimo collega fa nel suo pseudo fornicario locale, molto simile a Play Boy, o ai siti di "quelli che...", che ad un giornale di sport, politica ed attualità, collega che ha una sua precisa "linea editoriale", sovente collimante con la "linea dei perizoma" che mette in bella mostra (quando si vedono almeno quelli...). Con affetto, F.R.

La mia vuole essere solo una piccola e modesta partecipazione alla ricerca di una più giusta e meritevole collocazione della donna, in una società decisa sempre al maschilismo, a volte anche esasperato e violento, ancora in atto. Gesù era amico delle donne: è stato il primo e al tempo stesso quasi l'ultimo amico delle donne nella chiesa. Suscitava scalpore perché aveva rapporti con le donne e nella sua cerchia vi erano “numerose donne.” (Lc.8,3): per un ebreo esperto della Legge, un rabbi, questo era sconveniente nel modo più assoluto e senza precedenti nella storia. Gesù non aveva soltanto dodici discepoli, ma molte discepole, e tra loro alcune donne dell'alta società come Giovanna, moglie di un alto funzionario di Erode. Queste donne si direbbero oggi emancipate per il fatto che non accettavano il ruolo tradizionale della donna, ma anzi finanziavano esse stesse, “col loro patrimonio” il gruppo intorno a Gesù (Lc. 8,3). Al tempo di Gesù le cose stavano così: una donna, se solo parlava per strada con un uomo, poteva essere ripudiata dal proprio marito, senza il pagamento dell'indennizzo previsto per altri casi, una cosa analoga al nostro sussidio alimentare. E viceversa si riteneva un disonore per il discepolo di un maestro, e tanto più per un rabbi, parlare per strada con una donna. La disinvoltura di Gesù di fronte alle donne stupì anche i suoi discepoli. Egli chiede a una samaritana, venuta ad attingere acqua a un pozzo, di dargli da bere, e si intrattiene con lei, benché gli ebrei fossero in contrasto con i samaritani. < In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: che desideri? o : perché parli con lei?> (Gv. 4,27). I suoi seguaci, in tutto questo, non lo hanno seguito. Dalla disinvoltura di Gesù nei confronti delle donne, dall'attenzione che egli dimostrava per loro, si sviluppò dopo la sua morte negli uomini con incarichi ecclesiali, nel loro rapporto con le donne, uno strano miscuglio di timore inibito, di sfiducia, e di presunzione. La fobia delle donne ebbe conseguenze giuridiche che per molte donne costituirono un danno notevole. Danni e allontanamenti sempre più violenti proseguirono con i sinodi susseguenti: il sinodo di Elvira, di Orlèans, di Tours, di Macon, di Toledo, quello di Roma del 74. Il sinodo di Coyaca del 1050, indetto dal re Ferdinando I, prescriveva che nelle zone circostanti alla chiesa non potevano abitare donne. Lo stesso sinodo esigeva che nelle case dei chierici le donne dovessero essere vestite di nero. Abbiamo il dovere di rivalutare, in nome di Gesù, la donna, questa splendida e meravigliosa creatura.

Prof. Occultis, è molto apprezzabile la sua esegesi, se non fosse che è carente di citazioni in merito ad una figura, centrale e preminente del cattolicesimo: "LA MADONNA". A fronte di un Dio, assente, non interventore nelle vicende umane, imperscrutabile, invisibile, la Madonna si può sostenere, essere, la prima e la più venerata figura di divinità sul globo terraneo. Non mi dilungo oltre, sulla figura di Maria, le citazioni sulla Sua preminenza e presenza nelle vicende umane, sono innumerovoli, ma come la mettiamo poi con Maria Maddalena? Ad essa non vengono associate mai le tre "C" (casa, cucina, chiesa), in ragione di questa splendida presenza, nelle vicende terrene del Cristo, la Chiesa, in oltre 2000 anni, ha solo collezionato contraddizioni, nella difficoltà di associare qualcosa a Maria di Magdala, la cui figura sfuggiva all'archetipo delle tre "C". La ragione di tutti questi "dico, non dico e dico male" protrattisi per oltre 2000 anni, su questa splendida figura è semplicissima: MARIA DI MAGDALA E' LA DONNA! Vera, autentica, autonoma nelle azioni, non succube di nessun uomo nella vita privata, discepola e allo stesso tempo compagna, complice del Maestro, attrice del suo tempo e del suo destino, non succube, ma dotata di autonomia di pensiero e d'azione, non una sottoposta praticamente a nulla. Sono sempre stato affascinato da questa figura e il fatto che la Chiesa se ne sia occupata, contraddicendosi nei secoli (oggi anche i papi moderni hanno finalmente ammesso che non trattavasi della prostituta redenta...), vuol dire che essa è l'archetipo della vera donna, intelligente più dell'uomo, compagna, attrice del suo destino, non madre, sostenitrice del Suo Credo, per autonoma vilizione e... sostenitrice del Suo Uomo, non perché sottoposta allo Stesso, ma puramente e semplicemente per amore, amore vero, quello che non ammette sudditanze, ma solo condivisione del destino, alleanza, complicità, sostegno reciproco. MARIA DI MAGDALA, non è d'esempio per le, monache, per le bigotte, per le sottoposte a sudditanza cieca, Santa Sì, ma sempre un po' nascosta, dalla chiesa, quindi VERA DONNA, Superiore per certi aspetti all'uomo.
La violenza sulla donna è in atto dalla "notte dei tempi" e si ripercuote sempre più sottile e feroce ai nostri tempi. "De Genesis ad litteram" - Agostino "Io non vedo per quale aiuto la donna sia stata fatta per l'uomo, se si esclude il fine della procreazione. Perchè tuttavia si esclude questo scopo io non lo capisco. Se la donna non è stata data come aiuto all'uomo per generare i figli, per quale altro aiuto sarebbe data? Forse perchè insieme dovessero lavorare la terra? Se per questo scopo fosse stato necessario un aiuto, allora l'uomo sarebbe stato un aiuto migliore per l'uomo. Lo stesso vale per la consolazione nella solitudine. Quanto è più gradito per la vita e per la conversazione se due amici abitano insieme piuttosto che un uomo e una donna abitino uno accanto all'altro." In paradiso, secondo Agostino, ci fu perciò il rapporto sessuale dei corpi, poichè nella realtà spirituale la donna non sarebbe stata di alcun aiuto all'uomo, ma d'altra parte, secondo il racconto biblico della creazione, pensato da autori di sesso maschile, Dio aveva creato la donna come aiuto all'uomo. Questa concezione così sconcertante per le donne, che esse sono utili soltanto alla procreazione - per tutto ciò che ha a che fare con lo spirito e con l'intelligenza, esse non sono qualificate - sarà più tardi, formulate così da Tommaso d'Aquino (morto nel 1274) in riferimento ad Agostino: la donna è soltanto un aiuto per la generazione (audiutorium generationes) e utile nel tenere la casa; per la vita spirituale dell'uomo non ha alcun significato. Con i bambini le è affidata la cucina, e naturalmente la chiesa, secondo i padri della chiesa. Così Agostino è il geniale inventore delle tre "C", chiesa, casa e cucina. Questa concezione, anche se nascosta (non troppo) perdura ancor oggi. Che la donna si dedichi ai bambini e stia ai fornelli: questa è sempre la principale riflessione teologica sulla donna da parte della gerarchia cattolica e anche della maggior parte dei maschi, ripeto, anche se nascosta.

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