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Sviluppo e occupazione passano da Ponente Interessante convegno sulla nuova realtà imprenditoriale molfettese
15 dicembre 1999

“Creare impresa a Molfetta”, è non solo possibile, ma necessario. QUINDICI lo sostiene da tempo e il giornale si è fatto promotore di diverse iniziative in tal senso, come il Forum con gli imprenditori della meccanica sul tema della formazione professionale, che ha avuto un grande successo, mettendo attorno al tavolo anche gli amministratori, i rappresentanti della scuola e il presidente dell’Assindustria di Bari settore meccanica. Ora che sono in via di completamento gli insedimenti nella zona artigianale e si sta lavorando per quella industriale, anch’essa presto operativa, c’è un fermento di iniziative a sostegno dello sviluppo. Sul tema “Creare impresa a Molfetta” si è tenuto recentemente un interessante convegno organizzato dal “Consorzio sviluppo piccole e medie aziende - Puglia”. Un’occasione per fare il punto su cosa è stato realizzato finora per lo sviluppo e sui possibili scenari futuri, alla luce degli insediamenti già presenti nella Zona artigianale e di quelli che si prevedono per l’immediato futuro, sia nel Piano insediamenti produttivi (la nuova zona artigianale), sia nella zona Asi. I lavori del convegnosono stati aperti dal presidente del consorzio “Puglia”, il dott. Alessandro Fiore, che ha sottolineato la riscoperta negli ultimi anni del modello del distretto industriale, un modello esaltato anche da una nuova impostazione legislativa. Sviluppo non più calato dall’alto, ma promosso dalle realtà locali. “Lo sviluppo locale - ha detto il dott. Fiore - dipende da alcuni fattori: scarsa incidenza della criminalità, territorio, infrastrutture e risorse. Tutti fattori presenti a Molfetta. A Ponente, lungo la statale 16 bis sta sorgendo una realtà industriale che dimostra che a Molfetta sta rinascendo uno spirito imprenditoriale che agli inizi del secolo gli valse l’appellativo di “Manchester delle Puglie”. Stiamo andando nella giusta direzione - ha concluso Fiore -, ma questa realtà deve ancora affermarsi compiutamente visto che la nostra città non è mai menzionata, almeno dalla stampa specializzata, tra le realtà più promettenti”. Il lavoro del Consorzio Asi Il dott. Giordano Pugliese, Direttore del “Consorzio Asi di Bari”, soffermandosi sul lavoro fatto dall’Asi a Molfetta in soli 3 anni, ha sostenuto che “i risultati sono andati al di là delle aspettative: su 186 ettari previsti, 116 sono stati prenotati da 72 aziende. Questo è stato possibile grazie ad un nuovo modo di lavorare del Consorzio Asi che, insieme ai Comuni, ha pressato la Regione per ottenere i finanziamenti necessari. Finora il ministero dei Lavori Pubblici ha finanziato 24 miliardi per infrastrutturare la zona Asi di Molfetta. Inoltre il Consorzio ha adottato una nuova procedura: senza attendere che si realizzassero le infrastrutture, contestualmente ad esse stipula la convenzione della pre-assegnazione: le aziende versano un acconto con cui l’Asi effettua gli espropri. Inoltre il consorzio Asi ha instaurato un rapporto molto flessibile con le aziende stesse che possono anche rinunciare o modificare i progetti: insomma noi ritagliamo un lotto su misura, corrispondente alle esigenze delle aziende. I risultati sono sbalorditivi, dopo soli 3 anni, sono rimasti disponibili solo una ventina di ettari. Devo dire grazie ai continui impulsi quasi quotidiani pervenuti dal Comune di Molfetta e dagli imprenditori locali”. Le risorse Più tecnico e riservato agli addetti ai lavori è stati l’intervento dell’ing. Vito Mola, coordinatore responsabile IPI Puglia, che ha parlato di risorse, illustrando le novità della Legge 488 e della Legge 215 per l’imprenditoria femminile. Per quanto riguarda la 488 per il prossimo bando saranno previste 4 graduatorie: progetti fino a 50 miliardi, oltre i 50 miliardi, progetti ritenuti prioritari dal Governo e progetti ritenuti prioritari dalla Regione. Inoltre