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Un cittadino invita i molfettesi a costituirsi parte civile dopo l'arresto dell'ing. Altomare, capo dell'Ufficio territorio di Molfetta, per presunti illeciti urbanistici
07 settembre 2011

MOLFETTA - «Vorrei chiedere a codesta redazione se esiste un movimento cittadino intenzionato a costituirsi parte civile nella vicenda "Altomare".
Ritengo che dovremmo emulare il comportamento civile dei cittadini di Parma che, armati di utensili di cucina, hanno richiesto le dimissioni dei responsabili degli abusi commessi dagli amministratori cittadini, sindaco in primis.
Mi chiedo quando, noi cittadini molfettesi avremo una "botta" di civile indignazione? Grazie distinti saluti».
Carmela Azzarita

Questa lettera ci è giunta in redazione, con la richiesta ai molfettesi di un cittadino, che si ribella alla decisione dell’amministrazione comunale di centrodestra del sindaco-senatore Antonio Azzollini di non costituirsi parte civile nella inchiesta della Procura della Repubblica sullo scandalo “Mani sulla città” che ha visto principale indagato (attualmente agli arresti domiciliari a Potenza) dirigente dell’ufficio Territorio del Comune di Molfetta, ing. Rocco Altomare, per presunti illeciti urbanistici.
La coraggiosa signora, chiede ai molfettesi onesti di reagire a questa situazione scandalosa e di costituirsi parte civile.
Come risponde la città e l’opposizione di centrosinistra, al di là delle condanne verbali? Perché non offre un primo segnale di reazione costituendosi anch’essa parte civile come chiedono i cittadini di Molfetta, aprendo così la questione morale?
A che punto è l’inchiesta della magistratura? C’e chi teme il rischio che con l’eventuale chiusura delle indagini l’inchiesta si fermi, come è avvenuto altre volte davanti alla soglia della politica? Occorre fare chiarezza fino in fondo, se ci sono responsabilità politiche, che emergano, se non ci sono, si dica chiaramente che è stato un errore aprire l’inchiesta.
Certo, pesanti responsabilità degli indagati emergono dalla lettura dei capi di imputazione, che “Quindici” ha riportato nel numero scorso (nella foto, la copertina), andato a ruba in edicola, con richieste di altre copie che, malgrado l’aumento della tiratura, non siamo stati in grado di soddisfare. Ma i cittadini si chiedono: possibile che i politici fossero all’oscuro di tutto? Come hanno potuto i tecnici operare all’insaputa degli amministratori? In questo caso la loro colpa dovrebbe essere più grave. Troppi nodi sono ancora da sciogliere.
I cittadini di Molfetta sono stanchi delle vessazioni subite in tanti anni nell’acquisto della casa, hanno fiducia nella magistratura e si augurano che faccia il proprio lavoro fino in fondo, ripristinando la legalità ove questa fosse stata violata.
 
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Dovrebbe costituirsi parte civile contro se medesimo? Mi sembra improbabile! Non stiamo parlando di una scheggia impazzita del sistema, fuori controllo... Altomare era il sistema, ben conosciuto dal Sindaco, dall'Amministrazione, dall'Assessore all'urbanistica, e dalla gran parte dei consiglieri comunali. Tutti sapevano e tutti tacevano, vuoi per interesse - verifichiamo le proprietà immobiliari, le ville, le opere acquisite, o costruite, dai politici negli ultimi anni, grazie anche ai buoni servigi di "A" - vuoi per omertà o accondiscendenza ai voleri del capo, vuoi anche per strane intelaiature, cointeressenze o conflitti di interesse con qualche esponente dell'opposizione, che oggi esce nuovamente dal guscio nel quale si era rintanato - e chissà perché - per mettere su, guarda caso "un cantiere", sebbene di natura politica (e mai termine fu così inappropriato!). Che la Magistratura abbia voluto o meno "tracciare una linea di confine", nell'indagine, tra il c.d. "livello tecnico", e quello politico-amministrativo, è cosa che al momento non è dato sapere. Certo, nessuno si augura che ad un certo punto, oltre la linea giudiziaria, sia emersa anche in un certo qual modo, una linea politica c.d. "di arresto", che porta ad escludere qualsiasi tipo di responsabilità diretta o indiretta, commissiva od omissiva, da parte degli amministratori, sindaco compreso... ma a questo punto proprio il rifiuto di costituirsi parte civile da parte del Comune, in questa vicenda, o perlomeno il mancato annuncio di volersi costituire parte civile in questa angosciosa vicenda che ha investito, de facto, tutto la politica urbanistica di questo comune, la dice lunga di come stanno veramente le cose, e cioè che il c.d. "sistema A.", non era affatto un corpo a sé stante, separato dalla politica ma ne era parte integrante. Non solo, ma questa mancanza di volontà di costituzione di parte civile, metterebbe certamente a nudo, in maniera sconcertante, l'eventuale - ma non auspicabile - blocco dell'indagine, al solo filone tecnico. Se ci sono gli elementi per procedere, penso nessuno d'imperio possa pronunciare la famosa parola d'ordine: "BASTA LA BASTANZA"... sono cose pericolose queste, non viviamo più nei secoli bui, qui nessuno sa, ma tutti sanno. L'epoca dei catapani, è passata da un pezzo. Certo fa specie che ad oggi l'unico amministratore "vivisezionato", da una indagine da parte della procura di Trani, sia il Sig. Pino Amato, mentre per questa mega inchiesta, nessuno abbia perlomeno avvertito la necessità di fare una semplice verifica patrimoniale sugli improvvisi incrementi immobiliari, e se gli acquisti, possono essere o meno giustificati da effettivi movimenti di denaro, per capire se gli stessi sono stati meramente virtuali oppure no (in sostanza se risultano dagli atti pubblici, senza che vi sia stato perlomeno un effettivo reale pagamento dell'immobile di nuova costruzione). Questa è una città dove in specie sul mattone, a nessuno sfugge nulla, per cui se un dato consigliere comunale, viene immesso in una coop edilizia "gratis"... tutti de facto ne vengono a conoscenza, ma tutti tacciono ad iniziare dal comune socio condomino, sempre per quella atavica paura di vedere nullificato all'improvviso la conquista della prima casa tanta agognata nel tempo. sappiamo benissimo come funzionano queste cose... Per cui vediamo chi, come e quando, tra consiglieri, amministratori... hanno acquisito in capo a loro, o prossimi parenti immobili, a che titolo e se c'è stata un'effettiva dazione di denaro, oppure la stessa è meramente virtuale. La ben nota vicenda barese, in questi giorni, assunta agli onori delle cronache, ci sta insegnando, che non è più semplice come una volta, mettere simili paletti e che nessuno, neanche il più "alto in grado", può essere immune da verifiche e/o da censure... Credo e voglio credere che la magistratura vada sino in fondo, e non voglia avventurarsi sulla strada dell'improbabile esclusione a priori di qualsiasi responsabilità di tipo politico nella vicenda, cosa a cui nessuno crede, cosa che farebbe sentire da lontano, molto lontano, il puzzo dell'ennesimo inciucio politico-giudiziario perpetrato in danno di questa città.





