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“Torna la Dc” e prova a contarsi Celebrato il primo congresso cittadino
15 ottobre 2003

Il cronista deve confessare per onestà la sua ignoranza, che la ”Democrazia cristiana” esistesse ancora le era cosa ignota. Così che questa è la prima novità, ed in fondo anche l'unica, emersa dall'assemblea cittadina del 12 ottobre con cui il partito si è presentato alla città. Il segretario locale, Saverio Vercellini, ha aperto l'incontro proprio con questa notizia: “La Dc non si è mai sciolta e non è mai morta”. Concetto ribadito da Bruno Pacifici, segretario organizzativo nazionale, risentito d'aver sentito qualche altro oratore parlare di rinascita del partito: “Si tratta di continuità, non di rinascita, della “balena bianca” che c'è ancora e vuol crescere. Del resto siamo gli unici che possiamo utilizzare il simbolo dello scudo crociato, quello di un partito che si propone una piena continuità con il passato, cui interessa collocarsi al centro, puntare ad un terzo polo, e non discutere di destra o di sinistra”. Piena continuità con il passato anche nella scelta dei punti di riferimento. Ha affermato Saverio Vercellini: “Il nostro è un partito di ispirazione cristiana e con pensiero costante alla dottrina sociale della chiesa”. Affermazioni di principio cui è seguito, secondo un copione ormai abituale a tutte le ultime manifestazioni politiche, l'attacco all'amministrazione di Tommaso Minervini. E' stata sgranata la solita litania dei suoi errori: l'ospedale, la società di gestione del porto, la mancanza di dibattito in Consiglio Comunale e fuori e via dicendo. Il segretario cittadino ha continuato: ”Il nostro partito non si farà strumentalizzare da opinioni di destra o sinistra, piuttosto siamo a disposizione di chi vorrà proporci delle valide iniziative”. Con una precisa prospettiva, dichiarata apertamente da tutti i relatori, quella dei prossimi appuntamenti elettorali cui presentarsi con l'intenzione di contarsi e di contare. Giuseppe Mastrangelo, coordinatore regionale, l'ha ripetuto più volte, come logica conseguenza del suo invito a aderire al partito, che dagli iscritti, dagli stessi presenti all'assemblea cittadina “dovranno uscire i nuovi consiglieri comunali e provinciali, anche perché non intendiamo fare campagna acquisti presso coloro che già hanno questo tipo di carica”. E l'on. Casillo, coordinatore provinciale, dopo aver rivendicato il lavoro, cominciato in terra di Bari nove mesi fa e che ha fatto della Puglia la terza regione come numero di tesserati per la sempre esistita Dc, ha risottolineato nel suo intervento: “Non mancheremo ai prossimi appuntamenti elettorali e cercheremo di fare risultato”. Infine resa nota la composizione del direttivo: Ignazio de Gioia, Raffaele de Bari e Antonio Annese. L'orizzonte politico cittadino comincia ad essere affollato, sono sempre di più le formazioni che si dichiarano di centro, attente ad una perfetta equidistanza dalla destra così come dalla sinistra, che proclamano di ispirarsi od essere ispirati dal cattolicesimo, che condannano l'operato del sindaco Tommaso Minervini, che puntano a dividersi il voto dei moderati, che vogliono contarsi alle prossime elezioni provinciali, che si dicono in attesa di contatti, si presuppone in vista di future alleanze. Bisognerà vedere cosa ne pensano i molfettesi, che in verità non sembrano coinvolti da queste manifestazioni pubbliche. Il segretario cittadino Vercellini ha lamentato non solo l'assenza di sindaco, giunta, consiglieri e segretari di altri partiti, pure invitati, anche se nell'ultima categoria forse si può mettere l'ormai onnipresente ed attivissimo Lillino di Gioia, ma anche di comuni cittadini. Come motivazione è stata portata non il disinteresse, ma la coincidenza con la processione dei Santi Medici. In un'analoga situazione qualche mese fa fu addotta come scusante alla scarsa partecipazione la coincidenza con il Corpus Domini. Anche questo accade, che nel programmare le iniziative politiche, già rare, si debba tener conto del calendario delle processioni. Ma si sa, è ripetuto ormai come verità incontrovertibile, Molfetta è città moderata ed evidentemente anche un po' beghina. O almeno così credono i suoi politici. Lella Salvemini
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