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Taglie non conformate: per educare coscienze critiche Un convegno della casa editrice “la meridiana” il 12 e 13 marzo
15 febbraio 2004

Un convegno per avviare uno sguardo di lunga durata sulle radici profonde della cultura pedagogica italiana, sui suoi dogmi e sulle inerzie, sugli stereotipi e sui pregiudizi che si apre con una intervista a Francesco Saverio Borrelli, per la prima volta a Molfetta (nella foto). “E' una scelta”, dicono in casa editrice. “Borrelli, il magistrato di mani pulite, è stato ed è ancora oggi un esempio di coscienza e correttezza civile nell'Italia dove convincersi e adattarsi è meglio che crederci. Dove stare nella fila conviene più che uscire e non farsi notare espone meno che mettersi in vista. Cominciare con lui significa dare il senso e la prospettiva che l'indagine condotta del convegno vuole mettere a fuoco”. E cioè? “Se l'idea vincente oggi è che alla scuola basta qualche ora di inglese e di internet per insegnare ai ragazzi a dialogare col mondo e che per essere e contare basta sapere un po' di impresa e di mercato, la domanda che poniamo è: prima non viene l'autonomia del giudizio critico, la capacità di un pensiero proprio? Prima non viene la coscienza? E' un po' come andare contro corrente: in un periodo in cui si è smesso da un pezzo di parlare di educazione in termini di responsabilità collettiva, riprendiamo a parlare di coscienza, consapevolezza, autonomia di giudizio. In un tempo in cui anche all'educazione si chiede di pensare ai bambini e ai ragazzi in termini di utenti-clienti, noi proviamo a riparlarne pensandoli come “persone”. La nostra idea e la percezione che dal nostro osservatorio abbiamo è che le domande di senso che oggi si ripropongono continuamente in tutte le relazioni educative sono rivolte alle coscienze prima ancora che alle loro comunità. Oggi più che prima è forte l'esigenza di un'educazione che maturi persone capaci di situarsi nel mondo, come protagonisti non come comparse. E' vero: la coscienza non è una cittadina della cultura italiana. Adeguarsi è più importante che crederci. Ciò che conta non è un pensiero ma che a pensarlo siano tanti. La cultura italiana educa più comunemente al conformismo che all'autonomia di giudizio e alla responsabilità civica. Forse è questa la ragione per la quale non esiste una vera cultura pedagogica in Italia. Certo grandi pedagogisti italiani, da don Lorenzo Milani a Maria Montessori a Danilo Dolci, hanno fornito indiscutibili contributi per reimpostare un'educazione fondata sulla coscienza, ma non si può dire che la loro voce abbia inciso sulla cultura ufficiale del nostro paese, che resta ancora oggi conformista”. La riflessione continuerà dopo Borrelli con sociologi, storici, pedagogisti e psicologi. Due pomeriggi fitti di relazioni e interventi per indagare sulle origini del “senso comune”, sul fascino della trasgressione su cosa resta oggi della coscienza. Ma il convegno non è solo questo. Sarà anche un convegno laboratorio in cui le cose non si dicono soltanto ma si sperimenteranno pure. Oltre 30 proposte di laboratori, in cui verranno presentate, giocate, proposte le più significative esperienze di innovazione pedagogica e didattica, con esperti provenienti da tutta Italia. “Un momento questo che abbiamo aperto alla collaborazione e complicità delle scuole molfettesi. 8 scuole ospiteranno i 30 laboratori, 10 dei quali vedranno protagonisti gli stessi ragazzi”. Il convegno ha ricevuto il patrocinio e il riconoscimento dell'Uffico Scolastico Regionale per la Puglia, dell'IRRE Puglia, dei Dipartimenti di Scienze storiche e sociali e di Psicologia dell'Università di Bari. Per informazione iscrizioni: taglienonconformate@lameridiana.it. Sul sito internet della casa editrice www.lameridiana.it il programma e il modulo per l'iscrizione. Questo il programma. Venerdì 12 marzo: ore 15, Apertura non conformata; ore 16: Francesco Berto intervista Francesco Saverio Borrelli; ore 17: Più o meno di rito: formalità; ore 17.30: Dove nasce il “senso comune”. Presiede: Antonio Brusa; Franco Cassano: A tarallucci e vino. L'Italia delle maggioranze; Daniele Novara : Anime nobili e inutili. Le pedagogie delle minoranze; Alberto Zucconi : Ricomincio da me. Felici di cambiarsi per cambiare. Ore 21: Spettacolo teatrale: Dimissioni dal Sud, regia di Gianluigi Gherzi. Cantieri Teatrali Koreja. Sabato 13 marzo: ore 9-13, Laboratori per taglie non conformate su: Libertà e regole, Comunicare con gli adolescenti, Cooperare in classe, Star bene a scuola, Pensare bene e parlare bene, Abitare la città, Liberarsi dalla memoria conformata, Signora Tv, Mondo rotondo: le regole di una società interculturale; Conformati per gioco: laboratorio sul gioco di simulazione… e altri ancora. L'elenco completo e aggiornato dei laboratori si trova sul sito: www.lameridiana.it/convegni/convegni. Ore 15: Trasgressivi e conformati. Presiede Arnaldo Cecchini; Gustavo Pietropolli Charmet: Sballarsi, svuotarsi, svitarsi. Il fascino della trasgressione; Giovanna Leone: Lanterne per lucciole. Perché il conformismo non si vede; Roberto Farnè: Rompete le fila. L'eresia del gioco. Ore 17: Intermezzo. Ore 17.30: Zapping. Cosa resta della coscienza Tavola rotonda con: Vinicio Albanese, Giuseppe Moro, Paola Scalari I relatori: Francesco Berto (consulente familiare, Venezia), Francesco Saverio Borrelli (già Procuratore capo di Milano), Antonio Brusa (docente di Didattica della storia, Università di Bari), Franco Cassano (docente di sociologia della conoscenza, Università di Bari), Daniele Novara (pedagogista, Direttore del CPPP, Piacenza), Alberto Zucconi (psicologo, docente di Psicologia centrata sul cliente, Università di Siena), Arnaldo Cecchini (docente di urbanistica Università di Sassari), Gustavo Pietropolli Charmet (psichiatra, docente di Psicologia dinamica, Università di Milano), Giovanna Leone (psicologa, docente di psicologia sociale, Università di Bari), Roberto Farnè (pedagogista, docente di Teoria e metodologia della formazione, Università di Bologna), Vinicio Albanese (sacerdote, Comunità di Capodarco), Giuseppe Moro (sociologo, docente di Metodologia della ricerca sociale, Università di Bari), Paola Scalari (psicosocioanalista, Venezia).
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