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Tommaso Minervini si ricandida: “Non mi posso sottrarre” Il sindaco scioglie la riserva
20 marzo 2006

MOLFETTA - 20.3.2006 Questa volta Tommaso Minervini (nella foto) ha deciso. In una sala “B. Finocchiaro” gremita come non si vedeva da tempo, il sindaco, nel corso della prima assemblea pubblica di Città per tutti, il movimento civico da lui ispirato, ha finalmente sciolto la riserva e risposto al quesito cui tante volte si era sottratto: si ricandiderà? “Sento il carico di una responsabilità – ha dichiarato in conclusione del suo lungo discorso – non mi posso sottrarre”. E così dopo mesi di incertezze sfociate nella dichiarazione, più volte ribadita, di volersi fare da parte, il primo cittadino ci ripensa e rilancia la sua idea di progetto civico, “con chi ci sta”. “Dopo cinque anni di duro lavoro che hanno rimesso questa città in cammino – ha dichiarato Tommaso Minervini – permettendo a Molfetta di conseguire straordinari risultati di carattere amministrativo, anche grazie al contributo di tutta la mia coalizione, ora è tempo di fissare nuovi orizzonti e nuovi traguardi, più ambiziosi e difficili. Occorre rimettere al centro della vita politica di Molfetta i cittadini, mandando all'aria gli schematismi e le formule rigide che si pretende debbano essere uguali a Molfetta come a Bari, a Roma o a Trento”. E' una analisi approfondita di come è cambiata la città dal 2001 ad oggi, quella che propone Tommaso Minervini, e di come l'attuale quadro politico, a suo parere, non sia nelle condizioni di rispondere alle nuove esigenze che emergono dalla società,: “In questi anni sono emerse nuove professionalità, nuovi ceti produttivi, un variegato mondo fatto di giovani, donne, imprenditori, professionisti, artisti, uomini di cultura che rivendicano un protagonismo nella vita politica che i partiti, con le loro logiche di segreteria ed i loro schematismi, non riescono a dare. Guardatevi attorno: da una parte c'è un non-candidato (il riferimento è a Lillino Di Gioia ndr) e cioè un candidato non riconosciuto come tale neanche dalla sua coalizione, dall'altra fino a ieri c'era il tentativo di fare una copia fotostatica di quello che è stato nel 2001, mentre ora non si capisce cosa stia succedendo. In questo contesto che certo non invoglia i cittadini ad interessarsi della politica, è fondamentale creare le condizioni perché queste energie positive emergano, siano messe al servizio della comunità e diventino la classe dirigente del futuro. Desidero far scattare una scintilla ed innescare una reazione. Questo è, oggi, il mio compito e per questo indico nell'evoluzione del progetto civico del 2001 la strada da seguire”. Tommaso Minervini, allora, fa un appello alle forze politiche che lo potrebbero sostenere: “Innanzitutto mi rivolgo a quelle forze civiche ed ai movimenti che con me, nel 2001, ebbero l'intuizione di quel progetto civico. All'inizio eravamo in pochissimi, quattro o cinque, e dimostrammo che con noi c'era anche la grande maggioranza della città. Oggi richiamo loro a quei valori, ma mi rivolgo anche a tutti i partiti, ai gruppi organizzati ed i movimenti, senza preclusioni di sorta, che condividono con me questa visione e che, anche in questi giorni, stanno conducendo una battaglia di libertà”. E qui il riferimento è parso chiaro al partito dei Repubblicani (il segretario Pietro Uva era seduto in prima fila) ed all'Udc (assenza significativa, invece, quella dei rappresentanti di questo partito) che negli scorsi giorni si sono fermamente opposti alla candidatura del sen. Azzollini per il centrodestra dichiarando pubblicamente che la loro era, appunto, “una battaglia di libertà”. Il sindaco, però, pone delle condizioni molto precise che di fatto impediscono un riavvicinamento con la Casa delle Libertà con cui la rottura è ormai sancita: “Ripeto quel che vado dicendo da ottobre e cioè dall'apertura della crisi amministrativa: i partiti devono cedere quote di rappresentatività in modo da favorire l'emergere di una nuova classe dirigente. Per questo dico chiaramente che in una futura giunta il sindaco dovrà poter scegliere in assoluta autonomia i suoi assessori ed io stesso pongo come condizione che anche nelle liste che mi sosterranno ci sia una presenza significativa di donne, di giovani e dei rappresentanti di quel mondo vitale che in questi anni è emerso con forza”. Insomma Tommaso Minervini rivendica “le mani libere”, ragione principale che ha portato alla rottura con il senatore che il sindaco non ha mai nominato durante tutto il suo lungo intervento. “Su questo – ha detto il primo cittadino – non ci saranno sconti per nessuno, nemmeno per gli amici”. “Molfetta – ha concluso il sindaco – non è mai stata abituata a seguire pedissequamente gli schemi prefissati. Ha sempre avuto la capacità di porsi come precursore degli eventi politici: è stato così prima con Gaetano Salvemini (più volte evocato ndr), poi con il primo centrosinistra d'Italia, fino alla stagione del Percorso del 1994 e del progetto civico del 2001. Anche questa volta noi indichiamo una strada nuova: occorre superare le Colonne d'Ercole rappresentate dai due Poli e guardare oltre verso scenari più ambiziosi e rischiosi”. Già, il rischio. Tommaso Minervini è consapevole che la sua appare ai più una operazione ardita e che la rottura con la Casa delle Libertà potrebbe rendergli molto difficile una rielezione che, altrimenti, sarebbe stata quasi scontata, ma non se ne cura. “I miei maestri mi hanno lasciato un insegnamento al quale ho sempre tenuto fede: fai quel che puoi, succeda quel che deve. Oggi credo che questa sia la nuova sfida per la nostra città e sono disposto a rischiare anche in prima persona, senza nessuna rete di protezione”. Le dichiarazioni del sindaco aprono, a questo punto, scenari difficilmente ipotizzabili. Da un lato occorrerà capire come reagiranno i due partiti principali della Casa delle Libertà e se saranno intenzionati a mantenere in piedi una amministrazione guidata sostanzialmente da un avversario nella prossima campagna elettorale. Su questo molto indicativo sarà, indubbiamente, il Consiglio Comunale convocato per venerdì prossimo. Dall'altro lato, bisognerà vedere chi risponderà all'appello lanciato dal sindaco. A margine dell'incontro abbiamo raccolto la reazione del consigliere regionale, Franco Visaggio che, pur non volendo rilasciare dichiarazioni e preferendo meditare sulle parole espresse dal sindaco, non ha nascosto la sua soddisfazione ed il suo apprezzamento per la presa di posizione del primo cittadino. Ora l'attenzione è tutta puntata su quel che deciderà di fare, già nelle prossime ore, il sen. Antonio Azzollini che ormai tutti danno come il sicuro candidato della Casa delle Libertà.
Autore: Giulio Calvani
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