Dovrebbe costituirsi parte civile contro se medesimo? Mi sembra improbabile! Non stiamo parlando di una scheggia impazzita del sistema, fuori controllo... Altomare era il sistema, ben conosciuto dal Sindaco, dall'Amministrazione, dall'Assessore all'urbanistica, e dalla gran parte dei consiglieri comunali. Tutti sapevano e tutti tacevano, vuoi per interesse - verifichiamo le proprietà immobiliari, le ville, le opere acquisite, o costruite, dai politici negli ultimi anni, grazie anche ai buoni servigi di "A" - vuoi per omertà o accondiscendenza ai voleri del capo, vuoi anche per strane intelaiature, cointeressenze o conflitti di interesse con qualche esponente dell'opposizione, che oggi esce nuovamente dal guscio nel quale si era rintanato - e chissà perché - per mettere su, guarda caso "un cantiere", sebbene di natura politica (e mai termine fu così inappropriato!). Che la Magistratura abbia voluto o meno "tracciare una linea di confine", nell'indagine, tra il c.d. "livello tecnico", e quello politico-amministrativo, è cosa che al momento non è dato sapere. Certo, nessuno si augura che ad un certo punto, oltre la linea giudiziaria, sia emersa anche in un certo qual modo, una linea politica c.d. "di arresto", che porta ad escludere qualsiasi tipo di responsabilità diretta o indiretta, commissiva od omissiva, da parte degli amministratori, sindaco compreso... ma a questo punto proprio il rifiuto di costituirsi parte civile da parte del Comune, in questa vicenda, o perlomeno il mancato annuncio di volersi costituire parte civile in questa angosciosa vicenda che ha investito, de facto, tutto la politica urbanistica di questo comune, la dice lunga di come stanno veramente le cose, e cioè che il c.d. "sistema A.", non era affatto un corpo a sé stante, separato dalla politica ma ne era parte integrante. Non solo, ma questa mancanza di volontà di costituzione di parte civile, metterebbe certamente a nudo, in maniera sconcertante, l'eventuale - ma non auspicabile - blocco dell'indagine, al solo filone tecnico. Se ci sono gli elementi per procedere, penso nessuno d'imperio possa pronunciare la famosa parola d'ordine: "BASTA LA BASTANZA"... sono cose pericolose queste, non viviamo più nei secoli bui, qui nessuno sa, ma tutti sanno. L'epoca dei catapani, è passata da un pezzo. Certo fa specie che ad oggi l'unico amministratore "vivisezionato", da una indagine da parte della procura di Trani, sia il Sig. Pino Amato, mentre per questa mega inchiesta, nessuno abbia perlomeno avvertito la necessità di fare una semplice verifica patrimoniale sugli improvvisi incrementi immobiliari, e se gli acquisti, possono essere o meno giustificati da effettivi movimenti di denaro, per capire se gli stessi sono stati meramente virtuali oppure no (in sostanza se risultano dagli atti pubblici, senza che vi sia stato perlomeno un effettivo reale pagamento dell'immobile di nuova costruzione). Questa è una città dove in specie sul mattone, a nessuno sfugge nulla, per cui se un dato consigliere comunale, viene immesso in una coop edilizia "gratis"... tutti de facto ne vengono a conoscenza, ma tutti tacciono ad iniziare dal comune socio condomino, sempre per quella atavica paura di vedere nullificato all'improvviso la conquista della prima casa tanta agognata nel tempo. sappiamo benissimo come funzionano queste cose... Per cui vediamo chi, come e quando, tra consiglieri, amministratori... hanno acquisito in capo a loro, o prossimi parenti immobili, a che titolo e se c'è stata un'effettiva dazione di denaro, oppure la stessa è meramente virtuale. La ben nota vicenda barese, in questi giorni, assunta agli onori delle cronache, ci sta insegnando, che non è più semplice come una volta, mettere simili paletti e che nessuno, neanche il più "alto in grado", può essere immune da verifiche e/o da censure... Credo e voglio credere che la magistratura vada sino in fondo, e non voglia avventurarsi sulla strada dell'improbabile esclusione a priori di qualsiasi responsabilità di tipo politico nella vicenda, cosa a cui nessuno crede, cosa che farebbe sentire da lontano, molto lontano, il puzzo dell'ennesimo inciucio politico-giudiziario perpetrato in danno di questa città.

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