l’investimento minimo dovrà essere di un miliardo, con il 25% di mezzi propri. Altra novità è l’inserimento dei settori: estrattivo, produzione di energia e costruzioni. Per quando riguarda la 215, la novità rilevante è che la Regione Puglia, come per la 488, ha stanziato fondi per questa legge, quindi oltre ad una graduatoria del ministero ce ne sarà anche una regionale. Una mentalità da cambiare Sintetico ma significativo è stato l’intervento del dott. Giovanni Mulinelli che ha parlato della sua esperienza professionale a contatto con la realtà imprenditoriale del Veneto, sottolineando che al Nord tutto l’apparato burocratico è al servizio dell’imprenditore. “Ho visto risolvere problemi in 20 minuti, da noi sarebbero state necessarie alcune settimane. Lo sportello unico, per ora, si è rilevata solo una buona intenzione”. Tirato il ballo il dott. Gesmundo, responsabile dello “Sportello unico per le imprese”, ha ribadito che tale istituto è uno strumento di raccordo tra veri enti come Asl, Vigili del Fuoco, Camera di Commercio, Prefettura e altri, spesso restii a collaborare forse timorosi di perdere le proprie prerogative. La formazione Dopo l’intervento degli oratori, che in un certo senso vedono il “bicchiere mezzo pieno”, quello “mezzo vuoto” è emerso da alcuni interventi del pubblico. Due quelli che ci sono sembrati più interessanti: la scarsa diffusione della cultura d’impresa e la formazione. C’è chi ha sottolineato la mancanza degli strumenti formativi per accompagnare sia la crescita imprenditoriale, sia per valorizzare il capitale intellettuale dei nostri giovani, i quali per entrare nel mondo del lavoro hanno bisogno soprattutto di formazione adeguata anche per raccogliere le opportunità di tentare di scommettere su se stessi, insomma la formazione è l’anticamera del lavoro e di fare impresa. “Competitività territoriale” Il sindaco Minervini, in conclusione, si è soffermato sul concetto di “competitività territoriale”. “Lo scenario futuro per lo sviluppo è rendere il territorio appetibile rispetto ad altri. In questi anni abbiamo lavorato sugli strumenti di pianificazione del territorio: Zona Asi, Pip (Piano insediamenti produttivi) e Piano Regolatore. Grazie a questi strumenti è stato possibile realizzare il “Patto territoriale” che comporterà la realizzazione del Pip e della Zona Asi. Un’insieme di realtà che, a regime, potrà contare circa 3.000 posti di lavoro. La cosa interessante è che tutto ciò si realizzerà con la spesa per lo Stato di poche decine di miliardi, mentre per il Contratto d’area di Manfredonia si parla di 1.800 miliardi. Inoltre, al contrario di Manfredonia, i protagonisti saranno gli imprenditori locali, con un forte senso di appartenenza. Cosa succederà a Manfredonia quando le imprese trevigiane non troveranno più conveniente quella zona? Ora la prossima scommessa è di mettere in connessione tutte queste realtà. Per questo, con altri Comuni, abbiamo approntato un progetto denominato Prusst (Piano di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio) per realizzare una serie di arterie stradali per collegare il porto con la zona artigianale e industriale”. Guardando al futuro il sindaco ha lanciato alcuni messaggi. “Ingenti capitali sono fermi nelle banche. Occorre che i molfettesi escano dall’ossessione di comprare case, privilegiando invece gli investimenti produttivi. Inoltre anche gli ordini professionali devono adeguarsi alle nuove esigenze. Nelle aziende moderne sono importanti avvocati, commercialisti e ingegneri con specifiche competenze. Altra questione cruciale sarà la formazione continua a tutti i livelli. In conclusione, occorre che le imprese superino l’individualismo esasperato, perché solo mettendosi insieme, si possono creare quei servizi indispensabili per essere competitivi sul mercato. Ecco perché è positiva la nascita del consorzio “Puglia”, significa che stiamo andando nella giusta direzione”. Francesco del Rosso
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